Pensioni di cittadinanza, incontri in Parlamento. Cosa si è detto per modifiche regole e requisiti

Lo strumento di pensione di cittadinanza va di pari passo con il reddito e non è altro che uno strumento di sostegno per chi percepisce meno di 780 euro al mese.

Pensioni di cittadinanza, incontri in Pa

Pensioni di cittadinanza, a chi spetta


C'è un silenzio assordante intorno alla pensione di cittadinanza. Nonostante il governo abbia reso noti i dettagli del provvedimenti destinato a dare sollievo economico ai percettori della pensione minime e nonostante i nuovi incontri e confronti in parlamento, gli aspetti più critici di questa misura sono stati trascurati. Perfino i sindacati, storicamente attenti sia alle politiche del lavoro e sia alle novità per le pensioni, non si sono espressi pur avendone avuto l'occasione in sede di audizioni in commissione Lavoro in Senato. Eppure è davanti agli occhi di tutti che i requisiti per accedere alla pensione di cittadinanza siano così stringenti da lasciar fuori milioni di potenziali pensionati beneficiari.

Pensioni di cittadinanza, a chi spetta

Lo strumento di pensione di cittadinanza va di pari passo con il reddito e non è altro che uno strumento di sostegno al reddito per chi percepisce meno di 780 euro al mese. L'obiettivo è insomma integrare l'assegno previdenziale percepito affinché possa raggiungere questa soglia. Il punto è che per ottenere questa integrazione occorre esibire tre requisiti: l'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 9.360 euro, l'eventuale intestazione di una seconda casa di valore non superiore a 30.000 euro e un conto in banca inferiore a 6.000 euro. Insomma, bisogna dimostrare nei fatti di trovarsi una condizione di effettiva difficoltà, anche perché basta non possedere uno solo dei requisiti per non rientrare tra i beneficiari della pensione di cittadinanza.

Parlare insomma di aumento delle pensioni minime appare eccessivo perché il numero degli esclusi, che magari avrebbero effettivamente bisogno di questo agevolazione, è maggiore degli inclusi. Ma a sorprendere è soprattutto il silenzio che si è fatto e si continua a fare nelle audizioni in commissione Lavoro in Senato. Anche da parte dei sindacati che hanno affrontato altre questioni chiavi, come quota 100 o opzione donna, le aspettative di vita o la previsione di maggiore flessibilità per andare in pensione fino ad arrivare allo stesso reddito di cittadinanza. Ma della pensione di cittadinanza non ha fatto alcun cenno. Vale insomma la coincidenza di questo strumento con la povertà assoluta, ma solo secondo i requisiti stabiliti a suo tempo dall'Istituto di statistica.

Assegno minimo e pensione di cittadinanza

Ovvero chi ha un Isee inferiore a 9.360 euro, una seconda casa di valore non sopra i 30.000 euro, un conto in banca entro i 6.000 euro, nessuna barca né moto e solo utilitarie, residenza di 10 anni in Italia, di cui ultimi 2 consecutivi. Ma fino a che punto si tratta di una risposta soddisfacente ai reali bisogni dei pensionati che percepiscono l'assegno minimo? Senza contare delle difficoltà burocratiche perché occorre dotarsi dell'Isee e chi ce l'ha già lo deve aggiornare. Per compilare invece il modulo della pensione di cittadinanza sul sito Internet occorre invece richiedere prima lo Spid, l'identità digitale. Ma questa è un'altra storia.

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