Pensioni Ape Volontaria, Ape Social, Quota 41, Aspettative di Vita maggioranza e opposizione si muovono

Posizioni di maggioranza e opposizione su novità per le pensioni di revisione delle aspettative di vita: ipotesi al vaglio per prossima manovra

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Nell’attesa che si cerchi di capire gli orientamenti su cosa si farà davvero in relazione alle richieste di miglioramento relative ad ape volontaria ed ape social e quota 41 ad essa collegata, per cui sembra qualcosa possa effettivamente arrivare con la prossima manovra finanziaria, maggioranza e opposizione sembra si stiano muovendo sulla questione delle novità per le pensioni di revisione delle aspettative di vita, un tema che desta ancora molta perplessità e per cui regna ancora grande incertezza. Non si sa, infatti, se entro la fine dell’anno di riuscirà a modificare questo meccanismo, ma se in generale sarà mai fatto, considerando le posizioni contrastanti all’interno dello stesso esecutivo.

Aspettative di vita e sistema attuale

La riforma pensioni entrata in vigore nel 2012, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti ed esteso a tutti il calcolo della pensione finale con sistema contributivo, si basa sul sistema delle aspettative di vita cui è strettamente agganciata l’età pensionabile. Il principio è che essendo aumentata l’aspettativa di vita, di conseguenza, si ha anche la possibilità di lavorare più a lungo. Al salire delle aspettative di vita Istat, infatti, corrisponde un aumento dell’età pensionabile che, come stabilito dall’attuale sistema, scatta ogni due anni, di tre, quattro mesi. Ciò significa a partire dal primo gennaio 2019 l’età per andare in pensione passerà dagli attuali 66 anni e sette mesi ai 67 anni, aumentando, dunque, di quattro mesi. E saliranno anche i requisiti richiesti per la pensione anticipata per serviranno 43 anni e 2 mesi di contributi, 42 anni e 2 mesi per le donne, un anno in più, dunque, rispetto a quanto fissato al momento.
 

Possibili modifiche del sistema delle aspettative di vita

Sono diverse le ipotesi di revisione del sistema delle aspettative di vita, novità per le pensioni che continua anche ad essere fortemente spinta dalle forze sociali, o per lo meno da buona parte di esse, considerando che altre sembrano aver fatto un passo indietro sulla richiesta da loro stesse presentata di cambiamento a fronte, però, di ulteriori sistemi di uscita prima validi per tutti. Fortemente contrario alla revisione del meccanismo delle aspettative di vita anche il presidente dell’Inps, secondo cui questa novità per le pensioni potrebbe rivelarsi davvero deleteria da un punto di vista economico, avendo un impatto decisamente negativo sui conti pubblici.

Secondo le ultime notizie, a battersi fortemente per una concreta revisione del sistema delle aspettative di vita ci sarebbe la Lega Nord che solo qualche giorno fa avrebbe presentato un nuovo Ddl con richiesta di congelamento delle aspettative di vita almeno fino al 2022, spiegando con la richiesta con i dati che dimostrano come dal 2015 l’aspettativa di vita Istat sia fortemente in calo, motivo per il quale non avrebbe senso di sussistere l’attuale ragionamento. Se, infatti, come stabilito dall’attuale sistema, l’età pensionabile sale perché aumentano le aspettative di vita, al loro calare dovrebbe anche fermarsi l’aumento dell’età pensionabile.

Contraria al blocco della revisione delle aspettative di vita, però, la maggioranza, anche se, secondo le ultime notizie, il segretario della stessa maggioranza avrebbe aperto ad una eventuale trattativa di modifica del sistema che, però, non dovrebbe contemplare alcun blocco e alcuna cancellazione di aumento dell’età pensionabile ma quanto meno una sua attenuazione. Forse. Tra le ipotesi al vaglio, stando alle ultime notizie, quella di portare lo scatto dell’età pensionabile nel 2019 a due mesi piuttosto che cinque, in modo da arrivare all’età pensionabile di 66 anni e 9 mesi e non di 67 anni e ipotizzando un blocco totale delle aspettative di vita solo per gli appartenenti a determinate categorie di persone come disoccupati, precoci e usuranti. Per molti, però, quest’ultima ipotesi di blocco potrebbe rappresentare solo una ennesima misura di discriminazione sociale, privilegiando sempre e solo alcuni e non definendo novità per le pensioni per tutti.

Ciò che dunque emerge è che mentre l’opposizione punta ad una totale revisione del meccanismo delle aspettative di vita, da cui dipende l’aumento dell’età pensionabile, la maggioranza sembrerebbe molto più orientata a non rivedere il sistema ma solo eventualmente modificarlo, mentre forze sociali e presidenti di Commissioni del Lavoro di Montecitorio e Palazzo Madama vorrebbero comunque che il sistema venisse rivisto con la prossima manovra finanziaria.


 

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