Pensioni 2019, calcolo uscita anticipata uomini e donne

NovitÓ pensioni di quota 100, ape volontaria e social e opzione donna: come andare in pensione anticipata e calcolo assegni finali

Pensioni 2019, calcolo uscita anticipata

Pensioni 2019 calcolo uscita anticipata uomini donne

Andare in pensione anticipata nel 2019 per uomini e donne con i diversi sistemi disponibili potrebbe prevedere riduzioni nel calcolo del trattamento finale. Vediamo di che entità sarebbero tali riduzioni scegliendo determinati sistemi di uscita.

Pensione 2019: uscita anticipata uomini e donne con quota 100

Uomini e donne del settore pubblico e privato dal prossimo anno potranno andare in pensione anticipata con la novità pensioni di quota 100, che varrà come misura sperimentare per tre anni, e non sarà quindi una novità pensione strutturale, permettendo di lasciare il lavoro a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, non a 67 anni di età, dunque, requisito necessario dal primo gennaio 2019 per andare in pensione di vecchiaia. Per la pensione effettiva con la novità pensioni di quota, però, bisogna considerare la finestra trimestrale che porta a tempi differenti di uscita tra lavoratori privati e pubblici.

I lavoratori privati che vogliono andare in pensione prima nel 2019 con quota 100 devono aver maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre di quest’anno 2018 e per effetto della finestra trimestrale potranno iniziare ad andare effettivamente in pensione dal primo aprile. Si allungano ancora i tempi fino ad ottobre per l’uscita con la quota 100 2019 per i dipendenti pubblici: ai tre mesi della finestra mobile, infatti, bisogna aggiungere i sei mesi di preavviso che i lavoratori pubblici che vogliono uscire con la quota 100 devono dare per l’organizzazione di nuovi concorsi da parte del Ministero della P.A. per sostituire il personale pronto al prepensionamento con nuove assunzioni. Per il calcolo della pensione finale con quota 100, sia per uomini che per donne, bisognerà capire se vi saranno penalizzazioni ed eventualmente di che entità saranno. Alcune notizie hanno, infatti, parlato di riduzioni fino al 25% delle pensioni, notizie smentite da una parte del governo ma su cui attendono ulteriori informazioni e chiarimenti.

Pensione 2019: in pensione prima con l’Ape

Ancora il prossimo anno uomini e donne possono decidere di andare in pensione con Ape volontaria e Ape social, quest’ultima prorogata dal governo. Partendo dall’Ape volontaria, si tratta di un prestito pensionistico che può essere richiesto da uomini e donne, lavoratori e lavoratrici dipendenti pubblici e private, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 20 anni di contributi, che abbiano una pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal primo gennaio 1996, o una pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

L’Ape volontaria viene erogato fino al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia per 12 mensilità ogni mese, prevede la sottoscrizione di una polizza assicurativa obbligatoria per copertura della somma del prestito restante in caso di premorienza e un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia e decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, da presentare sempre all’Inps.

L’Ape social anche il prossimo anno consentirà a uomini e donne di andare in pensione prima a 63 anni invece che a 67 anni ma solo se appartenenti a categorie considerate svantaggiate, e vale a dire disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età, maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione; lavoratori usuranti con 63 anni di età e 36 anni di contributi; o invalidi che abbiano raggiunto 63 anni di età, maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su.

Pensioni 2019: in pensione prima con opzione donna

Solo per le donne, invece, ancora nel 2019 ci sarà la possibilità di anticipare il momento della pensione grazie alla proroga stabilita dal governo nella nuova Legge di Bilancio 2019 dell’opzione donna. Grazie a questo sistema le lavoratrici sia statali che private e autonome possono andare in pensione con 35 anni di contributi e 58 e 59 anni rispettivamente per statali e autonome e private, stando alle ultime notizie. Rispetto a quanto attualmente previsto, dunque, dal prossimo anno aumenterà di un anno il requisito anagrafico per l’uscita prima con l’opzione donna che comunque prevederà ancora forti riduzioni, fino anche al 30%, per chi deciderà di uscire prima e accetterà di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo.

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