Pensioni 2020-2021, Fmi apre a modifica riforma Fornero. Svolta storica. Ma attenzione

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni 2020-2021, Fmi apre a modifica

Pensioni riforma appoggiata Fmi Svolta storica attenzione

Fmi appoggia riforma pensioni 2020-2021 nel nostro Paese: sì a flessibilità in uscita ma con assegno più bassi

Sì ad una riforma delle pensioni e all’esaurimento della quota 100 che ha notevolmente influito sulla spesa pensionistica, appoggio anche ad altre misure pur se da migliorare: la nuova posizione del Fondo Monetario Internazionale, Fmi, sulle misure messe in campo dal nostro Paese per tornare a spingere la crescita sono chiare, anche se sottendono la richiesta di ulteriori cambiamenti per un allineamento dei conti. Vediamo la posizione dell’Fmi su riforma pensioni 2020-2021

Pensioni 2020-2021 novità riforma appoggiata da Fmi

Le ultime notizie confermano come l’Fmi sostenga una riforma delle pensioni nel nostro Paese, ritenendo che la fine della quota 100 per andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi sia una buona notizia per i conti pubblici perché ha fatto aumentare la spesa pensionistica, anche se non basta.

L’Fmi ritiene che definire soluzioni pensionistiche alternative di flessibilità in uscita, come quelli già ipotizzati dal governo, possa essere positivo ma solo con penalizzazioni per chi decidesse di andare in pensione prima, per ridurre gli assegni di chi anticipa l’uscita e bilanciare così i mancati versamenti contributivi.

L’appoggio da parte dell’Fmi alla riforma pensioni che si vorrebbe aviare in Italia rappresenta una svolta storica perché, come ben si sa, il Fondo Monetario è sempre stato contrario a novità pensioni per il nostro Paese. Ma c’è da fare attenzione al sostegno messo in campo.

Per l’Fmi la riforma delle pensioni con forme di pensione anticipata 2020-2021 sarebbe fattibile solo se contestuale a penalità per chi decide di andare in pensione prima. E qui potrebbe sorgere il problema: se la penalizzazione per chi decide di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 anni di contributi) fosse solo di alcuni punti percentuali sarebbe anche fattibile, e del resto è stata già avanzata una ipotesi di penalità per chi anticipasse la pensione. Dunque, sì ad una riforma delle pensioni ma solo a condizione di assegni più bassi per quanro rigurda lo Fmi.

Ma se la penalizzazione fosse solo ed esclusivamente il ricalcolo contributivo dell’assegno finale, la situazione sarebbe decisamente peggiore perché, secondo alcune stime, potrebbe portare a riduzioni delle pensioni del 20-30% fino anche al 40%, e quindi eventuali novità pensioni sarebbero solo peggiorative per gli italiani e non positive.

Il Fondo Monetario sottolinea come per le novità per le pensioni devono vedere in prima linea, come priorità, le donne, ma anche i lavori usuranti e precoci, ma non spiega se per queste categorie ci debba o meno essere una penalizzazione che ovviamente avrebbe poco senso visto le particolarità dai lavori e mansioni svolte. Da sottolineare, però, che nessuna autorità economica, nè l'Ue aveva messo sotto accus, ad esempio, opzione donna, ma è altresì da ricordare come le penalizzazione per opzione donna non erano e non sono di poco conto.

Accanto a misure di forme anticipate per le pensioni, comunque, Fmi auspica che ci sia il ritorno alle aspetttative di vita che, ricordiamo, al momento rimane congelato.

Viene ribadito dal Fmi, anche l'importanza di fondi maggiori e più importanti per l'assistenza a disabili, invalidi e per i loco accompagnatori cargiver.

Positivo, infine, per Fmi, la rimodulazione dell'Irpef, che sarebbe prevista dal Governo Conte anche per le pensioni, con un conseguente aumento. (ma anche una revisione delle detrazioni e bonus fiscali)

Le altre misure sostenute da Fmi per Italia

Non solo pensioni, però: stando a quanto riportano le ultime notizie, l’Fmi sosterebbe anche altre misure per l’Italia, dal reddito di cittadinanza, che a parere del Fondo rappresenta un passo avanti nel sistema welfare anche se potrebbe essere suscettibile di miglioramenti, al taglio del cuneo fiscale per la riduzione delle tasse sul lavoro che si potrebbe, però, bilanciare con un nuovo intervento sull'Iva.

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