Pensioni Ape Volontaria, Quota 41, Ape Social, Metodi ulteriori e cinque variabili dimenticate

Le cinque variabili dimenticate che potrebbero avere importante impatto sulle pensioni limitando ancora di più le modifiche allo studio già in salita oppure rilanciandole andando ben oltre l'attuale Ape Social, Quota 41 e Ape Volontaria

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Sono ben cinque le variabili che sembrano essere state dimenticate di eventi in programma che, in base ai loro sviluppi e ai loro esiti, potrebbero avere importante impatto sul rilancio delle pensioni, sia un rilancio che vada a fare il minimo ovvero a potenziare e migliorare l'Ape Social e Quota 41, come potrebbe capitare ancora prima nel decreto attuativo per l'Ape Volontaria che potrebbe essere a regime molto più interessante di quello che si pensava con costi minori per i cittadini in modo particolare in determinate situazioni come "consigliato" dagli organismi che la stanno valutando e che l'hanno rimandata indietro all'esecutivo per queste possibili modifiche positive.
Certo, tutte le novità per le pensioni, così come in generale quella della manovra finanziaria e delle prossime elezioni, i due momenti clu, dipendono da dalle variabili che al momento sembrano essere dimenticate non sempre dirette, ma che in realtà pur non essendolo potrebbero condizionare il tutto, molto di più di quelle che appaiono più collegate e che sono maggiormente e continuamente ricordate nelle ultime notizie e ultimime.
Le cinque variabili dimenticate, sarabbereo:

  1. Prossime elezioni che si terranno in Sicilia
  2. prossimi referendum che si terranno in Veneto e Lombardia
  3. Avvio del patto fiscale, che renderebbe tutto molto complesso da portare avanti in Italia;
  4. Fine eventuale dell’operazione di Qe a partire dai prossimi settembre-ottobre;
  5. Prossime elezioni  in Germania.

Elezioni in Sicilia e impatto sulle novità per le pensioni

Le prossime elezioni regionali in Sicilia sono in programma il prossimo mese di novembre e, stando a quanto riportano le ultime notizie, potrebbe prevalere un forte astensionismo, a causa della mancanza di fiducia da parte dei cittadini nei confronti dei candidati delle diverse forze, situazione singola che non fa altro che riflettere una situazione di maggiore difficoltà generale dell’intero Paese. Le stesse ultime notizie, però, confermano che nella regione continua a prevalere il consenso nei confronti dei pentastellati che se dovessero essere riconfermati compirebbero un primo passo verso una riconquistare del consenso generale nel resto del Paese ma potrebbero avviare nella regione, esempio magari da estendere anche a livello nazionale, i propri punti tra cui cui le novità per le pensioni da loro sempre predicate e l’assegno universale per tutti. Del resto, si tratta di una misura di aiuto che in altre regioni come Piemonte, Lombardia e Puglia, giusto per citarne alcune, è già in vigore. Ma i pentastellati, secondo le ultime notizie, se la dovranno vedere con un nuovo centrosinistra alternativo che mira ad ottenere nella regione un gran potere.

Referendum in Lombardia e Veneto

Le elezioni regionali siciliane del prossimo novembre avverrano dopo i referendum che si terranno in Lombardia e Veneto che hanno chiesto l’indipendenza regionale e che potrebbe prospettare una nuova spaccatura del nostro Paese, proprio quando servirebbe unna grande riunione e un lavoro comune di rilancio dello sviluppo interno. Obiettivo delle regioni, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe quello di ottenere maggiore autonomia su diversi compiti, diventando quasi regioni a statuto speciale come Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. Si tratta, tuttavia, di appuntamenti importanti il cui esito certamente avrà impatto sulle discussioni di questioni centrali  per i cittadini, come:

  1. ricerca di attività;
  2. imposte;
  3. novità per le pensioni;
  4. misure di aiuto e sostegno.

Avvio del Patto fiscale e non solo.

Passando poi all'entrata in vigore del patto fiscale, tanto contestato, ma che sembra ormai inevitabile, questa ulteriore stretta, renderebbe tutto molto più complesso da fare nel nostro Paese a causa dei diversi vincoli che ne deriverebbero e senza un approccio differente alle grandi questioni, come il taglio della spesa, potrebbe bloccare le già rallentate e difficile modifiche che su più aspetti il nostro Paese avrebbe bisogno per il rilancio tra cui le novità per le pensioni che vadano ben oltre l'Ape Social, l'Ape Volontaria o Quota 41 come concepite finora, ovvero come sistemi più di aiuto e sostegno, bloccando le vere e reali novità per le pensioni. Il patto fiscale, stando a quanto riportano le ultime notizie, prevede che i paesi contraenti rispettino alcuni vincoli imposti, come:

  1. perseguimento del pareggio di bilancio;
  2. obbligo di non superare la soglia di deficit superiore allo 0,5% del Pil;
  3. riduzione del rapporto fra deficit statale e prodotto interno lordo.

