Pensioni 2022, Governo Draghi e le novità possibili

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni 2022, Governo Draghi e le novit

Pensioni 2022 Governo Draghi novita possibili

Superamento di quota 100 con riforma strutturale della legge Fornero, nuove soglie di pensionamento e nuovi coefficienti: quali novità pensioni si prospettano con Governo Draghi

La costituzione del nuovo Governo Draghi, improvvisamente subentrato al Governo Conte, rappresenta uno strappo per la politica italiana e dalla formazione del nuovo esecutivo si deve ripartire per la definizione delle questioni più importanti al momento per il nostro Paese e che non interessano solo la pandemia, e relative misure, scatenata dalla diffusione del coronavirus ma anche, e soprattutto, questioni legate a lavoro, pensioni, misure fiscali, pagamenti. 

Tra le varie voci susseguitesi nel corso di questi giorni sui lavori del nuovo governo mancano quelle relative alle pensioni. Molto teorici gli accenni ad esse e solo una certezza: il superamento di quota 100 e la necessità di novità. Il nuovo presidente del Consiglio ha anche già annunciato che per novità pensioni 2022 consulterà oltre i partiti anche tutte le parti sociali. Vediamo allora quali sono gli scenari che si prospettano di possibili novità pensioni 2022 con il Governo Draghi.

Pensioni 2022 Governo Draghi verso la fine di quota 100

Quota 100, che permette ancora quest’anno di andare in pensione a 62 anni di età e avendo maturato almeno 38 anni di contributi, si esaurirà il 31 dicembre 2021 e non sarà certamente rinnovata. La decisione sembra ormai presa e lo stesso neo premier Mario Draghi lo avrebbe annunciato. 

Ciò su cui lo stesso presidente preme è, però, una soluzione, necessaria, per coloro che si ritroveranno davanti allo scalone di uscita da 62 anni a 67 anni di età, requisito richiesto per la normale pensione di vecchiaia.

L'idea potrebbe essere quella di una vera e propria riforma strutturale delle pensioni, da combinare con l’attuale legge pensionistica Fornero, per assicurare solidità e sostenibilità al sistema pensionistico anche nel medio periodo. 

Dunque, una nuova riforma delle pensioni per superare quota 100 di cui, però, ancora nulla si sa. Nessun accenno a eventuali nuovi limiti di età, contributi, sistemi di calcolo. Gli interventi, secondo sole indiscrezioni, potrebbero riguardare indicizzazione delle pensioni, aggiornamento dei coefficienti di trasformazione, nuove flessibilità in uscita con contestuali introduzioni di part-time.

Itinerari Previdenziali, in un recente rapporto, ha illustrato e proposto possibili strade per andare oltre la quota 100, a partire da una totale revisione della legge Fornero sulle pensioni, con tutele per i giovani che hanno iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996, e dall’istituzione di un fondo di equità per chi rientra nel sistema di calcolo della pensione esclusivamente contributivo, al blocco definitivo per tutti i lavoratori dell'adeguamento alla speranza di vita per la pensione anticipata (che si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini), fino alla reintroduzione di forme di flessibilità in uscita per determinate categorie di persone, soprattutto oltre una certa soglia di età e per cui la ricerca di un nuovo lavoro diventa decisamente difficile.

Pensioni 2022 nuove soglie e coefficienti con Governo Draghi

Altra soluzione, alternativa a quella di una riforma delle pensioni strutturale, emersa dalle ipotesi in ballo, potrebbe essere quella di introduzione di nuove soglie di pensionamento e nuovi coefficienti di trasformazione per sostenere, da una parte, i pensionamenti e garantire, dall’altra, nuove possibilità lavorative ai più giovani.

Nuovo Testo Unico pensioni 2021 Governo Draghi

Altra novità di cui si ‘vocifera’ è quella della costituzione di un sistema di welfare rivisto con la definizione di un nuovo Testo unico sulle pensioni che riguardi:

  • primo pilastro (previdenza obbligatoria), con l’introduzione di una pensione di garanzia per chi, dovendo calcolare la propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo rischia di percepire una pensione minima e senza possibilità di alcuna integrazione come accade attualmente;
  • secondo pilastro (previdenza complementare), con la revisione di diversi altri aspetti che non hanno mai effettivamente permesso un lancio della previdenza complementare, a partire dai relativi trattamenti fiscali.

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