Pensioni Ape Social Donna o Proroga Contributivo: preoccupazioni crescono, servono più soldi e volontà

Maggiori stanziamenti di soldi e una volontà più forte necessari per riuscire a rendere concrete le novità per le pensioni per le donne

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Il varo della nota di aggiornamento del nuovo Def è stato decisamente importante in vista della presentazione della nuova Legge di Stabilità, su cui sono riposte molte speranze. Ma c'è da fare i conti con la scarsa disponibilità di risorse economiche che, come confermano le ultime notizie, è stata recentemente ribadita dallo stesso ministro dell'Economia Padoan. Le risorse al momento stanziate per le novità per le pensioni sarebbero state considerate insufficienti ma le forze sociali sono intenzionate a portare avanti i confronti fino al raggiungimento di risultati e obiettivi concreti. Del resto, non è una novità la necessità spesso ormai ribadita di revisione dell'attuale sistema per riuscire a dare nuova spinta alla ripresa economica, ripartendo dall'occupazione giovanile.

E tramontata anche per quest'anno la possibilità di attuazione di profonde novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti, che avrebbero certamente il grande vantaggio di rilanciare l'occupazione giovanile e al tempo stesso dare nuova spinta a produttività e consumi, grazie al riavvio dell'interscambio, a prescindere dalle modifiche richieste per l'accesso ad ape volontaria e ape social e quota 41, sempre comunque novità per le pensioni limitate a pochi, le più grandi attenzioni e speranze si concentrano sulla possibilità di revisione delle aspettative di vita. Questione che, però, ancora divide molto, tanto l'esecutivo quanto le posizioni di esponenti dell'esecutivo e rappresentanti delle forze sociali. Altra particolare attesa è quella per le novità per le pensioni per le donne che, stando alle ultime notizie, sembrerebbero scontate ma poi fino alla fine non si sa se si andrà incontro ad una nuova delusione o meno.

Pensione ape social donna tra soldi necessari e volontà

In merito alle novità per le pensioni sembra si stia ancora valutando se dare il via ad un’ape social per le donna o prorogare quel contributivo donna, già rinviato e che ha permesso a tante lavoratrici già di andare in pensione anzitempo. Crescono, però, le preoccupazioni che anche questa non si faccia nulla di concreto  che la volontà politica sia ancora molto flebile nonostante, stando a quanto riportano le ultime notizie, sembra che l’esecutivo si sia dimostrato chiuso a qualsiasi novità per le pensioni da inserire nella prossima manovra finanziaria, eccezion fatta per le novità per le pensioni per le donne. Lo stesso esecutivo avrebbe avanzato la proposta di uno sconto contributivo per le donne lavoratrici che hanno avuto figli, prevedendo uno sconto di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni nel caso di quattro figli.

Stando alle ultime notizie, per la novità per le pensioni di ape social donna potrebbero servire tra 1 e 1,2 miliardi di euro l’anno nei primi tre anni per poi arrivare a una maggiore spesa a regime di 2,5 miliardi nei prossimi dieci anni, una spesa non eccessivamente elevata, considerando i vantaggi pensionistici che si potrebbero ottenere, ma su cui si discute ancora molto, valutando se sia necessario ma soprattutto possibile, considerando i reali soldi a disposizione, investire tale cifre per le novità per le pensioni per le donne.

Proroga contributivo tra soldi necessari e volontà

La Commissione Lavoro, dal canto suo, da tempo si impegna per la proroga del contributivo donna per cui, però, servirebbero più soldi rispetto a quelli stanziati, considerando che nella scorsa manovra finanziaria sono stati stanziati 2 miliardi di euro per circa 36.000 domande ipotizzate, una cifra che secondo alcuni deputati della stessa Commissione è esagerata, ma comunque risponde alle stime dell’Inps. Il contributivo donna prevede forti decurtazioni sulla pensione finale di tutte coloro che decidono di andare in pensione anticipata rispetto all’attuale soglia di pensione fissata a 66 anni e sette mesi ma offre la possibilità a tutte le lavoratrici sia statali che autonome e private di anticipare la propria età pensionabile rispetto all’attuale soglia anagrafica fissata di 66 anni e sette mesi.
I requisiti di pensione richiesti per la pensione prima con il contributivo donna sono:

  1. aver raggiunto 57 anni di età per le lavoratrici statali;
  2. aver raggiunto 58 anni di età per le lavoratrici autonome e private;
  3. aver maturato, in entrambe i casi, almeno 35 anni di contributi;
  4. accettare penalizzazioni sull’assegno finale che possono arrivare anche al 25-30%.

Chi decide di andare in pensione prima l’opzione donna deve, infatti, calcolare il proprio assegno pensionistico solo con metodo contributivo e non più con il vecchio, vantaggioso sistema retributivo.

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