Pensioni 2019, meglio uscire ora subito. Calcolo, requisiti, valore assegno più bassi. In attesa riforme

Quando è più conveniente andare in pensione tra quest’anno e il prossimo e previsioni di eventuale uscita con quota 100

Pensioni 2019, meglio uscire ora subito.

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Gli attuali requisiti per andare in pensione sono da sempre troppo rigidi e l’età pensionabile attualmente fissata a 66 anni e sette mesi di età, dal primo gennaio 2019 salirà ancora. Non basteranno più infatti i 66 anni e sette mesi perché per collocarsi a risposo bisognerà raggiungere i 67 mesi. Si tratta di un risultato derivante dal sistema pensionistico attuale che adegua l’età pensionabile all’andamento dell’aspettativa di vita Istat, per cui al suo crescere corrisponde un aumento dell’età per andare in pensione che, con la riforma Fornero, scatta ogni due anni.

Pensioni uscire ora o nel 2019: calcolo assegni

Considerando i requisiti che tendono ad aumentare e gli assegni previsti più bassi, la domanda che ci si pone è se sia meglio andare in pensione ora o nel 2019. Stando, infatti, a quanto anticipato da alcuni calcoli della Uil, che ha analizzato i nuovi coefficienti di trasformazione legati all'aspettativa di vita approvati dal ministero del lavoro, chi andrà in pensione il prossimo anno potrebbe percepire assegni in alcuni casi molto più bassi rispetto ad ora: meno 268 euro all’anno per chi andrà in pensione a 67 anni e addirittura meno 340 euro per chi andrà in pensione a 70. Questo sarà il risultato dell’adeguamento all'aspettativa di vita on anche dei coefficienti di trasformazione in pensione del montante contributivo del trattamento previdenziale. Ad un valore maggiore del coefficiente, corrisponderà un importo minore della pensione, per la ridistribuzione del montante maturato su un periodo di vita più lungo.

Dal prossimo anno, infatti, chi andrà in pensione percepirà un importo di pensione annuo inferiore dell'1,5% rispetto a chi è già andato in pensione o ci andrà quest'anno e, sempre secondo la Uil, rimandare il momento della pensione potrebbe fare correre il rischio di vedere il proprio trattamento calcolato con coefficienti sempre più sfavorevoli e quindi di percepire un assegno sempre più basso. I coefficienti di trasformazione del triennio 2019-2021 riguardano coloro che maturano i requisiti per l’accesso alla pensione negli anni 2019, 2020 e 2021 e decidono di accedere al pensionamento facendo domanda di pensione.

Pensione 2019 quota 100: cosa prevede e assegni

Se poi fosse approvata la novità per le pensioni di quota 100 il prossimo anno, proposta al vaglio del nuovo governo e che prevede la possibilità di andare in pensione prima con 64 anni di età e 36 anni di contributi, se da un punto di vista di età di uscita, permette di lasciare prima il lavoro, per altri versi non risulta poi così vantaggiosa e anch’essa porterebbe assegni pensionistici più bassi. Stando, infatti, a previsioni e calcoli, andare in pensione con la quota 100, se approvata per il 2019, potrebbe comportare assegni più bassi rispetto a quelli che si percepirebbero con le attuali norme pensionistiche. Secondo le stime, si prenderebbero circa 200 euro in meno.

Per esempio, un 30enne che andrà in pensione con l’attuale riforma pensioni, prenderà un assegno di 1.305 euro, 1.205 nel caso delle donne, mentre con quota 100 l’assegno sarebbe da 1.112 euro; per un 40enne quarantenne in pensione con le attuali norme pensionistiche l’assegno darebbe di 1.308 euro, mentre con la quota 100 scenderebbe a 1.255 euro.