Pensioni 2019, calcolo uscita anticipata usuranti e precoci

Quando possono andare in pensione lavoratori usuranti e precoci: requisiti, età e contributi necessari e cosa c’è da sapere

Pensioni 2019, calcolo uscita anticipata

Pensioni 2019 calcolo uscita anticipata usuranti precoci

Lavoratori usuranti e precoci possono uscire anticipatamente dal lavoro non attendendosi alle rigide regole pensionistiche di uscita previste dalla riforma Fornero. Chi, infatti, ha svolto lavori particolarmente faticosi e pesanti, riconosciuti come usuranti, ha la possibilità di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti per l’uscita con la pensione di vecchiaia, che dal primo gennaio 2019 sono di 67 anni di età e 20 anni di contributi. Vediamo quali sono le possibilità di uscita valide per lavoratori usuranti e precoci.

Pensione 2019: uscita anticipata per usuranti

Sono considerati lavoratori usuranti coloro che hanno svolto o svolgono occupazioni che possono portare ad una ‘usura’ sia fisica che mentale. La Legge di Bilancio 2018 ha bloccato l’adeguamento all’aspettativa di vita di cinque mesi a partire dal primo gennaio 2019 per i lavoratori dipendenti che hanno svolto una delle attività gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci antecedenti al pensionamento. I lavoratori usuranti possono andare in pensione con una anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età minima di 61 anni e 7 mesi.

Per andare in pensione prima rispetto a coloro che dovranno raggiungere i 67 anni di età devono aver maturato almeno 30 di contributi, aver svolto nei 10 anni precedenti la richiesta di pensione almeno per 7 anni una delle occupazioni usuranti o gravose e compilare, allegandolo alla domanda di pensione Inps, un modulo attestante i requisiti da parte del dichiarante; il periodo di svolgimento dell'occupazione gravosa; contratto collettivo e livello applicato; e mansioni gravose svolte. Rientrano nei lavori usuranti:

  1. palombari;
  2. lavoratori in galleria, cava o miniera o comunque svolti in sotterraneo o in spazi ristretti;
  3. lavoratori in cassoni ad aria compressa;
  4. lavoratori occupati in occupazione svolte ad alte temperature e del vetro;
  5. lavoratori addetti all’amianto;
  6. lavoratori notturni;
  7. conducenti di veicoli pesanti, di capienza complessiva non inferiore ai nove posti compreso il conducente, adibiti a servizi pubblici di trasporto.

Rientrano, invece, nella lista dei lavori gravosi:

  1. maestre di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  2. infermieri o ostetriche che operano su turni;
  3. facchini e spazzini;
  4. addetti ai servizi di pulizia;
  5. conducenti di camion o mezzi pesanti e conducenti treni e personale viaggiante;
  6. addetti all’assistenza di  persone non autosufficienti;
  7. operai edili o manutentori di edifici;
  8. guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  9. addetti alla concia di pelli e pellicce;
  10. lavoratori marittimi e pescatori;
  11. operai agricoli, operai siderurgici.

Pensione 2019: uscita anticipata per precoci

Così come gli usuranti anche i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento del 18esimo anno di età, possono andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia, cioè 67 anni di età e 20 anni di contributi. Dal 2017, infatti, per effetto dell’entrata in vigore dell’Ape social, è stato stabilito che i lavoratori precoci possono andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica a condizione che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19esimo anno di età e che rientrino in particolari categorie di lavoratori, cioè disoccupati che abbiano esaurito da almeno tre mesi altri sussidi, disabili con una invalidità non inferiore al 74%, soggetti che assistono disabili, addetti a lavori usuranti o a lavori gravosi.

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