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Maggioranza ed esecutivo divisi su prossime novità per le pensioni da attuare: le due strade possibili e probabili attese

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Una divisione che pare sempre più netta quella tra maggioranza ed esecutivo su differenti aspetti tra cui mlto dei quali prioritari come le novità per le pensioni su cui sembra non esserci un accordo su cosa fare, da una parte spinti da esigenze pro elezioni, dall'altra convinti che al momento ci sono altre iniziative più rilevanti da portare avanti. E la stessa maggioranza, in realtà, appare divisa.
 

Maggioranza ed esecutivo sembrano piuttosto divisi su cosa fare per le prossime novità per le pensioni da attuare, posizioni decisamente contrastanti dettate, da una parte, dalla scarsa disponibilità economica e, dall’altra, dalla logica del consenso in vista di prossime elezioni. A dividere i temi relativi ad ape e richiesta di revisione delle aspettative di vita, andando oltre quelle novità profonde e tanto richieste di quota 100 e quota 41 senza oneri che sembrano ormai ancora una volta essere state ufficialmente già rimandate, perché ancora considerate troppo costose in un contesto di investimenti in cui l’esecutivo, come spesso dimostrato, preferisce investire i soldi disponibili o recuperarne di nuovi, anche in somme ingenti, per provvedimenti sempre considerati prioritari rispetto alle novità per le pensioni.

Maggioranza ed esecutivo divisi su novità per le pensioni  

Forte, dunque, la divisione tra maggioranza ed esecutivo su novità per le pensioni: se, infatti, come riportano le ultime notizie, da una parte, l’esecutivo, soprattutto con il ministro dell’Economia Padoan e il viceministro Morando, avrebbe chiaramente dichiarato di voler nuovamente investire su un nuovo paino di taglio del cuneo fiscale per i ragazzi volto soprattutto al rilancio dell’occupazione, misura che, come dimostrato dalla precedente esperienza in tal senso, rischia di rivelarsi fallimentare e di nuovo un inutile spreco di denaro, dall’altra parte, la maggioranza attuale sarebbe particolarmente spaccata tra chi segue il segretario Renzi e chi, invece, sembrerebbe più orientato a seguire la linea dell’esecutivo guidato dall’attuale premier Gentiloni.

Le ultime notizie confermano poi che l’attuale maggioranza che in parte seguirebbe la linea di Renzi avrebbe preso, in parte, una posizione nuova perchè per non perdere consensi per le elezioni sarebbe disponibile a sostenere il blocco parziale delle aspettative di vita soprattutto per particolari tipologie di attività come precoci e usuranti e ma anche disposta a migliorare le condizioni di accesso all’ape social, con un ulteriore aumento budget, e alla quota 41, nonché a definire novità per le pensioni per le donne. La cosa fondamentale, però, che emergerebbe dalle ultime notizie, sarebbe quella di non stanziare ulteriori soldi per i pensionati ma stanziarli per sostenere l’interscambio, evitando di destinare ancora budget a provvedimenti che rischierebbero di creare nuovamente favoritismo e privilegi, come quello di bloccare le aspettative di vita solo per alcuni o definire novità per le pensioni solo per le donne.

Nuovo Def , decreto attuativo ape a settembre e novità per le pensioni

Le divisioni interne tra maggioranza ed esecutivo potrebbero essere risolte in occasione dei prossimi appuntamenti che richiederanno necessariamente decisioni su cosa fare, tra presentazione del nuovo Def, documento economico e finanziario che pone le basi per i provvedimenti della nuova manovra finanziaria, e presentazione ufficiale del decreto attuativo relativo all’ape volontaria e in cui potrebbero rientrare diverse modifiche sulla stessa. Per quanto riguarda il Def, le misure che verranno definite dipenderanno dalla disponibilità che potrà essere stanziata per eventuali novità per le pensioni ulteriori che se ci saranno, come riportano le ultime notizie, saranno decisamente minime, tra possibili miglioramenti delle condizioni di accesso all’ape volontaria, ape sociale e collegata quota 41 ed eventuali novità per le pensioni per l’ape social per le donne. L’esecutivo starebbe pensando, infatti, di inserire tra le categorie di persone che possono accedere all’ape social senza alcun costo, come disoccupati, usuranti e precoci anche le donne, riconoscendo loro uno sconto contributivo tale da permettere il raggiungimento dei requisiti richiesti dall’ape social entro i tempi stabiliti.

Per quanto riguarda l’ape volontaria, l’atteso decreto di settembre ormai alle porte dovrebbe ufficializzare la retroattività della stessa ape volontaria al primo maggio e definire tassi di interesse e condizioni delle polizze assicurative da considerare per il calcolo di pagamento della rata di rimborso del prestito che si riceverà per andare in pensione prima. L’ape volontaria, infatti, permette di andare in pensione prima fino a tre anni a chi abbia raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017 e abbia maturato almeno 20 anni di contributi. I lavoratori che decidessero di presentare domanda (all’Inps) per l’accesso all’ape volontaria per lasciare prima la propria occupazione riceveranno un prestito da parte delle banche, che sarà erogato dall’Inps, e da restituire in 20 anni e con calcolo, come detto, di relativi tassi di interesse.

Non si conosce ancora la loro entità ma di certo, come detto finora, si tratta della condizione principale che servirà a determinare la convenienza di andare in pensione prima qualche anno, alla luce di eventuali penalizzazioni sulla pensione finale, penalità che se dovessero risultare particolarmente pesanti non renderanno l’ape volontaria chiaramente conveniente. L’attesa, poi, è per capire orientamenti concreti di maggioranza ed esecutivo sulla richiesta di revisione del sistema delle aspettative di vita, sistema che se non modificato porterà ad un ulteriore scatto dell’età pensionabile dal primo gennaio 2019, quando il requisito anagrafico per lasciare la propria occupazione passerà da 66 anni e sette mesi a 67 anni.







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