Pensioni 300 euro in più: chi, quando e come può fare domanda per aumento nel 2017 per errori calcolo INPS

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Pensioni 300 euro in più: chi, quando e

Recupero della pensione non versata

L'Inps non spedisce a casa il cedolino cartaceo ed è più difficile individuare irregolarità nell'erogazione degli assegni della pensione.

Da quando l'Inps non manda più i cedolini a casa, molti anziani non sanno di aver diritto alle integrazioni e non le chiedono. Perdendo un bel po' di quattrini. Si tratta dei diritti inespressi ovvero quelli per cui la fruizione è legata a una specifica richiesta. Se nei fatti gli importi che vanno a mancare agli assegni previdenziali possono andare da qualche decina di euro al mese (comunque significativi per chi si barcamena con basse cifre) fino a 300 euro, il denaro recuperato dal 2013 a oggi grazie a nuovi calcoli è stato pari a 6 milioni di euro nel Lazio, a 4,5 milioni di euro in Piemonte, a 3,5 milioni di euro in Puglia, a 2,5 milioni di euro nel Veneto, a 1,4 milioni di euro in Liguria. Ma perché si verifica questa situazione? La doppia ragione è presto detta: l'Inps non spedisce a casa il cedolino cartaceo ovvero il modello ObisM e solo una piccola parte dei pensionati si collega al sito dell'Istituto con il proprio Pin per controllare la propria situazione.

Recupero della pensione non versata: cosa fare

A effettuare controlli sulle pensioni versati, soprattutto quelle più basse, è il sindacato Spi Cgil che, nel caso in cui individui irregolarità, contatta il pensionato, verifica insieme l'assegno e fa domanda all'Istituto nazionale della previdenza sociale per il ricalcolo della pensione e farsi dare quanto dovuto, inclusi gli arretrati. Chi vuole procedere in autonomia può collegarsi sul sito Inps alla scheda personale Cedolino pensione e servizi collegati. Il tutto mentre gli ultimi dati dell'Inps indicano che nel 2016 sono state liquidate poco più di un milione di nuove pensioni, delle quali oltre la metà di natura assistenziale, per un importo totale pari a 9,4 miliardi di euro. L'importo complessivo annuo delle prestazioni erogate è invece pari a 197,4 miliardi di euro.

L'Inps segnala anche che da tre anni il rapporto tra spesa pensionistica e Prodotto interno lordo cala, arrivando all'attuale 11,3%. Nel complesso, il numero delle pensioni è in discesa: negli ultimi cinque anni, infatti, è diminuito del 2,7%. A partire dal 2013 si assiste a una inversione di tendenza: mentre da gennaio 2004 a gennaio 2012 il numero delle prestazioni pensionistiche è aumentato mediamente dello 0,7% annuo per un complessivo 6,1%, negli ultimi cinque anni è iniziato a decrescere mediamente dello 0,6% annuo, con un calo complessivo, appunto, del 2,7%. È l'effetto dell'aumento dell'età pensionabile e della stretta sui requisiti per l'accesso alla pensione anticipata, introdotti dalla legge attuale.

Guardando agli importi, se in totale sono 11.374.619 le pensioni sotto i 750 euro, di queste solo il 44,9% beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile. L'Inps fornisce anche il quadro complessivo dell'invecchiamento nel nostro Paese. L'età media dei pensionati italiani è attualmente di 73,7 anni, con una differenza tra i due generi di 4,6 anni: 75,7 anni per le donne e 71,1 anni per gli uomini.

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