Pensioni e lavoro, patrimoniale in arrivo per Landini e Renzi. Ma con differenze per scopo e chi colpirà

di Marianna Quatraro pubblicato il

Torna d’attualità l’idea di una patrimoniale ma non solo sulle grandi ricchezze: le proposte di Landini e Renzi e differenze

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L’intenzione di una tassa patrimoniale torna ancora d’attualità: le ultime notizie confermano, infatti, che si torna a parlare di patrimoniale e a farlo sono il nuovo segretario della Cgil, Maurizio Landini, e l’ex premier Matteo Renzi. Tuttavia, il progetto di introduzione di una patrimoniale di entrambe le parti sarebbe da definire in maniera diversa e con scopi diversi. Quali sono e cosa dovrebbero prevedere le patrimoniali per Landini e Renzi?

La patrimoniale di Landini per lavoro e pensioni

All’indomani di una intervista rilasciata ieri dal segretario della Cgil Landini, è emersa chiaramente la sua intenzione di proporre una patrimoniale sia sui redditi e sulle grandi proprietà. Del resto, il segretario della Cgil ha confermato anche l’intenzione di definire una riforma fiscale che punti a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati, a combattere l’evasione fiscale, a lottare contro le ingiustizie e non attraverso l’introduzione di una flat tax come ha fatto e vuol fare l’attuale governo ma con l’introduzione di una tassazione progressiva sia sui redditi, sia sulle grandi proprietà e sulle grandi ricchezze. La filosofia, secondo Landini, sarebbe prendere più soldi dai ricchi e redistribuire la ricchezza. 

La patrimoniale di cui parla Landini, dunque, sarebbe solo limitata sulle grandi ricchezze e proprietà per cercare di ristabilire equilibrio sociale e rilanciare i diritti dei lavoratori, come il salario minimo, e le novità per le pensioni. Con particolare attenzione alle pensioni, Landini, pur d’accordo con la novità di quota 100, vorrebbe in realtà migliorarla con agevolazioni per lavoratori precoci e usuranti e disoccupati; definire sistemi di uscita prima per le donne andando oltre la misura sperimentale di opzione donna; definire la quota 41 per tutti senza alcun paletto. Ma per Landini la necessità sarebbe quella di una totale revisione dell’attuale riforma pensioni con un abbassamento dell’età pensionabile per tutti da 67 a 62 anni.

La patrimoniale di Renzi su pensioni e lavoro

Torna a parlare di patrimoniale anche Matteo Renzi. Se, però, per Landini la patrimoniale dovrebbe colpire solo le grandi ricchezze con lo scopo di ristabilire equità sociale cercando di cancellare le diseguaglianze e permettere anche il rilancio delle novità per le pensioni per superare davvero la Riforma Fornero, per Matteo Renzi la patrimoniale è una conseguenza del mal Governo attuale di Lega e M5S che, secondo una intervista rilasciata qualche giorno fa alla radio, dovrà risolvere i problemi economici attuali del nostro Paese,in modo particolare i circa 47 miliardi di clausole di salvaguardia per evitare l'aumento dell'iva, delle accise sulla benzina e altre tasse. E per farlo, secondo Renzi, il Governo attuale o chi sarà in carica dopo le elezioni europee, dovrà fare una patrimoniale anche sui ceti medi che percepiscono redditi sia dal lavoro che dalle pensioni, non bastando colpire le semplici grandi ricchezzze. Da ricordare che Renzi punta il dito sugli oltre 40 miliardi che sono un dato di fatto, ma occorre anche sottolineare che 23 miliardi sono stati lasciati dai precedenti Governi del Pd, mentre il resto è aumentato con questo Governo. Ma Renzi punta il dito ovviamente soprattutto su questo aumento frutto di scelte sbagliate, secondo lui, in modo particolare per le novità per le pensioni e reddito di cittadinanza..

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