Pensioni 2019, calcolo, condizioni, requisiti. Novità già decise. Ma la riforma modificherebbe tutto

Pensioni nel 2019 cambia il metodo di calcolo delle pensioni in un momento comunque di transizione viste le attese per la riforma annunciata dall'esecutivo.

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Pensioni 2019: tutte le novità su requisiti, calcolo e riforma


Per il 2019 una serie di cambiamenti e nuove regole dal calcolo, alle condizioni e ai requisiti, è già decisa e sono novità per le pensioni nel prossimo anno che verrà, appunto il 2019, negative. Ma la riforma del nuovo Governo travolgerebbe tutto o quasi.
 

Una situazione per le pensione davvero in costante evoluzione con numerose modifiche e novità pe rle pensioni stesse e l'usicta già delineate per il prossimo anno 2019, ma su sui potrebbero cambiare requisiti, stando alle ultime notizie per il pensionamento, con la riforma del Governo i cui tempi non sono ancora comunque chiarissimi e neppure cos s vuole fare esattamente

Novità pensioni 2019

Il prossimo è un anno cruciale per le pensioni perché cambiano i requisiti per accedere al trattamento previdenziale e non a caso con un certo anticipo rispetto all'entrata in vigore delle nuove regole, l'Inps ha elaborato e diffuso una circolare esplicativa contenente tutte le novità. Il principale aspetto di cui tenere conto è l'adeguamento delle aspettative di vita che si traduce in 5 mesi di ritardo per tagliare il traguardo della pensione sia per quelle di vecchiaia e sia per quelle anticipate. Messo alle spalle questo step, gli adeguamenti scatteranno ogni biennio e l'allungamento non potrà essere maggiore di 3 mesi. E allora, cosa cambia nei dettagli per la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata e la totalizzazione, altro aspetto da sempre oggetto di aggiustamenti e modifiche?

Pensioni vecchiaia

Tenendo conto che da quest'anno uomini e donne hanno visto l'equiparazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia e si assiste all'innalzamento a 66 anni e 7 mesi (rispetto ai 66 anni e 1 mese iniziali e dunque come gli uomini) dell'età per le lavoratrici dipendenti e autonome del settore privato, dal 2019 scatta la mini rivoluzione. L'aumento di 5 mesi è per tutti per via dell'adeguamento delle aspettative di vita secondo quanto stabilito dall'Istat. Più nel dettaglio, uomini e donne devono aver compiuto 67 anni e maturato 20 anni di contributi. Le novità coinvolgono anche i lavoratori più giovani, quelli cioè che si vedono l'assegno calcolato tutto con il meno vantaggioso sistema contributivo ovvero calcolato sulla base dei reali contributi versati. Per tutti loro l'assegno di pensione deve essere maggiore di 1,5 volte rispetto a quello dell'assegno sociale, pari a 453 euro.

E se i contributi non sono sufficienti per accedere al trattamento previdenziale? In quel caso scattano i requisiti della vecchiaia contributiva ovvero il compimento di 71 anni di età sia per uomini e sia per donne. Anche in questo caso siamo di fronte a un ritocco verso l'alto. E tanto per dirla tutta, ecco il rialzo dell'età anagrafica necessaria per la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità a 61 anni per gli uomini e a 56 anni per le donne.

Pensione anticipata, cosa cambia

Anche su questo versante i ritocchi sono verso l'alto e riguardano i contributi da versare all'istituto di previdenza perché non sono applicati i requisiti anagrafici. Più specificatamente agli uomini serviranno dal 2019 43 anni e 3 mesi di contributi, alle donne 42 anni e 3 mesi. Confrontando con la situazione attuale, viene fuori che l'aumento è di 5 mesi. L'eccezione è rappresentata dai lavoratori precoci, ai quali sono dal prossimo anno richiesti 41 anni e 5 mesi di contributi. Sullo stretto versante degli aspiranti pensionati che hanno l'assegno tutto contributivo, il requisito anagrafico richiesto salirà a 64 anni rispetto ai 63 anni e 7 mesi d'età attuali, a cui aggiungere 20 anni di contributi regolarmente versati. Infine, l'assegno per la pensione anticipata contributiva non deve essere più basso di 1.268 euro ovvero 2,8 volte l'assegno sociale.

E totalizzazione?

Infine, capitolo totalizzazione, dal prossimo anno sono necessari 66 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia, oltre a un'attesa di 18 mesi tra la pensione e la maturazione dell'ultimo requisito utile, 41 anni di contributi per la pensione di anzianità e un'attesa di 21 mesi.

E per particolari settori

Entrando allora nei dettagli, da 2019 il personale appartenente a Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco dovrà aspettare 5 mesi in più prima di accedere al trattamento previdenziale rispetto a quanto è adesso previsto. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, il trattamento può essere bloccato al raggiungimento dell'età massima per la permanenza in servizio prescritta dai vari ordinamenti variabile in funzione della qualifica e del grado, ma aumentata di un anno insieme al requisito contributivo (20 anni) previsto per la generalità dei lavoratori.

Sul fronte pensione di anzianità, si può accedere al trattamento anticipato con 41 anni di contributi senza tenere conto dell'età anagrafica o con 35 anni di contributi e 58 anni o al raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all'aliquota dell'80%.