Pensioni Ape Social, esito domanda inviata a Marzo entro il 30 Giugno. Rifiuto o accolta. Nuovo invio ora

Attese entro il 30 giugno le risposte alle domande di Ape social. Fino al 15 luglio possibilità di invio di nuove domande. I requisiti necessari

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Le domande dell'Ape social avranno una risposta, quella fatte a Marzo per andare in pensione prima, appunto con l'Aoe Social, probabilmente entro il 30 Giugno. Mentre ora sono al via le altre.
 

Chi ha presentato domanda per accesso alla pensione anticipata con Ape social entro lo scorso mese di marzo riceverà risposta il 30 giugno. Solo alla fine del mese, dunque, gli interessati sapranno se potranno andare in pensione prima a costo zero o meno.

Pensioni Ape Social: risposta 30 Giugno per domande Marzo

Si è, infatti conclusa lo scorso 31 marzo la prima fase per la presentazione delle domande di accesso alla pensione anticipata con l'ape social. Ora si attende la risposta ad ogni singola domanda presentata, se cioè sarà accetta o meno e per ricevere comunicazioni dall’Inps c’è tempo ancora fino al prossimo 30 giugno. Entro quello stesso tempo, lo stesso Istituto dovrà stilare la graduatoria di coloro la cui domanda di accesso all’ape social è stata accettata. Diverse le risposte che potranno arrivare dall’Inps e che, in particolare, potranno essere:

  1. di accoglimento senza alcuno slittamento della prima decorrenza, nel caso in cui le risorse economiche siano sufficienti per il numero di persone che hanno presentato domanda;
  2. di accoglimento con slittamento della decorrenza, nel caso in cui le risorse economiche non siano sufficienti per il numero di persone che hanno presentato domanda;
  3. di rigetto per mancanza dei requisiti.

Pensione Ape social: come presentare nuove domande

Terminata la prima fase di monitoraggio delle domande di accesso all’Ape social da parte dell’Inps, inizia una nuova fase di domande da inviare. E la nuova scadenza è fissata al prossimo 15 luglio 2018. Per presentare la domanda nel 2018, è necessario che il requisito contributivo richiesto dall’Ape social, vale a dire 30 anni o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, e gli altri requisiti richiesti per le specifiche categorie di beneficiari dell’Ape sociale siano maturati entro il 31 dicembre 2018.

La domanda per la richiesta dell’ape social deve essere presentata direttamente all’Inps, che eroga l’indennità per 12 mensilità, fino al raggiungimento dei normali requisiti anagrafici richiesti per la pensione finale e prevede un importo massimo di 1.500 euro lordi al mese. La domanda può essere presentata secondo le seguenti modalità:
direttamente online, utilizzando i servizi telematici dell'Istituto, per chi è in possesso del Pin Inps dispositivo;
tramite numero verde Inps;
tramite Caf o Patronati.
Il percorso online da selezionare per presentare la domanda dell'Ape sociale via web è:
scegliere la voce ‘Certificazioni’;
cliccare su ‘Verifica del diritto di accesso’;
selezionare Ape social e seguire le indicazioni fino a compimento di inoltro della domanda stessa.

Pensioni Ape social: cosa prevede e i requisiti richiesti

L’ape social a costo zero, valida anche per i quota 41 precoci che abbiano maturato almeno 12 mesi di contribuzione entro il 19esimo anno di età, permette di andare in pensione fino a tre anni prima, cioè a 63 e sette mesi, rispetto agli attuali requisiti di pensione richiesti di 66 anni e sette mesi ma può essere richiesta solo da categorie di persone considerate svantaggiate e che sono:

  1. disoccupati che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. invalidi che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e parenti che assistono da almeno sei mesi al momento della richiesta dell’Ape social parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. lavoratori usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle occupazioni rientranti nella lista delle attività faticose.

La lista comprende:

  1. infermiere;
  2. ostetriche;
  3. maestre d’asilo nido ed educatori di asilo;
  4. addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti;
  5. macchinisti e personale viaggiante ferroviario;
  6. lavoratori impiegati nel settore edile;
  7. spazzini e facchini;
  8. lavoratori addetti alla lavorazione dell’amianto;
  9. conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  10. autisti di mezzi pesanti e camion;
  11. conciatori di pelli e di pellicce;
  12. lavoratori marittimi e pescatori;
  13. braccianti;
  14. operai siderurgici.

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