Pensioni di reversibilità 2019 riduzioni per gli effetti della rivalutazione

di Marianna Quatraro pubblicato il

Come si calcola e quanto spetta quest’anno di pensione di reversibilità: importi modificati per rivalutazione delle pensioni

Pensioni di reversibilità 2019 riduzioni

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La pensione di reversibilità è la quota di pensione complessiva che spetta ad uno dei due coniugi superstiti al momento della scomparsa dell’altro. Si tratta di una prestazione di natura previdenziale e non assistenziale per cui sembrerebbero prospettarsi però brutte notizie. Stando alle ultime notizie, infatti, quest'anno si riduce l'importo della pensione di reversibilità per effetto della perequazione delle pensioni.

Pensioni di reversibilità 2019: riduzioni in arrivo

I limiti di reddito per avere la pensione di reversibilità, che viene solitamente erogata al 60% della pensione percepita dal defunto se il reddito del superstite non è superiore a tre volte il trattamento minimo, cambiano, infatti, ogni anno in base al trattamento minimo di pensione: nel 2019, il trattamento minimo è pari a 513,01 euro mensili e, come confermano le ultime notizie, la pensione ai superstiti si riduce se il beneficiario possiede anche altri redditi e in tal caso può variare dal 25% al 50%.

I limiti di reddito, infatti, sono stati aggiornati al 2019 per effetto della rivalutazione delle pensioni: essendo leggermente aumentati gli importi della pensione minima, i limiti di reddito per la pensione di reversibilità sono stati aggiornati. Quest’anno la pensione minima è stata aumentata dell’1,1% per effetto della rivalutazione e il trattamento minimo di 507 euro è diventato, come sopra accennato, 513,01 euro, e ciò significa che quest’anno il limite di reddito per beneficiare della pensione di reversibilità 2019 in misura piena è di 1.539,03euro. Chi supera questa soglia di reddito percepisce meno di pensione di reversibilità in base alle percentuali stabilite che sono:

  1. del 25% per redditi compresi tra tre e quattro volte il trattamento minimo, cioè tra 1.539,04 euro e 2.052,04 euro;
  2. del 40% per redditi compresi tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo, cioè tra 2.052,05 euro e 2.565,05 euro;
  3. del 50% per redditi superiori a cinque volte il trattamento minimo, cioè superiori a 2.565,05 euro.

I redditi da considerare per il calcolo della pensione di reversibilità da avere sono tutti quelli soggetti all’Irpef, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, mentre non rientrano nel calcolo i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Pensione di reversibilità: a chi spetta

La pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite, anche se separato e al coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile;    

  1. ai figli, sia che siano legittimi o legittimati, sia che siano adottivi o affiliati, o naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo;
  2. ai nipoti minori, equiparati ai figli, se a carico degli ascendenti (nonno o nonna) alla data di morte dei medesimi;
  3. ai genitori d'età non inferiore a 65 anni, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo, in mancanza di coniuge, figli e nipoti;
  4. a fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo, sempre se in mancanza di coniuge, figli e nipoti.

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