Pensione una meta irraggiungibile per tanti, ma molti ricevono 2 o 4 pensioni al mese

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Pensione una meta irraggiungibile per ta

Pensione una meta irraggiungibile per tanti

Il settimo Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano curato dal Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali fa il punto sulle ultime notizie sulle pensioni.

Arriva una ventata di chiarezza sul sistema della pensioni in Italia e le sorprese non mancano. Da una parte arrivano infatti conferme sul basso importo delle pensioni in Italia, sempre più legate ai contributi effettivamente versati nel corso della carriera lavorativa.

E dall'altra salta fuori che alcuni beneficiari ne hanno più di una, fino ad arrivare a quattro, perché destinatari di uno o più assegni di pensione di natura puramente assistenziale. Le conseguenze sono presto dette: la spesa pubblica schizza verso l'alto e la confusione regna sovrana.

Succede perché l'impalcatura del sistema pensionistico italiano è mal strutturata e, nonostante annunci e buoni propositi, manca una reale separazione tra spesa per previdenza e spesa per assistenza

Il settimo rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano curato dal Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali parla quindi chiaro e lo fa con numeri alla mano. Cerchiamo quindi di saperne di più:

  • Pensione, c'è chi incassa anche 4 assegni
  • Prestazioni assistenziali sono maggiori delle prestazioni previdenziali

Pensione, c'è chi incassa anche 4 assegni

Proviamo a dare qualche numero per inquadrare meglio la situazione: nello studio di Itinerari Previdenziali fondato da Alberto Brambilla, si legge che un pensionato su quattro incassa due pensioni, il 7% arriva a tre assegni Inps e l'1,4% ne percepisce quattro.

La spesa assistenziale nel 2018 ha raggiunto la cifra record di 225,593 miliardi di euro ovvero una cifra maggiore rispetto ai 220,843 miliardi di euro dei 12 mesi precedenti.

A quanto pare sarebbe ancora più insostenibile il costo delle attività assistenziali a carico della fiscalità generale: 105,666 miliardi di euro nel 2018 ovvero +4,3% nell'arco di 10 anni.

Questi dati non tengono conto delle novità introdotte nel 2019, come il reddito di cittadinanza, destinate ad appesantire i conti pubblici. A incidere è soprattutto la spesa per prestazioni sociali che rappresenta più della metà dell'intera spesa pubblica italiana: +54,14%.

Prestazioni assistenziali sono maggiori delle prestazioni previdenziali

Dai numeri sui conti a quelli sui destinatari il passo è breve: le prestazioni assistenziali a carico della fiscalità generale hanno interessato oltre 4 milioni di persone (4.121.039 per esattezza) ovvero 38.163 in più rispetto all'anno precedente.

I beneficiari di prestazioni totalmente o parzialmente assistite sono arrivati a 7.889.693, il 49,3% dei pensionati totali.

Naturalmente non si mette in discussione il diritto a ricevere gli assegni da parte dei beneficiari, che tra l'altro sono generalmente di importo piuttosto basso e non sempre in grado di garantire un concreto aiuto economico (pensiamo ad esempio alle tante esigenze dei disabili), ma la mancata separazione tra spesa per previdenza e quella per assistenza che è causa di confusione e sprechi.

Da qui l'importanza di controlli più rigidi e precisi sui destinatari degli assegni perché le truffe sono all'ordine del giorno. In questo modo potrebbe essere aumentato l'importo degli stessi assegni.

E se proviamo a tirare la riga finale, il costo complessivo per le prestazioni assistenziali è di 22,35 miliardi di euro.

Andando a scavare nella pagine del settimo rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano curato dal Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, emerge un altro significativo dettaglio: la riduzione delle altre prestazioni assistenziali tra integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali e importo aggiuntivo.


Precisiamo ancora meglio cosa si vuole dire con questi numeri....


Dunque da queste statisiche un pensionato su quattro riceve due assegni, e sono per la maggior parte di natura assistenziale (ad esempio legge 104 e indennità di accompagnamento, quindi non è un pensionato da lavoro, ma per prestazioni assistenziali) e si arriva a raggiungerne fino a quattro.

Come già scritto. molti di questi assegni sono giusti ( e molti sono bassi) ma non sono pensioni da lavoro e tutto questo crea grande confusione.

L'unica strada, sia per favorire l'assistenza (una vera assistenza che pensioni adeguate e caccia ai furbi) che le pensioni da lavoro è quella di suddividere realmente l'assistenza e la previdenza come tutti, o quasi, i politici, auspicano, ma che poi nessuno fa.

Da non dimenticare, ma sono in numero ovviamente assai minore, anche i politici che ricevono diverse pensioni semplicemente per gli incarichi assunti anche per pochi mesi. Una goccia nel mare, ma anche questo un sistema assolutamente da correggere.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: