Pensioni, andare per i nati nel 1955 e altri anni con novità 2019. Ci sarà una sorpresa amara per molti

L’amara sorpresa dei nati nel 1955 per andare in pensione e non solo: requisiti per uscire più stringenti e penalizzazioni in vista

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Amara sorpresa per i nati del 1955 che pensano di andare in pensione: per collocarsi a riposo, infatti, devono raggiungere il requisito anagrafico dei 67 anni e sette mesi e aver maturato almeno 20 anni di contributi e a meno di un’approvazione entro l’anno di novità per le pensioni, come la quota 100, che modifichi l’attuale legge pensionistica, dal primo gennaio 2019 l’età pensionabile è destinata a salire ancora e per andare in pensione bisognerà raggiungere i 67 anni, secondo la logica della riforma Fornero che prevede un adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita Istat, per cui salendo quest’ultima sale anche l’età per collocarsi a riposo.

Pensioni: amara sorpresa per i nati nel 1955

Per i nati nel 1955, stando a quanto riportano le ultime notizie, è prevista un’altra amara sorpresa: i nati dell’anno negli ultimi mesi, cioè ottobre, novembre e dicembre, maturano i requisiti l’anno successivo, quando è previsto un nuovo aumento di 3 mesi dell’età pensionabile: nel 2023, infatti, l’età per accedere alla pensione di vecchiaia dovrebbe passare a 67 anni e 6 mesi. Chi, per esempio, è nato a gennaio del 1955 e ha maturato i contributi pensionistici richiesti ad aprile 2022, sarà in pensione dal primo maggio 2022; chi è nato a febbraio 1955 e ha maturato i contributi pensionistici necessari per la pensione a maggio 2022, sarà in pensione dal primo giugno 2022 e così via ma chi è nato ad ottobre del 1955, matura i contributi necessari per la pensione ad aprile 2023, sarà in pensione dal primo maggio 2023; chi è nato a novembre 1955 e matura i contributi maggio a 2023, sarà in pensione da giugno 2023; e chi è nato a dicembre 1955 e matura i contributi a giugno 2023, sarà in pensione dal primo luglio 2023.

Pensione: amara sorpresa per nati altri anni con novità 2019

Per evitare questo problema, l’alternativa potrebbe sempre essere quella di andare in pensione anticipa, con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne, requisiti che dal prossimo anno saliranno entrambe di un anno. O si potrebbe aspettare di capire se con la novità per le pensioni di quota 100, a patto che venga approvata entro l’anno, dal prossimo gennaio 2019 tutti potranno andare in pensione prima rispetto ad oggi partendo da una base di 64 anni di età e 36 anni di contributi.

Resta poi sempre valida la possibilità di uscita con soli 41 anni di contributi a prescindere dal requisito anagrafico per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 18 anni, tuttavia, per i nati negli altri anni, come 1956-1957, potrebbero esserci amare sorprese anche se dovessero essere approvate le novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 considerando che le ultime notizie hanno parlato di assegni finali che con queste novità subirebbero dei tagli, rispettivamente dell’8% e del 10%, e se così fosse queste tanto auspicate novità per le pensioni probabilmente non funzionerebbero. Bisognerà capire innanzitutto se entro l’anno qualcosa cambierà e poi come saranno eventualmente modulate le stesse novità per le pensioni.