Pensioni Ape Social, Quota 41, Ape Volontaria, Cumulo, Aspettative di Vita tutto per prendere decisioni manca

Mancano risorse economiche, volontÓ politica e convergenza di intenti sulle novitÓ per le pensioni da attuare: cosa potrebbe cambiare

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Tardano ad arrivare le decisioni sulle prossime novità per le pensioni che, stando a quanto si diceva, avrebbero dovuto essere inserite nella prossima manovra. E a questi ritardi si aggiunge la decisione, già presa in realtà tempo fa, di rimandare ancora le importanti novità per le pensioni come quota 100 e quota 41, perché considerate ancora troppo costose, ma decisamente vantaggiose. Del resto, la quota 100 è considerata la migliore soluzione pensionistica per tutti, mentre la quota 41 per tutti senza alcun onere permetterebbe di risolvere i grossi problemi causati dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche che, non considerando determinate specificità lavorative, hanno fortemente penalizzato alcune categorie di occupati come usuranti e precoci.

I diversi vantaggi assicurati da novità per le pensioni sempre rimandate

Inoltre, queste novità per le pensioni i quota 100 e quota 41 per tutti senza penalità avrebbero i contestali vantaggi di rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile, dando conseguente nuova spinta a produttività e consumi, e di accumulare risparmi, seppur nel medio-lungo termine, per gli oneri, minimi, che sarebbero a carico di coloro che decidono di uscire prima. Ed è chiaro, dunque, come si parli di novità per le pensioni che potrebbero, finalmente, riavviare il ricambio generazionale, oggi decisamente bloccato come confermano le ultime notizie, e rilanciare un ciclo economico virtuoso in generale. Eppure sono le stese novità per le pensioni che continuano a d essere rimandate a fronte di ulteriori provvedimenti che vengono sempre considerati prioritari rispetto alle novità per le pensioni.

Decisioni ancora attese e cosa manca

Il motivo che si adduce per spiegare il continuo rinvio delle profonde novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti è la mancanza di soldi ma si tratta di una motivazione apparente perché per altri provvedimenti, come i piani di salvataggi per gli istituti bancari in difficoltà, o per il salvataggio della compagnia di bandiera, i soldi, pur non essendo disponibili, e in quantità ingenti, sono stati comunque recuperati. Segno che l’esecutivo si è impegnato per farlo. Impegno, ma soprattutto volontà politica, che sembra invece non essere così forte per l’attuazione di novità per le pensioni che andrebbero a rivedere del tutto quell’attuale sistema che, a regime, secondo le stime, dovrebbe garantire risparmi per 81 miliardi di euro ed è chiaro come si tratti di una cifra a cui non si vuol certo rinunciare.

La scarsa volontà politica di intervento sulle novità per le pensioni, evidentemente ancora non considerate come prioritarie nonostante si tratti del tema forse più caro ai cittadini, è dimostrata anche dal fatto che manca tutto per prendere le decisioni definitive per le richieste avanzate di miglioramento a:

  1. novità per le pensioni di ape volontaria, per cui si attendono risposte in merito alla possibilità di accesso anche per disoccupati, precoci e usuranti che non riuscissero a raggiungere i requisiti richiesti dall’ape social;
  2. novità per le pensioni di ape social e quota 41, con ulteriori miglioramenti;
  3. novità per le pensioni per le donne;
  4. novità per le pensioni di revisione del sistema delle aspettative di vita;
  5. novità per le pensioni di cumulo gratis di tutti i propri contributi versati in diverse gestioni previdenziali, anch’essa già approvata esattamente come ape volontaria e ape social e quota 41 ma sui sembra calato il totale silenzio.

Si resta, dunque, in attesa di capire se le risorse economiche mancanti saranno reperite quanto meno per permettere che queste minime novità per le pensioni vengano attuate entro l’anno; se la volontà politica per la loro attuazione diventerà forte ma soprattutto se l’attuale mancanza convergenza sulle novità per le pensioni possa essere trovata, magari nel corso delle prossime riunioni già in programma tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, e tra tecnici di diverse parti, in modo da definire obiettivi comuni di cambiamenti pensionistici fattibili.