Pensioni anticipate uomini e donne novità oggi lunedì voto in Senato, incontro sindacati-Governo, emendamenti

Atteso voto in Senato su decreto pensioni dopo incontro di oggi tra governo e sindacati: ultime notizie e cosa potrebbe davvero cambiare

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Dopo l’incontro tra governo e sindacati tenutosi oggi lunedì, si attende il voto in Senato, che dovrebbe tenersi entro oggi o al masismo domani martedì, sul testo del decreto pensioni che poi passerà alla Camera e sarà in questa sede che avverrà l’esame degli emendamenti rimasti in discussione, circa una sessantina.

Pensioni anticipate uomini e donne: novità in Senato

Le ultime notizie confermano, infatti, che tutti gli emendamenti rimasti sono stati rinviati alla Camera che dovrà decidere sulle proposte di modifica presentate alle novità pensioni contenute nel decreto e sulle risorse economiche da impiegare per le eventuali modifiche e novità. Si pensava che il passaggio alla Camera non avrebbe previsto alcun emendamento per cui avrebbe dovuto essere veloce ma considerando le ultime notizie, potrebbe essere più lungo.

Il governo, però, ha intenzione di chiudere la partita sul decreto pensioni presumibilmente entro il 15 marzo e comunque non oltre la seconda settimana di marzo in modo da non avere problemi e caos nell’accoglimento delle prime pensioni con le ultime novità approvate dal primo aprile, anche se l’Inps ha assicurato che se anche le discussioni andranno avanti più a lungo del previsto e tutto si chiuderà più tardi del 15 marzo non ci saranno problemi per le domande di pensione e il termine del primo aprile sarà tranquillamente rispettato.

Pensioni anticipate: incontro sindacati e governo

Fondamentale nella giornata di oggi lunedì è stato l’incontro tenutosi in mattinata tra governo e sindacati. Al centro, chiaramente, le richieste dei sindacati su modifiche alle ultime novità pensioni e ulteriori proposte, cui il governo si è dimostrato decisamente aperto. Da miglioramenti per la pensione con quota 100 per disoccupati, donne, precoci e usuranti, alla quota 41 per tutti, alla richiesta di netta separazione tra spesa prettamente previdenziale e spesa assistenziale, a modifiche per opzione donna e blocco delle aspettative di vita. Quest’ultimo, infatti, al momento è stato deciso solo per le pensioni anticipate di uomini e donne che così anche quest’anno per andare in pensione dovranno, rispettivamente, raggiungere 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne indipendentemente dal requisito anagrafico.

Il blocco delle aspettative di vita dovrebbe, invece, interessare anche le altre forme pensionistiche, compresa la pensione di vecchiaia, per cui proprio per adeguamento alle aspettative di vita dal primo gennaio 2019 i requisiti sono aumentati passando da 66 anni e sette mesi a 67 anni. In realtà, Maurizio Landini, nuovo segretario della Cgil, punterebbe ad una totale revisione dell’attuale riforma pensioni con abbassamento dell’età pensionabile per tutti da 67 a 62 anni. Ci si chiede, però, ad oggi lunedì, quando effettivamente qualcosa davvero come sopra riportato potrebbe cambiare: se proprio con l’approvazione del decreto pensioni o nel lungo termine dopo ulteriori trattative.

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