Pensioni 2018: aumenti mancati ed arretrati tra diritti inespressi e contributi silenti

Attenzione ai diritti inespressi. Sono definiti tale poiché il pensionato dovrebbe percepirli, ma rimangono fermi nelle casse dell'Inps fin al momento della richiesta esplicita.

Pensioni 2018: aumenti mancati ed arretr

Pensioni 2018: aumenti mancati ed arretrati


Mai sentito parlare di diritti inespressi? E di contributi silenti? Bene, se la risposta è negativa sarebbe il caso di dare una ripassate alle nuove regole sulle pensioni per evitare di percepire una pensione più bassa del dovuto. Perché sono i tanti casi che stanno emergendo in questi giorni a dimostrazione di come il fenomeno sia ben più diffuso di quanto si possa immaginare (si calcola che nella sola provincia di Lucca non siano state erogate somme pari a circa 5 milioni di euro). Non solo: gli stessi patronati si stanno dando da fare invitando i pensionati a verificare la regolarità della propria posizione. Anche in questo caso c'è una stima ed è piuttosto allarmante. Sembra infatti che addirittura un pensionato su quattro sia in difetto e dunque avrebbe tutte le ragioni per chiedere la compensazione degli importi non riscossi e la regolarizzazione dell'assegno previdenziale.

Pensioni, aumenti mancati: cosa succede?

In buona sostanza, da quando l'Inps non invia più i cedolini a casa dei pensionati, molti di loro non sanno di aver diritto alle integrazioni. E non essendo a conoscenza non avanzano alcuna richiesta. Il risultato è presto detto: la perdita di tanti soldi. La busta paga è infatti consultabile solo online sul sito e per accedere occorre dotarsi di Pin. Nulla di particolarmente complicato per chi è tutti i giorni alla prese con computer e smartphone. Ma evidentemente è un ostacolo insormontabile nel caso di anziani molto avanti con l'età anagrafica. Sono due in particolari le voci trascurate dagli anziani. Da una parte ci sono quelle somme o prestazioni che non vengono concesse se non espressamente richieste (succede anche questo nel sistema italiano) e dall'altra i diritti e le prestazioni che possono sorgere in un momento successivo alla liquidazione della pensione.

Già la parola inespressi deve far suonare un campanello d'allarme. Sono definiti tale poiché il pensionato dovrebbe percepirli a mo' di legge, ma rimangono fermi nei forzieri dell'Inps fin al momento della richiesta esplicita. Si tratta di somme aggiuntive all'assegno di pensione, ma non per questo da trascurare. Anzi, soprattutto chi è alle prese con difficoltà nel far quadrare i conti beneficerebbe molto volentieri di extra nel reddito dal pensione.

L'importanza di controllare l'assegno di pensione

Da qui il suggerimento non di dare alcunché per scontato ovvero verificare se l'importo che viene erogato ogni mese sia quello effettivamente spettante. E per farlo, se non si vuole procedere in autonomia, i pensionati possono rivolgersi a un esperto o a un patronato. Per farlo occorre aver tra le mani le busta paga del pensionato, da scaricare sul sito dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Non occorre comunque essere preoccupati perché le somme non percepite possono essere recuperate in molto modi, dall'assegno al nucleo familiare all'importo aggiuntivo dell'assegno pensionistico, dall'integrazione al trattamento minimo alle maggiorazioni sociali della pensione e incremento, dalle prestazioni a favore degli invalidi civili alla quattordicesima mensilità. Sempre in base alla posizione personale.




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di Luigi Mannini pubblicato il