Pensioni, calcolo uscire prima di 5 mesi basta ora autocertificazione. E quota 100 pro e contro ipotesi

Regole per andare in pensione prima fino a cinque mesi: chi può farne richiesta e requisiti previsti per autocertificazione

Pensioni, calcolo uscire prima di 5 mesi

Pensioni 5 mesi prima calcolo autocetificazione


Il requisito pensionistico attualmente richiesto è di 66 anni e sette mesi, requisito destinato, tra l'altro, ad aumentare dal prossimo primo gennaio 2019 fino a 67 anni a meno di attuazione di novità per le pensioni effettive, come la quota 100 tanto annunciata in questi ultimi giorni, entro l'anno. E' possibile, tuttavia, ad oggi andare in pensione fino a cinque mesi prima rispetto al requisito anagrafico richiesto a condizione di presentare allo stesso tempo domanda di pensione e certificazione dell'attività svolta. Ma si tratta di una possibilità che non vale per tutti.

In pensione 5 mesi prima: come fare

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la norma di sconto del requisito pensionistico fino a cinque mesi per i pensionandi del biennio 2019-2020 interessa i lavoratori iscritti all'Inps (considerando tutte le gestioni previste) e che abbiano maturato almeno 30 di contributi. Ma, in particolare, possono andare in pensione prima di cinque mesi solo i lavoratori dipendenti che nei 10 anni precedenti la richiesta di pensione abbiano svolto almeno per 7 anni una delle occupazioni inquadrate come usuranti dal decreto del 5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e i lavoratori usuranti già inquadrati dal decreto del 2011.

Secondo quanto spiegato, ai fini pensionistici e dello sconto di cinque mesi sull'età di uscita è possibile presentare contestualmente domanda di pensione e autocertificazione dell'occupazione in cui si era impiegati direttamente all'Inps. Proprio nella domanda di pensione da presentare all'Inps, i lavoratori interessati troveranno uno specifico modulo di certificazione da far compilare al datore di lavoro che riporti i periodi di lavoro stesso svolti alle sue dipendenze, il relativo contratto di lavoro del dipendente con livello di inquadramento, mansioni svolte e codice Istat. Nel caso in cui si fosse impossibilitati a presentare l'appena descritta certificazione da parte del datore di lavoro, il lavoratore stesso potrà procedere alla compilazione di un'autocertificazione. Quanto riportato dal lavoratore sarà poi controllato dall'Istat sulla base dei dati in possesso dell'Istituto. E’, inoltre, possibile che un ulteriore controllo sia fatto da parte dell'Ispettorato nazionale del Lavoro per la verifica dei requisiti di impiego in una occupazione effettivamente usurante.

Pensioni: elenco occupazioni usuranti

Con l'entrata in vigore dell’Ape social per andare in pensione prima, alla lista delle occupazioni usuranti già note sono state aggiunte ulteriori categorie di lavoratori.
L’elenco rivisto dei lavori usuranti comprende:

  1. maestre d’asilo;
  2. infermiere e ostetriche;
  3. addetti all’assistenza di  persone non autosufficienti;
  4. operai edili o manutentori di edifici;
  5. operatori ecologici;
  6. addetti ai servizi di pulizia;
  7. addetti alla concia di pelli e pellicce;
  8. addetti spostamento merci e/o facchini;
  9. conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
  10. conducenti treni e personale viaggiante in genere;
  11. guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  12. lavoratori marittimi e pescatori;
  13. operai agricoli;
  14. operai siderurgici.

Le pensioni tornano nuovamente al centro della scene con il nuovo governo intenzionato a cambiare il sistema delle norme adesso in vigore. E se c'è un'ipotesi che sta adesso facendo discutere è quella dell'introduzione di quota 100. Si tratta della possibilità di ritirarsi a vita privata ovvero accedere al trattamento previdenziale al raggiungimento della somma 100 tra età anagrafica e anni di contribuzione versata. Il caso più frequente è quello dei 65 anni di età e dei 35 anni di contributi, ma anche 64 anni e 36 anni di contribuzione. Ricordando come non ci sia nulla di definitivo ovvero non è altro che uno dei cambiamenti del sistema delle pensioni adesso in discussione, resta da capire se la pensione anticipata prevista dal nuovo governo è un bene o un male. Se cioè può togliere il diritto a percepire altre pensioni agevolate o può ridurre l'assegno previdenziale e dunque rivelarsi economicamente poco conveniente.

Quota 100 conviene per andare in pensione?

Quando ci sono di mezzo cambiamenti nelle pensioni a dominare è sempre l'incertezza. Non è infatti mai chiaro se le modifiche porteranno vantaggi per tutti. Nel caso di quota 100, a sollevare perplessità preliminari sono anche coloro che sono prossimi alla maturazione dei requisiti per accedere alla pensione anticipata ordinaria, chi teme di subire penalizzazioni economiche nel calcolo della pensione ovvero di percepire un assegno più basso, chi non sa se con le novità prospettate saranno annullate le agevolazioni sulle pensioni, come quella di anzianità con le quote riservata agli addetti ai lavori usuranti. Per non dire chi ha aderito alla principale novità dello scorso anno ovvero l'Ape. Meglio allora fare chiarezza per capire se la pensione anticipata quota 100 può penalizzare.

Dal punto di vista numerico è facile capire che la pensione anticipata quota 100 sembra più vantaggiosa della pensione anticipata ordinaria. Da una parte la somma dell'età e degli anni di contributi del lavoratore deve essere almeno pari a 100. Dall'altra occorre maturare 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. Tanto per fare un esempio, se il lavoratore ha 62 anni di età, nel caso di introduzione di quota 100 potrebbe pensionarsi con 38 anni di contributi. E il tutto senza considerare che dal prossimo anno saranno necessari per la pensione ordinaria 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini in virtù del costante aumento delle aspettative di vita. Il punto centrale è però un altro: quota 100 non è un'alternativa alla pensione anticipata ordinaria bensì solo un'opzione in più.

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