Pensioni novità Ape Volontaria, Ape Social, Donna, Quota 41 DEF e decreto attuativo per verità

Prossimi appuntamenti di settembre per novità per le pensioni e cosa aspettarsi da nuovi def e decreti attuativi per ape

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Tante affermazioni e prese di posizioni ufficiali e non e poi una serie di riunioni sia sulle novità per le pensioni
che per decidere le ulteriori priorità. Ma la prima verità l'avremo nel DEF, con indicazioni che potranno ancora essere modificate, ma sarà un punto di riferimento uffficiale importante. E poi per capire bee gli orientamenti di più o meno apertura il decreto dell'Ape Social tutt'altro che definito.

I prossimi appuntamenti di settembre con la presentazione del nuovo Def, documento di economia e finanzia che pone le basi per le misure che dovranno essere inserite nella prossima manovra finanziaria, e la presentazione ufficiale del decreto attuativo relativo alle regole definitive di funzionamento dell’ape volontaria, saranno quelli cruciali per capire la verità di ciò che davvero si farà relativamente alle novità per le pensioni di ape volontaria, ape social, quota 41, novità per le pensioni per le donne.

Presentazione del Def a settembre e attese novità per le pensioni

Le ultime notizie confermano la presentazione del prossimo Def per il mese di settembre ormai alle porte. Molte delle misure che verranno definite dipenderanno, come facilmente immaginabile, dalle disponibilità economiche che, come precisato dal ministro dell’Economia Padoan, sono molto limitate. Si tratta di una scarsa disponibilità economica che costringerà a scegliere tra provvedimenti da attuare in maniera prioritaria rimandandone ancora altri. E tra questi dovrebbero certamente rientrare le importanti novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti senza penalità, ancora considerate troppo costose e che, secondo le ultime notizie, potrebbero essere riproposte solo in vista di prossime elezioni, considerando che si tratta di quei cambiamenti che permetterebbero a tutti i partiti di riconquistare fiducia e consensi e quindi voti. Lo stesso mese di settembre, insieme al Def, che tra conti e risorse economiche, svelerà la verità sulle eventuali novità per le pensioni concrete su cui potrà davvero puntare, è atteso decreto attuativo ufficiale sull’ape volontaria che, come riportano le ultime notizie, potrebbe prevedere diverse modifiche.

Ape volontaria, social, quota 41: requisiti e possibili modifiche in decreto

Il decreto per l’ape volontaria dovrebbe innanzitutto confermare la retroattività della stessa ape volontaria allo scorso primo maggio, tempo in cui come deciso dal precedente esecutivo avrebbe dovuto essere in vigore la stessa novità per le pensioni. Insieme all’ufficialità della retroattività, il decreto attuativo, stando alle ultime notizie, potrebbe prevedere diverse modifiche, per quanto riguarda l’ape volontaria relativamente a condizioni di accesso all’ape volontaria stessa per determinate categorie di persone considerate svantaggiate, come disoccupati, precoci e usurati che non abbiano maturato i requisiti di pensione necessari per la richiesta dell’ape social.

I requisiti necessari per la richiesta dell’ape volontaria prevedono l’aver raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017 e aver maturato almeno 20 anni di contributi. Chi deciderà di uscire prima con questa novità per le pensioni percepirà un anticipo con prestito da parte delle banche, che sarà erogato dall’Inps, e da restituire in 20 anni. Alla rata di rimborso del prestito dovrà essere applicato i tasso di interesse applicato dalle banche ma di cui, come confermano le ultime notizie, non si conosce ancora l’entità. Si sa che dovrebbe essere fisso e ma il costo della rata di rimborso con calcolo di tasso di interesse e polizza assicurativa obbligatoria da stipulare per copertura di costi in caso di premorienza del lavoratore che avesse deciso di andare in pensione prima non è ancora stato definito. E saranno proprio queste due condizioni a determinare se effettivamente converrà, o meno, lasciare la propria occupazione anzitempo di qualche anno.

L’ape social, a differenza, dell’ape volontaria, come la quota 41 ad essa collegata come ormai ben sappiamo, non prevede alcun costo e, nonostante il decreto attuativo relativo all’ape social sia stato reso noto già qualche mese fa, potrebbe essere modificata con ulteriore allargamento delle condizioni da essa previste anche per le donne. Stando a quanto riportano le ultime notizie, il governo sembrerebbe disposto ad inserire tra le categorie di persone che possono accedere all’ape social senza alcun costo, come disoccupati, usuranti e precoci anche le donne, riconoscendo loro, secondo le ipotesi, uno sconto contributivo tale da permettere il raggiungimento dei requisiti di pensione richiesti dall’ape social entro i tempi stabiliti.
Sottolineiamo che, stando a quanto definito, l’ape social permette di anticipare l’età pensionabile di tre anni, in particolare, a:

  1. disoccupati che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi, a condizione di aver esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. gli invalidi che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. gli usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività rientranti nella lista delle occupazioni faticose.

Possibili novità per le pensioni con i prossimi appuntamenti potrebbero arrivare anche in merito alla richiesta di revisione del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita, sistema che se non modificato porterà ad un ulteriore scatto dell’età pensionabile dal primo gennaio 2019, quando il requisito anagrafico per lasciare la propria occupazione passerà da 66 anni e sette mesi a 67 anni. Su questo punto, però, al momento, sembra vi siano divisioni all’interno di quelle stesse forze sociali che solo fino a qualche settimana fa si battevano in maniera decisamente unita perché le aspettative di vita venissero modificate. Parte delle forze sociali, infatti, sarebbe anche disposta a fare un passo indietro sulla richiesta di revisione delle aspettative di vita ma solo a fronte della definizione di ulteriori sistemi di uscita prima.







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