Pensioni 2020 tre nuovi dati aggiornati preoccupanti. L'analisi.

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni 2020 tre nuovi dati aggiornati

Pensioni Istat allarme preoccupante Tre motivi

Nuovo allarme Istat per fortissima differenza di redditi pensioni, tra uomini e donne, elevati costi per la spesa assistenziale: cosa fare per migliorare sistema pensioni italiano

La diseguaglianza tra redditi da pensione, soprattutto di genere, i costi elevati per la spesa assistenziale, importi bassi di assegni mensili per pensionati che oggi nella maggior parte delle famiglie rappresentano l’unico mezzo di sussistenza: è questo il quadro pensionistico dell’Italia fotografato dall’Istat che lancia un nuovo allarme preoccupante sulle pensioni,

Bisognerebbe fare qualcosa, riformare il sistema pensionistico italiano per dimostrare che è sostenibile, per evitare che le pensioni della maggior parte degli italiani siano di importi irrisori dopo una vita di lavoro e sacrifici.

Istat lancia allarme pensioni per tre motivi

L’allarme preoccupante lanciato dall’Istituto di statistica troverebbe giustificazione in tre motivi principali che sono stati abbondantemente spiegati che sono:

  • fortissima differenza di importi delle pensioni;
  • differenza di assegni tra uomini e donne;
  • aumento dei costi per pensioni e previdenza, che rischiano di rendere il sistema ingestibile e che sottolineano la necessità di una netta separazione tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, come del resto proposto già in diverse occasioni.

Stando a quanto riportano le ultime notizie Istat nel rapporto ‘Condizioni di vita dei pensionati- Anni 2017-2018′, sulla grande disuguaglianza di reddito tra i pensionati:

  • il 36,3% dei pensionati ogni mese percepisce un assegno di importo inferiore ai mille euro lordi;
  • il 12,2% non supera i 500 euro lordi;
  • il 24,7%, solo un pensionato su quattro, rientra nella fascia di reddito superiore ai due mila euro.

Dai numeri appena riportati emerge chiaramente come vi sia un ampio gap degli importi pensionistici che possono arrivare ad essere talmente irrisori da non permettere al pensionato stesso di condurre una vita dignitosa. La situazione peggiore in riferimento alla differenza di pensioni tra uomini e donne. E in questo caso l’Italia è ancora impietosa, non riuscendo ad andare oltre la differenza di genere.

Pensioni allarma Istat differenza di assegni tra uomini e donne

I dati sono, infatti, a tutto svantaggio delle donne: la maggior parte delle donne in pensione rientra nelle fasce di reddito fino a 1.500 euro, mentre la maggior parte degli uomini rientra nelle fasce di reddito fino a 3.000 euro e più, ben il doppio, dunque.

Per le donne l’importo medio delle pensioni di vecchiaia è più basso rispetto a quello degli uomini del 36,7%, quello delle pensioni di invalidità è del 33,8%. Infine, le pensioni delle donne sono in media il 27,9% in meno di quello degli uomini, differenza che arriva al 36,7% per l’importo delle singole pensioni.

Stando a quanto spiegato dall’Istat, la differenza pensionistica tra uomini e donne e il risultato della differenza salariale che sussiste tra stessi uomini e donne, a causa soprattutto di carriere contributive più brevi.

Pensioni allarma Istat aumento dei costi per pensioni e previdenza

L’allarme preoccupante lanciato dall’Istat sui conti italiani per le pensioni riguarda anche l’aumento dei costi segnato nell’ultimo anno, sia per spese previdenziale sia e soprattutto per spesa assistenziale. Stando alle ultime notizie Istat, la spesa complessiva pensionistica, compresa quella assistenziale, del 2018 è stata di 293 miliardi di euro, segnando +2,2% su variazione annuale, mentre il peso della spesa pensionistica sul Pil si attesta al 16,6%, poco più alto rispetto al 2017, quando aveva segnato il 16,5%.

Inoltre, da quanto emerge da dati risulterebbe che:

  • 265 miliardi, il 91% del totale, cioè la maggior parte della spesa, sono per pensioni IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti);
  • 4,2 miliardi sono per rendite dirette e indirette erogate per infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • 23,8 miliardi sono per le pensioni assistenziali (invalidità civile, pensione sociale e pensione di guerra).

Allarme pensioni Istat pensionati spesso unico sostegno per le famiglie

Ai tre motivi appena riportati potremmo aggiungerne un altro che dimostra l’importanza di una revisione del sistema pensionistico ad effettivo vantaggio dei pensionati e vale a dire che nella stragrande maggioranza dei casi, in Italia i pensionati non solo contribuiscono in maniera preponderante alla spesa familiare, comprendendo anche nuclei familiari dei propri figli, ma ne rappresentano l’unica fonte di reddito certo.

Secondo l’Istat, infatti, per quasi 7 milioni e 400mila famiglie con pensionati, le pensioni mensili rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile e nel 21,9% dei casi, parliamo di ben oltre 2 milioni e 600mila di famiglie, le pensioni mensili sono l’unica fonte di reddito.

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