Pensioni 2020-2021 modifiche rilanciate da sindacati così come novità per il lavoro

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni 2020-2021 modifiche rilanciate

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Modifiche dei coefficienti di rivalutazione delle pensioni, revisione fiscale, misure ad hoc per donne, giovani e gravosi: le novità pensioni e non solo rilanciate dai sindacati

La riunione degli Stati Generali è stata l’occasione per riprendere, dopo i mesi di lockdown a causa dell’emergenza coronavirus, le discussione sul tema delle pensioni 2020-2021, tema che, come sottolineato dai sindacati, non può essere ancora rimandato. E così proprio in occasione della giornata dedicata ai sindacati nel corso degli Stati generali a villa Pamphili a Roma, le forze sociali hanno colto l’occasione per rilanciare modifiche sulle pensioni ma anche novità per il lavoro.

Pensioni 2020-2021 modifiche rilanciate da sindacati

I sindacati sono tornati a parlare della necessità di rimettere mano alla riforma delle pensioni e lo hanno fatto ripartendo dalla richiesta di modificare i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni. Il Ministero del Lavoro ha, infatti, rivisto il ribasso i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni nella parte contributiva e la conseguenza di tale revisione è che dal 2021 le nuove pensioni saranno più basse a parità di montante contributivo rispetto ad oggi.

Per evitare, dunque, diseguaglianze e discriminazioni, Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, ha parlato della proposta di assegnare un coefficiente per coorti di età, sistema in grado di garantire sia l’equità sia la sostenibilità del sistema previdenziale. Alla rivalutazione delle pensioni con nuovi coefficienti si affianca il tema di una riforma del sistema pensionistico e di una revisione degli importi delle pensioni, da aumentare, con la revisione fiscale, senza dimenticare le pensioni di invalidità ferme da troppo tempo a 280 euro.

Secondo i sindacati, il piano di riduzione del cuneo fiscale su cui ha lavorato il governo per abbassare le tasse sul lavoro per i lavoratori, riducendo il prelievo Irpef in busta paga, per sostenere i lavoratori dipendenti con relativi aumenti i busta paga dovrebbe essere definito anche per i pensionati per garantire loro un aumento dell’importo dei trattamenti pensionistici.   

Insieme a rivalutazione ed aumenti delle pensioni, i sindacati hanno anche chiesto di riprendere i tavoli di discussione sulle pensioni avviati a inizio anno, riprendendo, di conseguenza, le discussioni sulle principali proposte avanzate come:

  • flessibilità in uscita con possibilità di andare in pensione a 62 anni di età con 20 almeno anni di contribuzione;
  • pensione di garanzia per i giovani;
  • quota 41 per tutti senza alcun paletto;
  • riconoscimento di contributi figurativi per periodi di disoccupazione involontaria, periodi dedicati alla formazione e periodi dedicati al lavoro di cura familiare;
  • rendere l'Ape socia strutturale;
  • pensioni ad hoc per le donne e agevolazioni per l'uscita anticipata delle donne con riconoscimento di sconti contributivi per la pensione delle donne con figli o che assistono familiari;
  • divisione tra previdenza e assistenza.

Sindacati rilanciano anche novità per il lavoro

Non solo riforma pensioni 2020-2021. I sindacati in occasione degli Stati Generali hanno dimostrato anche apertura e disponibilità al nuovo piano di rilancio del lavoro presentato dal premier Conte, un piano in 9 punti per la definizione di nuova politica economica per il Paese, dallo sviluppo digitale alle infrastrutture, aa pubblica amministrazione, all’ambiente, alla sostenibilità, al sostegno alle filiere produttive, alle imprese, per la ripresa dell'Italia post emergenza Covid-19.

Non sono però mancate richieste per novità per il lavoro da parte delle forze sociali nè punti ribaditi su cui puntare l'attenzione.

Chiara la posizione del segretario della Cgil, Maurizio Landini: innanzitutto ha proposto uno stop ai licenziamenti per tutto il 2020; ha poi parlato della necessità di investire sul lavoro, puntando sulla persona, sui diritti sul lavoro, sulla giustizia sociale, nel rispetto dell’ambiente e della salute e della sicurezza delle persone; di riduzione dell’orario di lavoro; della formazione e della partecipazione delle persone nei luoghi di lavoro, attraverso la valorizzazione della contrattazione.

Ha, quindi, rilanciato anche sulla necessità di una vera riforma fiscale e di nuovi investimenti per sostenere soprattutto Mezzogiorno, occupazione femminile e occupazione giovanile, avviando una vera e propria lotta alla precarietà.

Anche secondo Barbagalllo, segretario generale della Uil, serve, innanzitutto, una grande riforma fiscale e poi regolare la digitalizzazione e rivedere l’organizzazione del lavoro, con opportunità sia per giovani che per anziani, le infrastrutture e l’ambiente.  

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