Pensioni bloccate e sospese se non vengono inviati documenti all'INPS. Ecco chi deve farlo

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Pensioni a rischio blocco e sospensione nel mese di febbraio: motivi e chi rischia. Cosa fare e chiarimenti

I titolari di pensioni minime, di invalidità, di accompagnamento e assegni sociali potrebbero non ricevere le loro pensioni a partire dalla fine di questo mese di febbraio a causa di un problema prettamente burocratico. Vediamo cosa succede e quali sono le regole da rispettare per evitare che la pensione venga bloccata o sospesa.

Pensioni bloccate e sospese se non vengono inviati documenti all'INPS

Le categorie di persone sopra riportate che percepiscono le relative pensioni hanno diritto all’erogazione degli assegni previdenziali solo se inviano nei tempi dovuti i modelli Red, ICRIC, ICLAV o Acc-As/Ps. Se, infatti, non inviano tali modelli o inviandoli in ritardo rischiano di incorrere nella sospensione della pensione.

Stando a quanto previsto, ogni anno i titolari di pensioni minime, di invalidità, di accompagnamento e assegni sociali dovrebbero inviare i relativi modelli nei tempi previsti per legge dall’Inps. Mail problema burocratico verificatosi è una ennesima beffa.

L’Inps, infatti, dovrebbe inviare la comunicazione agli interessati per ricordare la compilazione dei moduli dovuti, ma nel corso degli ultimi anni, ha diminuito fortemente il numero degli avvisi spediti e ora, in pratica, non invia più alcuna comunicazione per il modulo da compilare. Spetta ai pensionati ricordarsi di rispettare l’obbligo previsto.

Pensioni bloccate e sospese chi deve inviare documenti all'INPS

Per evitare, dunque, che le pensioni di febbraio vengano bloccate determinate catgeorie di pensionati devono inviare i moduli sopra citati. In particolare devono inviare i documenti:

  • pensionati che percepiscono pensioni minime;
  • chi percepisce pensioni di invalidità e di accompagnamento;
  • chi percepisce assegni sociali.

Tramite tali moduli devono dimostrare all’Inps di essere in possesso dei requisiti per ricevere uno degli assegni citati presentando apposita dichiarazione di responsabilità entro il 20 febbraio 2020.

I moduli sono disponibili online e per il loro invio basta accedere al sito Inps tramite proprio Pin Inps, Spid, carta nazionale dei servizi o carta d'identità elettronica, ma è anche possibile rivolgersi ai Caf per effettuare l’invio della documentazione prevista ed evitare che la pensione venga bloccata.

I moduli da inviare sono in realtà autocertificazioni e servono all'Inps per controllare i redditi dei cittadini titolari di prestazioni assistenziali e previdenziali ed essendo dichiarazioni sostitutive i pensionati che le inviano si assumono piena responsabilità dei dati dichiarati. Meglio, dunque, non dichiarare il falso e controllare che ogni dato inserito sia corretto per evitare che la dovuta pensione venga sospesa.

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