E all’avvio del patto fiscale che potrebbe fortemente limitare i margini di intervento dell’esecutivo, secondo le ultime notizie, potrebbe affiancarsi, entro la fine dell'anno, a partire forse dal prossimo mese di settembre o ottobre, l’inizio della graduale dell’operazione di Qe di acquisti dei titoli di Stato con conseguente graduale aumento dei tassi, elemento che farà pian piano venir meno le condizioni al momento decisamente favorevoli per l'attuazione di importanti interventi, incluse novità per le pensioni comprese come quota 100 e quota 41 per tutti di cui il nostro esecutivo non starebbe approfittando, come abbiamo già più volte sottolineato fermandosi a iniziative di brevissima portata come appunto l'Ape Social o l'Ape Volontaria, tanto è vero che quest'ultima è stata contestata anche da differenti organismi di controllo governativi nelle ultime notizie che ne hanno chiesto le modifiche per faral diventare davvero interessante per tutti ed  evitare un flop annunciato. Da sottolineare, però, che la possibilità di una manovra finanziaria prima e di elezioni dopo che migliorino almeno l'Ape Social e Quta 41 o puntino a metodi per usicre prima davvero per tutti, non è così esclusa,  se il Qe continuasse, come potrebbe accadere, più a lungo del previsto dando più spazio e tempo di attuazione di interventi significativi e se andasse avanti effettivamente ancora un anno o anche di più, l'esecutivo che vincerà dopo le elezioni potrebbe rilanciare davvero gli importati modifiche, comprese appunto quelle per le pensioni con profonde modifiche o inizialmente almeno quota 100.

Prossime elezioni in Germania

Altra variabile che potrebbe rivelarsi determinante per il nostro Paese ma che si cita poco è quella dell’appuntamento con le prossime elezioni in Germania, appuntamento che potrebbe confermare una posizione ancor più forte rispetto ad ora dei tedeschi nella Comunità e portare, nuovamente, alla prospettiva di una Comunità a due velocità che potrebbe vedere una differenziazione tra i Paesi del Nord, guidati proprio dalla potente Germania, e Paesi del Sud, tra cui la nostra Italia, con l’ipotesi di un euro di serie A, che comprenderebbe Germania, Francia e paesi del Nord Europa; e un euro di serie B, che comprenderebbe Italia e Paesi del Mediterraneo, con un euro più forte per i Paesi di Serie A che gestirebbero i Paesi più deboli di Serie B. Una divisione che, chiaramente, avrebbe un forte impatto sul nostro Paese, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale. Secondo le ultime notizie, infatti, se il nostro Paese dovesse rientrare tra i Paesi di serie B, si avrebbero solo conseguenze negative che si ripercuoterebbero su tutta l’economia, avendo un euro più debole, con il rischio che i Paesi di Serie A possano acquistare asset strategici a prezzi più convenienti e tutto continuerebbe a rimanere bloccato per  i provedimenti più importanti a causa di una fortissima sofferenza

Se, invece, il nostro Paese dovesse rientrare tra i Paesi di serie A, con politiche di integrazione e su assistenza sociale e ricerca di impiego, si avrebbero impatti positivi e di rilancio anche per le pensioni, considerando che negli altri Paesi, come Germania e Francia, le regole pensionistiche attuali sono molto meno rigide delle nostre, visto che nei due Paesi si va in pensione a 64 anni e a 62 anni, con possibilità di ulteriore anticipo a 55-57 anni a fonte di penalità, mentre da noi l’età pensionabile è fissata a 66 anni e sette mesi, quindi la revisione del nostro sistema in tal caso ne gioverebbe soltanto e si potrebbe, anche grazie alla spinta europea, andare ben oltre l'Ape Social o l'Ape Volontaria, ma rimettere in centro quei sistemi per uscire prima che tutte o quasi le nazioni europee hanno, come scritto, tra cui da noi la più facile da attuare sarebbe quota 100 con all'interno un sistema di quota 41 o similare rivisto per precoci e usuranti.