Pensioni Ape Volontaria flop rischio reale, Ape Social modifiche nulle, non pervenuto Cumulo contributi

Rischi che novità per le pensioni di ape volontaria, social e cumulo gratis di tutti i propri contributi previdenziali siano nulli

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Una serie di decisioni che dovevano essere prese e che in parte possono ancora essere prese se ci fosse la buona volontà e le intenzioni di farlo, sembrano scomparse dai radare delle novità per le pensioni, pur potendo rappresentare dei passi avanti nelle ultime notizie e ultimissime, pur senza essere degli stravolgimenti.

Ci si avvia alla fine dell’anno e anche per quest’anno la nuova manovra finanziaria, contrariamente ad aspettative e speranze, non conterrà alcuna importante novità per le pensioni. Nulla, infatti, è stato deciso e fatto concretamente per:

  1. novità per le pensioni di quota 100, ancora rimandata nonostante considerata la migliore soluzione pensionistica per tutti;
  2. novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza alcuna penalità, che risolverebbe finalmente la condizione di determinate categorie di lavoratori, come i precoci, che sono stati fortemente penalizzazioni dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche;
  3. revisione delle aspettative di vita, che potrebbe effettivamente rivedere l’attuale sistema ma per cui vanno avanti ormai da settimane discussioni su possibili congelamenti e blocchi che, però, stando alle ultime notizie, non sembrano prospettare nulla di buono.

Intanto, si va avanti con le riunioni tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali per capire se e quali miglioramenti arriveranno per le novità per le pensioni di ape volontaria e ape social, già approvate dal precedente esecutivo, esattamente come il cumulo gratuito dei contributi ma ancora non in vigore.

Novità per le pensioni già approvate ma ancora attese

Le novità per le pensioni di ape volontaria, ape social e quota 41 collegata e cumulo gratuito di tutti i contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali sono infatti state già approvate dal precedente esecutivo e avrebbero dovuto già essere in vigore. Novità per le pensioni che appena approvate, lo scorso anno ormai, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo, seppur lieve, ponendosi, però, come dimostrazione del fatto che l’esecutivo aveva realmente intenzione di agire sulle pensioni, ma costretto a farlo in maniera limitata a causa della scarsa disponibilità economica, in attesa di ulteriore budget per ulteriori novità per le pensioni, decisamente più importanti, che però tardano ancora ad arrivare. E nel frattempo, le stesse novità per le pensioni già approvate rischiano di diventare molto deludenti, tra:

  1. l’ape volontaria che rischia di rivelarsi un flop se i tassi di interesse sul prestito da restituire dovessero essere elevati;
  2. l’ape social senza alcuna modifica, continuano a mantenere requisiti decisamente troppo stringenti;
  3. cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali, non più pervenuto, su cui sembra esser calato del tutto il silenzio.

Ape volontaria e ape social nulle e a rischio flop

Nonostante la presentazione ufficiale del decreto attuativo per l’ape volontaria, confermando i requisiti di pensione di 63 anni di età e 20 anni di contributi per poter presentare la domanda di accesso all’ape volontaria, e confermandone il funzionamento di richiesta di prestito alle banche che erogheranno al richiedente, tramite Inps, il prestito per anticipare la sua uscita dal lavoro e che dovrà essere restituito con un piano di rimborso 20ennale, restano ancora da definire e comunicare ufficialmente i tassi di interesse che le banche applicheranno al prestito da rimborsare. Mancano anche le condizioni ufficiali relative le polizze assicurative che ogni richiedente prestito dovrà obbligatoriamente stipulare per la copertura di eventuali costi rimanenti da rimborsare in caso di premorienza.

E si tratta dei due elementi fondamentali per capire poi se e quanto andare in pensione prima con l’ape volontaria sarà conveniente o meno. E da questi stessi elementi dipenderà il suo successo o il suo flop. L’ape volontaria rischia di rivelarsi un flop, come riportano le ultime notizie, proprio perché se il tasso di interesse dovesse essere alto e il costo della rata di rimborso particolarmente elevato, è chiaro che la sua convenienza per lasciare prima il lavoro verrà meno e che saranno poche le richieste che arriveranno.

D’altro canto, non si prospettano notizie positive e interessanti nemmeno per l’ape social, per cui erano state richieste modifiche per le condizioni di accesso, soprattutto in riferimento a coloro che sono rimasti senza occupazione per fine contratto, ma che, come confermano le ultime notizie, continuano ad essere richieste nulle. Nel corso dell’ultima riunione tra esponenti dell’esecutivo e forze sociali, infatti, non è stato discusso alcun miglioramento per l’ape social e l’unica novità per le pensioni di ape social discussa è stata quella relativa alla possibilità di inserimento delle donne tra le categorie che possono presentare domanda per l’ape social con la proposta dall’esecutivo di uno sconto contributivo per loro di sei mesi per ogni figlio nato, fino ad un massimo di due anni per quattro figli. Così il requisito contributivo richiesto alle donne per l’accesso all’ape social passerebbe dai 30 ai 28 anni di contributi.  

Cumulo contributivo gratis non pervenuto

Le ultime notizie tacciono del tutto, poi, sulla novità per le pensioni di cumulo gratis di tutti i propri contributi versati in diverse gestioni previdenziali. Si tratta, anche in questo caso, di una novità per le pensioni approvata dal precedente esecutivo che è stata accolta con grande soddisfazione da tutti ma al momento non più pervenuta.

Stando a quanto precisato dall'Inps, possono richiedere il cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali:

  1. gli iscritti a tutte le gestioni Inps;
  2. i lavoratori autonomi;
  3. tutti i professionisti iscritti alle casse previdenziali private.

Non possono, invece, chiedere il cumulo coloro che siano già titolari di un trattamento pensionistico a carico di una delle gestioni nell’ambito delle quali si chiede il cumulo.La domanda per la pensione in regime di cumulo deve essere presentata all’ultimo ente previdenziale dove sono stati versati i contributi e sarà proprio questo ente ad occuparsi del procedimento nei confronti degli altri enti dove il richiedente ha versato tutti gli altri contributi.

Tuttavia, in riferimento al provvedimento di cumulo gratuito di tutti i contributi previdenziali, stando a quanto riportano le ultime notizie, vi sarebbero interpretazioni restrittive, di cui non si parla, che penalizzano i lavoratori di Inps, Inpgi e altre Casse privatizzate e sui regna il più grande silenzio. Per esempio, l'Inpgi, la Cassa dei Giornalisti, sostiene che per il cumulo non valgono le regole del proprio istituto che per la pensione prevedono il raggiungimento di 62 anni di età e 38 di contributi, ma le attuali norme pensionistiche che fissato i requisiti di uscita a 66 anni e sette mesi e a 42 anni e 10 mesi di contributi (che scendono a 41 anni e 10 mesi per le donne), ritenendo che per i giornalisti sarebbe meglio continuare a fare il ricongiungimento oneroso, cosa che, chiaramente, all'Inpgi conviene molto di più.