Pensione si può andare più tardi per sistema informatico INPS sbagliato. Ecco cosa succede

Quando si può andare in pensione e tempi più lunghi da Inps: risultato di un errore del sistema informatico dell’Istituto di Previdenza

Pensione si può andare più tardi per sis

Pensione piu tardi sistema informatico INPS sbagliato

I requisiti per l’accesso alla pensione 2019 sono ormai ben noti: per la pensione di vecchiaia bisogna raggiungere i 67 anni di età dal primo gennaio 2019 con almeno 20 anni di contributi; per la pensione anticipata bisogna raggiugere 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne a prescindere dal requisito anagrafico; per la pensione con la novità di quota 100 bisogna raggiungere 62 anni di età e 38 anni di contributi.

E poi ci sono i sistemi di uscita anticipata con opzione donna e ape social prorogate ancora per il 2019, possibilità di pensione ancora con ape volontaria, senza dimenticare poi isopensione e Rita. Effettuando i calcoli di quando andare in pensione, però, ultimamente il sistema informatico dell’Inps dà esiti di uscite più tardi. Come mai? Cosa sta accadendo?

Andare in pensione più tardi: errore sistema informatico Inps

Rispetto a quanto pronosticato da un lavoratore, nel momento in cui si chiede al sistema informatico dell’Inps di calcolare i tempi di uscita del lavoratore stesso, spesso vengo fuori tempi di pensione più tardi rispetto a quelli che si pensano. Si tratta, in realtà, di un errore che commette il sistema dell’Inps che per la pensione considera le settimane di contributi e non i giorni o gli anni.

Seguendo questo sistema, dunque, l’Inps corregge gli errori in eccesso sul numero delle settimane ma non quelli in difetto e ciò significa, per esempio, che per non aver lavorato una data settimana e versato quindi contributi, secondo i calcoli bisogna lavorare ancora un mese per raggiungere effettivamente la pensione, come accaduto ad un lavoratore che avrebbe dovuto raggiungere la pensione il 31 luglio e, per effetto della finestra dei tre mesi, uscire definitivamente il primo novembre ma ha scoperto che, in realtà, gli mancava una settimana di contributi e per quella mancata settimana deve aspettare un mese ancora prima di avere finalmente la pensione.

Pensione Inps più tardi: come funziona calcolo uscita con sistema informatico

Seguendo quanto previsto dal calcolo del sistema informatico Inps, l’esito viene confermato nonostante i documenti del lavoratore attestino che i contributi dovuti sono stati sempre versati. Il problema è, infatti, nel sistema informatico Inps, perché, con particolare riferimento agli anni di lavoro del lavoratore di cui abbiamo riportato l’esempio, da gennaio al 30 settembre 1979 vengono considerate 39 settimane e non 40 e per il sistema dell’Inps si è lavorato una settimana in meno e, quindi, si deve andare in pensione più tardi.

Al pari di errori di calcolo dei tempi in cui andare in pensione, accade, come riportano le ultime notizie, che l’Inps sbagli anche nel calcolo dell’importo della pensione finale che il lavoratore deve percepire. Per evitare questa situazione, è bene consultare il proprio estratto conto contributo dell’Inps, documento che contiene tutti i contributi previdenziali del lavoratore e che possono essere di ogni genere, obbligatori, volontari, figurativi, derivanti dal riscatto di un determinato periodo come gli anni di laurea), o da ricongiunzione o cumulo.

E se l’estratto conto contributivo non risulta corretto, per evitare di avere una pensione inferiore di quella dovuta, è l’Inps è tenuto a risarcire i danni. L’errore deve comunque essere segnalato subito all’Inps stesso tramite la funzione Segnalazione contributiva del fascicolo previdenziale del cittadino, cui si accede dal menu sulla sinistra della pagina, sotto Posizione assicurativa.

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di Marianna Quatraro pubblicato il