Pensioni 2019, cosa cambia

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni 2019, cosa cambia

Pensioni 2019 cosa cambia requisiti

Da requisiti per la pensione di vecchiaia a quota 100: cosa cambia per le pensioni 2019, requisiti e regole. Cosa sapere

Sono diverse le novità che si preparano a partire nel 2019 per quanto riguarda le pensioni, dai requisiti di pensione di vecchiaia alla novità pensioni di quota 100. Vediamo di seguito cosa cambierà.

Pensione 2019: cosa cambia per pensione di vecchiaia e anzianità

Dal primo gennaio 2019 sono previsti cambiamenti per la pensione di vecchiaia. Nessuna novità, invece, per la pensione anticipata. Partendo alla pensione di vecchiaia, per uscire da gennaio non basteranno più 66 anni e sette mesi di età e 20 anni di contributi ma bisogna raggiungere 67 anni di età, fermo restando il requisito contributivo dei 20 anni. Si tratta di un aumento dell’età pensionabile dovuto all’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, principio su cui si basa l’attuale riforme pensioni secondo cui vivendo più a lungo si può anche lavorare di più. E’ stato, invece, bloccato il meccanismo delle aspettative di vita per la pensione anticipata per cui non sarà previsto alcun aumento dei requisiti contributi previsti.

Per andare in pensione anticipata, dunque, i requisiti resteranno di 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e dieci mesi per le donne.

Pensioni 2019: cosa cambia per Ape volontaria e Ape social

Non cambia nulla nel 2019 nemmeno per Ape volontaria e Ape social, sistemi introdotti dalla scorsa Legge di Stabilità, in via sperimentale, per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia. La differenza tra i due sistemi è che l’Ape volontaria è un prestito che il lavoratore chiede per poter anticipare l’uscita al massimo di tre anni ricevendo un prestito da restituire, in 20 anni, una volta maturati i normali requisiti richiesti; e prevede la stipula di una polizza assicurativa obbligatoria a copertura di eventuali costi rimanenti del prestito in caso di premorienza; l’Ape social invece è a costo zero.

Tuttavia, rispetto all’Ape volontaria che è per tutti a condizione di aver raggiunto almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, l’Ape social vale solo per persone considerate svantaggiate come disoccupate, invalidi con una invalidità accertata superiore al 74% e lavoratori usuranti. In entrambe i casi, comunque, le domande per l’uscita devono essere presentate all’Inps e, nel caso dell’Ape volontaria, alla banca prescelta per il prestito.

Pensioni 2019: cosa cambia per quota 100

Nel 2019 debutta poi la novità pensioni di quota 100 per andare in pensione con una base di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Cambiano, però, i tempi di uscita effettiva per lavoratori privati, che potranno iniziare ad andare in pensione dal prossimo aprile considerando che per effetto della finestra trimestrale devono aspettare fino a marzo prima di poter presentare domanda di pensione. E questi tempi valgono solo se i requisiti previsti sono maturati entro il 31 dicembre 2018. Chi matura i requisiti dopo, dovrà aspettare ulteriori tre mesi. I lavoratori pubblici dovranno, invece, aspettare ulteriori sei mesi, iniziando ad andare concretamente in pensione a partire da ottobre. I sei mesi in più sono il tempo stabilito di preavviso per permettere l’organizzazione di nuovi concorsi per assumere nuovo personale da occupare al posto di chi va in pensione.

Tempi ancor più lunghi per insegnanti e personale della scuola e si tratta di un allungamento che dipende dal fatto che i tempi di anno solare e anno scolastico non coincidono, per cui chi presenta domanda di pensione con la quota 100 nel 2019, dovendo attendere la fine dell’anno, considerando la finestra trimestrale e i sei mesi di preavviso, andrà in pensione nel 2020.

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