Pensioni 2020-2022, tre gravi problemi da risolvere entro due anni

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Pensioni tre problemi risolvere entro due anni

Dall’esaurimento di quota 100 per andare in pensione prima ai costi elevati per le pensioni: i problemi necessari da risolvere al più presto

Sembrerebbe essere una sorta di deadline: 31 dicembre 2021. Tra due anni, infatti, si esaurisce la quota 100 e bisognerà pensare ad un dopo per evitare che migliaia di personesi vedano in un solo colpo aumentare l'anno di un possibile pensionamento anticipato di almeno 5-7 anni. Ma non solo: sono tre i gravi problemi da risolvere entro due anni. Vediamo quali.

Pensioni 2020-2022, tre gravi problemi da risolvere entro due anni

I tre gravi problemi pensioni 2020-2022 da affrontare entro due anni sono:

  • esaurimento della quota 100 nel 2021;
  • indicizzazioni delle pensioni;
  • aumento della spesa pensionistica.

Si tratta di tre problemi decisamente importanti che, come confermano le ultime notizie, sarebbero da affrontare nel più breve tempo possibile, già a partire da quest’anno per arrivare alla data di scadenza con la definizione di soluzioni effettive ed efficaci.

E se i tempi di risoluzione dei tre problemi dovessero allungarsi, si correrebbe il rischio di arrivare alla scadenza senza soluzioni o con soluzioni tampone che, come già dimostrato in passato e comprendendo la stessa quota 100, non fanno altro che aumentare diseguaglianze e discriminazioni.

Pensioni 2020-2022 problema esaurimento della quota 100 nel 2021 e assenza sistemi per precoci, usuranti, donne

Il problema forse più importante da affrontare è l’esaurimento nel 2021 della quota 100, possibilità che oggi permette di anticipare il momento della pensione e uscire a 62 anni di età e con 38 anni di contributi invece di aspettare i 67 anni di età richiesti dalla pensione di vecchiaia.

Se alla fine della sperimentazione di quota 100 non sarà già definita una nuova soluzione, il rischio è quello di creare uno scalone, significa che dal primo gennaio 2022 i lavoratori non potranno più andare in pensione con la quota 100, per cui chi avrà 62 anni i età e 38 anni di contributi a gennaio 2020 sarà fuori dalla quota 100 e dovrà attendere i 67 anni e 3 mesi di età o 42 anni e 10 mesi di contributi di contributi e uno in meno per le donne per la pensione anticipata.

In alcuni casi, stando ad alcune simulazioni, lo scalone potrebbe prevede uscite anche con tempi più lunghi, fino a cinque anni e tre mesi. Per evitare il cosiddetto scalone, dunque, il governo sembrerebbe intenzione a mettersi già a lavoro e al momento le proposte sul tavolo sarebbero due: andare in pensione a 64 anni di età e 38 di contributi e maggiore flessibilità per lavori gravosi e usuranti.

Altro problema, è che molto probabilmente, opzione donna nel 2021, non verrà rinnovata e quindi bisogna pensare a trovare una soluzione per le pensioni anticipata per le donne, che già, con quota 100 sono state una netta minoranza ad uscire rispetto al numero degli uomini che ne hanno potuto beneficiare.

Senza contare il problema per precoci e usuranti a cui finora la politica non ha saputo dare risposte convincenti

Pensioni 2020-2022 problemi sblocco indicizzazioni delle pensioni e costi pensionistici

Altro problema che, stando a quanto riportano le ultime notizie, si presenterà dal primo gennaio 2022 è quello dell’indicizzazioni delle pensioni, perché si esaurirà il sistema di blocco delle indicizzazioni volute dal precedente governo e bisognerà procedere ad un ricalcolo delle pensioni, seguendo la strda o di un ulteriore blocco degli aumenti, o, come auspicano anche i sindcati, di finalmente un reale e concreto aumento per tutti e non di 4-10 euro per qualcuno all'anno.

A questo ricalcolo e alla necessità di trovare forme di pensione anticipata funzionananti e non discriminanti si aggiunge il terzo grave problema da risolvere al più presto pensando ad un orizzonte di lungo periodo, visto che nel 2022 la spesa totale tra pensioni e previdenza sarà sopra i 300 miliardi euro.

Certamente, occorrerà, pensare velocemente e soprattutto finalmente attuare quella ormai ‘famosa’ divisione tra spesa prettamente previdenziale e spesa assistenziale di cui da tempo ormai si parla ma per cui non è mai stato fatto nulla di effettivo e per cui si continua a considerare il sistema pensionistico italiano non sostenibile.

Anche perchè diverse analisi, però.hanno dimostrato come la spesa solo per le pensioni in Italia sia molto sostenibile e il sistema in tal senso regge, eccome.

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