Pensioni 2018-2019: sempre più tardi uscita, età in aumento e assegni più bassi. Il sistema non va

Età di uscita sempre più alta ma assegni sempre più bassi: sempre più urgente e necessaria la revisione dell’attuale sistema

Pensioni 2018-2019: sempre più tardi usc

Pensioni novità uscità età assegni sistema sbagliato


Età pensionabile sempre più alta e assegni sempre più bassi, la ricetta perfetta per quella che le forze sociali hanno già definito come ‘tragedia sociale’, motivo per il quale stanno continuando a battersi perché il sistema delle aspettative di vita venga rivisto. Per evitare ulteriori distorsioni, infatti, è stato chiesto di congelare o bloccare il sistema delle aspettative di vita cui è strettamente collegato l’aumento dell’età pensionabile. L’attuale sistema pensionistico, infatti, prevede uno scatto all’insù dell’età pensionabile ogni due anni e di tre, quattro mesi. Ciò significa che l’età pensionabile attuale di 66 anni e sette mesi, dal primo gennaio 2019 salirà a 67 anni, se qualcosa non sarà cambiato.

Requisiti di pensione: uscita sempre più tardi ed età in aumento

Se dal prossimo primo gennaio 2018 nulla cambierà per la soglia anagrafica da raggiungere per andare in pensione per cui l’età resterà fissata a 66 anni e sette mesi con il solo adeguamento dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini, arrivando ad equiparare le uscite tra uomini e donne. I requisiti di pensione nel 2018, dunque, saranno ancora:

  1. 66 anni e sette mesi per uomini e donne del comparto pubblico e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne di contributi;
  2. 66 anni e sette mesi per le lavoratrici e i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'Inps;
  3. 66 anni e sette mesi per i lavoratori e lavoratrici dipendenti iscritti all’AGO e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap.

L’età di uscita cambierà poi dal primo gennaio 2019 quando salirà per tutti a 67 anni, a meno che non intervengano modifiche della revisione delle aspettative di vita.

Pensioni 2018-2019: età in aumento e assegni sempre più bassi

Mentre l’età pensionabile tenderà ancora ad aumentare, di contro, stando a quanto riportano le ultime notizie, il valore degli assegni sarà sempre più basso. Secondo le ultime notizie, a parità di età di uscita e considerando l’aumento delle aspettative di vita secondo l’Istat, i pensionati potrebbero vedere anche diminuire la propria pensione di qualche punto percentuale. L'aumento delle aspettative di vita, infatti, avrà impatto sul calcolo del coefficiente di trasformazione, valore che, proprio in base alle aspettative di vita, viene considerato per il calcolo della pensione finale con metodo contributivo. Secondo l’attuale sistema, i coefficienti vengono, infatti, aggiornati ogni due, esattamente allo scattare dell’aumento dell’età pensionabile.

Decisamente semplice il ragionamento, più aumentano le aspettative di vita, più aumenta il coefficiente di trasformazione e più cala il valore dell'assegno pensionistico. Prendendo, per esempio, il caso di un lavoratore che è andato in pensione con uno stipendio netto mensile di 2mila euro, per effetto dell'adeguamento del coefficiente di trasformazione, nel 2009 sarebbe andato in pensione con 1600 euro, ma nel 2017 percepisce solo 1400 euro, perdendo ben 190 euro al mese. E’ chiaro, dunque, come il sistema non vada, considerando che sale l’età pensionabile da una parte, rendendo i requisiti sempre più rigidi, ma diminuiscono gli assegni non garantendo vita dignitosa ai pensionati.

Novità per le pensioni in prossimo Def

La revisione delle aspettative di vita è tra le principali richieste avanzate dalle forze sociali per le novità per le pensioni da inserire nella prossima manovra ma le ultime notizie in merito non lasciano ben sperare nell’approvazione di questa novità, considerando che si tratta di una questione che divide fortemente l’esecutivo e a cui anche lo stesso presidente dell’Inps avrebbe detto fermamente no, ben convinto del fatto che rivedere le aspettative di vita potrebbe avere solo un forte impatto negativo sui conti pubblici. Ma per la prossima manovra finanziaria si prospettano al momento nulle anche per le altre novità per le pensioni richieste di modifiche e miglioramenti delle condizioni di accesso ad ape volontaria e ape social e quota 41.







Puoi Approfondire