Pensioni 2019 tutti i sistemi e modi per uscire prima

Dalla novità di quota 100 ad Ape social ed opzione donna: come uscire prima nel 2019, sistemi previsti e regole

Pensioni 2019 tutti i sistemi e modi per

Pensioni 2019 tutti modi uscire prima

Dal primo gennaio 2019 sale l’età pensionabile e per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat per andare in pensione di vecchiaia dal prossimo anno non basteranno più 66 anni e sette mesi ma serviranno 67 anni, fermo restando il requisito contributivo dei 20 anni. Le ultime notizie confermano invece un blocco dell’adeguamento alle nuove aspettative di vita per la pensione anticipata. La nuova Legge di Bilancio 2019 prevede, infatti, che anche per il prossimo anno per la pensione anticipata vengano mantenuti i requisiti contributivi di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Nessun aumento, dunque, di un anno per chi deciderà di andare in pensione anticipata. Ma quali sono i diversi modi per uscire prima?

Pensione 2019: quota 100 per uscire prima

Tra le grandi novità per uscire prima dal prossimo anno c’è la novità pensioni di quota 100 che permetterà a coloro che raggiungono 62 anni di età e 38 anni di contributi di andare in pensione prima. Tuttavia sono diversi i paletti fissati a tale possibilità, a partire da diversi tempi di uscita per lavoratori privati e pubblici. I lavoratori privati che vogliono andare in pensione prima nel 2019 con quota 100 dovranno aver maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre di quest’anno 2018 e per effetto della finestra trimestrale stabilita potranno andare in pensione effettiva dal primo aprile. Chi matura i requisiti dopo il 31 dicembre 2018, prima dell’effettivo pensionamento dovrà comunque attendere tre mesi.

I tempi si allungano di ulteriori sei mesi per i lavoratori pubblici: i dipendenti statali che, infatti, decidono di uscire prima con quota 100 devono aspettare ulteriori sei mesi per l’effettivo pensionamento, arrivando così al mese di ottobre. I sei mesi ulteriori per i lavoratori pubblici rappresentano il tempo di preavviso che è stato stabilito diano per permettere alla macchina della P.A. di organizzare concorsi utili a riempire i posti che verrebbero lasciati vuoi da chi va in pensione. Restano da definire eventuali penalizzazioni che potrebbero essere applicate a chi deciderà di andare in pensione prima con la quota 100.

Pensione 2019: in pensione prima con Ape social

Stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe stata prorogata al prossimo anno anche l’Ape social possibilità di uscita prima a 64 anni anzicchè a 67 anni, a costo zero, per le persone considerate svantaggiate, come disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età, maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione; gli invalidi che abbiano raggiunto 63 anni di età, maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su; lavoratori usuranti che abbiano raggiunto 63 anni e maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle occupazioni considerate faticose, come lavoratori edili; infermiere ed ostetriche; maestre d’asilo nido ed educatori di asilo; addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti; macchinisti e personale viaggiante ferroviario; spazzini e facchini; autisti di mezzi pesanti e camion; lavoratori addetti alla lavorazione dell’amianto; lavoratori marittimi e pescatori.

Pensioni 2019: in pensione prima con opzione donna

Così come l’ape social, per andare in pensione prima nel 2019 è stata ancora prorogata l’opzione donne che permette alle lavoratrici sia statali che private e autonome di andare in pensione con 35 anni di contributi e ad una età decisamente inferiore rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia. Tuttavia, le ultime notizie sembrerebbero confermare l’aumento di un anno del requisito anagrafico delle donne, sia per le statali, che passerebbe da 57 a 58 anni di età, sia per autonome e private, che passerebbe da 58 a 59 anni di età. Si attendono, però, ancora conferme ufficiali in merito che arriveranno solo con la versione definitiva del testo della nuova Legge di Bilancio.

Pensione 2019: uscire prima con la Rita

Per uscire prima non bisogna dimenticare poi la Rita, rendita integrativa temporanea anticipata, diventata strutturale con la Legge di Bilancio 2018, e che permette a coloro che non hanno una occupazione di chiedere, in tutto o in parte un anticipo di quanto versato nel proprio fondo di previdenza complementare fino al conseguimento della pensione di vecchiaia. I requisiti per richiedere la Rita per uscire prima sono aver aderito alla previdenza integrativa, essere iscritti alla gestione separata Inps e aver maturato almeno 20 anni di contributi.

Una volta richiesta, la Rita permette di percepire un trattamento temporaneo fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici, che richiedono il raggiungimento di 67 anni di età dal primo gennaio 2019 e che viene calcolato in base ai versamenti effettuati dallo stesso lavoratore alla previdenza complementare. Non prevede alcuna penalizzazione sulla pensione finale.

Pensione 2019: andare in pensione prima con isopensione

Tra le possibilità previste per andare in pensione prima ancora nel 2019 c’è l’isopensione, un trattamento per lavoratori in esubero che permette di andare in pensione prima fino a 7 anni senza rinunciare alla propria retribuzione. Possono andare in pensione prima con l’isopensione, però, solo gli impiegati di aziende numerose che abbiano più di 15 dipendenti e a cui manchino solo 4 anni al raggiungimento della normale pensione. Per uscire prima con l’isopensione, la domanda deve essere presentata dall’azienda e l’erogazione dell’assegno può avvenire in un’unica soluzione o a rate.

Pensione 2019: opzione contributiva per uscire prima

Ancora nel 2019 sarà possibile andare in pensione prima con l’opzione contributiva, facoltà possibile solo per lavoratori in possesso di meno di 18 anni di contributi al 1995 e almeno 15 anni di contributi di cui almeno 5 rientranti nel sistema di calcolo contributivo.

Pensione 2019: assegno straordinario di prepensionamento per anticipare l’uscita

Per anticipare il momento dell’uscita dal lavoro, i lavoratori possono ricorrere all’assegno straordinario di prepensionamento valido, però, solo per i dipendenti di aziende e imprese che aderiscono fondi bilaterali che lo prevedono. Si tratta, infatti, di un trattamento riconosciuto ai destinatari di fondi esattoriali; credito ordinario e cooperativo; di Poste Italiane e Ferrovie dello Stato; di imprese assicuratrici; società di assistenza; e del Trentino.
La richiesta di questo assegno è collegata all’uscita volontaria degli esuberi e per richiederlo bisogna ai dipendenti manchino 7 anni dal raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata e durante questo periodo il lavoratore percepisce un assegno straordinario di importo pari alla pensione maturata alla data di cessazione del rapporto lavorativo, che non prevede, però, la quota di pensione calcolata con la contribuzione mancante.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: