Pensioni Ape Social, Quota 41 respinte, bloccata Pensione Donna e Ape Volontaria ennesima presa in giro

Ancora bloccate le novità per le pensioni tanto attese e le semplici modifiche: prospettive sempre più negative e situazione attuale

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Mentre continua l’iter di approvazione della nuova manovra finanziaria e le ultime notizie confermano un nuovo incontro in programma lunedì 16 ottobre tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, le ultime e ultimissime notizie sulle novità per le pensioni non sono certo positive. Dopo il nulla di fatto nel nuovo Def, infatti, sembrerebbe non esserci alcuna eventuale prospettiva di inserimento di ulteriori novità per le pensioni nella nuova manovra finanziaria.

Respinte novità per le pensioni per ape social e quota 41

Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, nell’attesa della graduatoria ufficiale di coloro che potranno accedere ad ape social e quota 41, sarebbe già un boom di domande rifiutate: sembrerebbe, infatti dalle ultime notizie emerse, che l’Inps abbia già respinto ben il 70% delle richieste per l’ape social destinata, come ormai ben sappiamo, alle persone appartenenti alle categorie cosiddette disagiate, come:

  1. disoccupati;
  2. invalidi e malati gravi;
  3. lavoratori usuranti e precoci.

E insieme a tantissime persone che sarebbero dunque già state bloccate nel loro percorso verso l’agognato riposo, sarebbero bloccate anche le relative richieste di miglioramento delle condizioni di accesso alla stessa novità per le pensioni di ape social e quota 41, che avrebbe dovuto allargarsi a comprendere anche coloro rimasti senza lavoro per fine contratto.

Bloccate novità per le pensioni donne

Tanto quanto sono attese ultime notizie su modifiche per ape social e quota 41 e novità per ape volontaria, tanto sono ancora attese le novità per le pensioni che nelle scorse settimane sembrano avviate all’approvazione ma di cui ad oggi, stando alle ultime notizie, non si sa più nulla. E si rimane in ballo tra il dubbio di ulteriore proroga dell’opzione donna e avvio di una nuova ape social per le donne. La proroga dell’opzione donna permetterebbe ancora alle donne lavoratrici, sia statali che private e autonome, di andare in pensione prima, rispettivamente, a 57 e 58 anni con 35 anni di contributi ma accettando penalità anche fino al 30% sulla pensione finale, per il calcolo del proprio assegno pensionistico solo con metodo contributivo e non più con il vantaggioso sistema retributivo.

Per l’ape social per le donne, lo stesso esecutivo ha avanzato una proposta di uno sconto contributivo che, secondo le ultime, dovrebbe essere di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni in presenza di quattro figli, portando così il requisito contributivo dell’ape social a scendere per le donne da 30 a 28 anni. Su questa proposta, le forze sociali hanno rilanciato, chiedendo allo stesso esecutivo di aumentare lo sconto contributivo portandolo da se a dodici mesi.

Nulla più anche per quanto riguarda la novità per le pensioni di quota 100 che qualche tempo sembrava essere tornata fortemente in auge, considerata ancora la migliore soluzione pensionistica per tutti ma nuovamente caduta nel dimenticatoio a causa dei costi elevati che richiederebbe, tra i 7 e 10 miliardi di euro, cifra considerata decisamente spropositata soprattutto alla luce delle ultime notizie sulla scarsa disponibilità di budget da impiegare per le misure della prossima manovra finanziaria che già impongono una scelta di provvedimenti da attuare cui dare priorità e misure da rimandare. E in queste, ancora una volta, ci sono le importanti novità per le pensioni.

Ape volontaria: ennesima presa in giro

Se, dunque, per l’ape social e quota 41 si sta prospettando una nuova grande delusione per tantissimi di coloro che hanno inviato domanda per la pensione anticipata convinti di avere tutti i requisiti necessari per potervi accedere, ed è calato il silenzio sul rilancio di novità per le pensioni per le donne, non da meno sembrerebbe essere la delusione relativa all’ape volontaria. Innanzitutto, anche per quanto riguarda le richieste di miglioramento delle condizioni di accesso all’ape volontaria, nulla è stato fatto. La richiesta era stata quella di ampliare la categorie di beneficiari di questa novità per le pensioni, permettendo di accedervi anche a disoccupati, usuranti e precoci che non avessero maturato i requisiti necessari per l’accesso all’ape social. Nessuna risposta è mai arrivata in merito.

Ma non solo: anche questa novità per le pensioni si è dimostrata una vera e propria presa in giro, in primo luogo, anche in questo, per le tante domande già rifiutate dall’Inps, e in secondo luogo, perché ancora mancano le entità dei tassi di interessi da applicare alla restituzione del prestito che le banche erogheranno per permettere al lavoratore di anticipare la pensione. E si tratta dell’elemento forse fondamentale per capire se effettivamente l’uscita prima con l’ape volontaria converrà o meno. E anche in tal caso, nonostante la lunga attesa, ancora nulla si dice.