Pensioni anticipate 2021-2022 con quota 101, quota 41 e donne le proposte Governo, Sindacati, Opposizioni

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni anticipate 2021-2022 con quota

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Quota 101, quota 41, misure ad hoc per la pensione anticipata: quali sono le proposte per pensioni anticipate 2021-2022

Confermata la quota 100 fino alla naturale scadenza del 31 dicembre 2021 e probabilmente ancora prorogate opzione donna e ape social, ma tanto c’è ancora da fare. La riforma delle pensioni resta uno dei cardini da affrontare e, all’indomani della piena emergenza coronavirus, torna al centro del dibattito politico e tra le forze sociali.

Stando alle ultime notizie, probabilmente quest’anno poco o nulla si farà per novità per le pensioni e tutto dovrebbe essere rimandato al prossimo 2021 per poi entrare ufficialmente in vigore dal primo gennaio 2022. Vediamo quali sono le ultime novità e le nuove proposte da parte di governo, sindacati e opposizioni per le pensioni anticipate 20201-2022.

Pensioni anticipate 2021-2022 le proposte per quota 101

Tra le prime ipotesi sul tavolo del governo per pensioni anticipate 2021-2021 ci sarebbe, stando alle ultime notizie, una quota 101 che potrebbe subentrare dal 2022 all’attuale quota 100 (per andare in pensione a 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi).

La quota 101, che dovrebbe avere lo stesso funzionamento della quota 100 con un aumento dei requisiti, dovrebbe evitare che dal primo gennaio 2022, con l’esaurirsi della quota 100, si crei uno scalone per coloro che devono tornare ad andare in pensione con le attuali regole pensionistiche.

La quota 101 allo studio del governo e dei sindacati dovrebbe prevedere un innalzamento dell’età e dei contributi accumulati per andare in pensione, portando, anche se mancano definizioni ufficiali ancora, l’età di uscita a 63 anni o aumentando il requisito contributivo a 39 anni. La misura, come anticipato, potrebbe essere finanziata con i miliardi risparmiati dalla quota 100.

Pensioni anticipate 2021-2022 quota 41 da Opposizioni e Sindacati

Se la quota 101 si pone come alterativa all’attuale quota 100, la quota 41 per i lavoratori precoci torna ad essere prepotentemente rilanciata dalla Lega, che ne ha sempre fatto un cavallo di battaglia.

E’ necessario, come ribadito dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, che la quota 41 senza alcun paletto, limite e requisito anagrafico venga approvata per tutti i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi per permettere loro finalmente di andare in pensione e collocarsi a riposo avendo maturato 41 anni di contributi senza condizioni.

Oggi si può andare in pensione co quota 41 solo se sono stati versati almeno 12 mesi di contributi, non necessariamente continuativi, prima del compimento del 19esimo anno di età se si sono maturati, ovviamente, almeno 41 anni di contributi.

La quota 41 per la pensione con 41 anni di contributi per tutti indipendentemente dal requisito anagrafico è una priorità anche per i sindacati.

Dal segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, al segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, la posizione sulla necessità della quota 41 per tutti è unanime: deve essere approvata come misura di pensionamento per chi lavora ormai da tanto, troppo tempo ma anche come misura per favorire, allo stesso tempo, l’inserimento dei più giovani nel mondo del lavoro perché a fronte di pensionamenti con la quota 41 potrebbero esserci nuove assunzioni di giovani.

In questo modo si sosterrebbero, contemporaneamente, pensionamenti di lavoratori precoci e rilancio dell’occupazione giovanile. Basti pensare, ha spiegato Ghiselli, ad un’azienda in crisi che, con un accordo sindacale, potrebbe permettere ad un lavoratore a cui manchino per esempio 3 anni al raggiungimento della pensione di andare in pensione, aprendo contestualmente le porte a nuove assunzioni di giovani.

La quota 41 per andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, potrebbe, dunque, arrivare nel 2022 e anche diversi esponenti del governo rilanciano sulla importanza della quota 41 per tutti senza alcun paletto ma ad oggi, stando a quanto riportano le ultime notizie, il problema maggiore da affrontare in merito sarebbero i costi: la misura, infatti, secondo le stime, costerebbe circa 12 miliardi di euro solo per il primo anno.

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Non solo quota 101 post quota 100 e quota 41 per tutti senza paletti: le novità per le pensioni anticipate 2021-2022 dovrebbero riguardare anche le donne. Tra le proposte dei sindacati per prossime novità pensioni, insieme a quota 41 per tutti ma anche flessibilità in uscita tutti a 62 anni di età e con 20 almeno anni di contributi, Ape social da rendere strutturale e altre misure, vi sono anche proposte per la revisione dei requisiti per la pensione delle donne.

Non solo ulteriori proroghe della opzione donna per andare in pensione a 58 o 59 anni di età, a seconda che si tratti di lavoratrici dipendenti o autonome, e con almeno 35 anni di età. Si parla, infatti, di possibile riconoscimento di sconti contributivi per la pensione delle donne con figli o che assistono familiari, e di riconoscimento di contributi figurativi per periodi dedicati al lavoro di cura familiare.

Resta da capire di quanto potrebbero essere i contributi da riconoscere alle donne per ogni figlio e cura della famiglia.

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