Pensioni tagli alle pensioni d'oro non bastano per aumentare le minime e per quota 100 e quota 41

Tagliare le pensioni d’oro sopra i 4mila euro annui per aumentare le pensioni minime e finanziare il ritorno alle quote: stime e prime calcoli

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Tra le principali novità per le pensioni annunciate dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, insieme al ritorno alle quote con revisione dell'attuale legge Fornero e introduzione di novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41, c'è anche il taglio delle pensioni d'oro. Anche in questo caso, come per le altre novità per le pensioni che smonterebbero l'attuale riforme, non si tratta di una novità perchè l'attenzione dei pentastellati è stata sempre puntata sui vitalizi d'oro e sull'intenzione di una loro abolizione.

Pensioni: taglio pensioni d'oro per finanziare le minime

Il taglio delle pensioni d'oro, che, stando a quanto riportano le ultime notizie, dovrebbero in ogni caso essere quelle superiori ai 4. 5mila euro mensili, sarebbe un importante passo avanti della politica verso un sistema previdenziale più equo e sostenibile. Tagliare le ricche pensioni, infatti, non solo permetterebbe di ristabilire equità sociale ma anche di risparmiare soldi che, secondo quanto annunciato da Di Maio, potrebbero finanziarie le pensioni minime per renderle decisamente più dignitose. In un post apparso su Facebook ha chiaramente spiegato l’importanza di intervenire sulle pensioni d’oro citando l’esempio dell’estate appena iniziata, estate che vedrà tantissimi italiani rimanere a casa, in città, perché senza soldi per potersi permettere una vacanza fuori con tutta la famiglia, e pochi altri che invece trascorreranno vacanze da sogno grazie ad un pensione d’oro di migliaia e migliaia di euro, che in alcuni casi arriva a superare anche i 20.000 euro netti.

Per Di Maio si tratta di una forte ingiustizia soprattutto nei confronti di coloro che spesso fanno fatica ad arrivare a fine mese, con forti sacrifici anche sulla spesa per mangiare. Di Maio ha quindi spiegato che meritano pensioni d’oro coloro che nel corso della loro vita hanno lavorato tanto da versare alti contributi in maniera continuativa e che hanno diritto a riprendersi ciò che è effettivamente loro ma non chi guadagna 4, 5 mila euro derivanti non dai contributi versati da loro stessi. Effettuare questo taglio permetterebbe di aumentare le pensioni minime. Tuttavia, secondo alcuni esperti, il netto taglio delle pensioni d’oro porterebbe ad una raffica di ricorsi perché chi percepisce oggi 4mila euro non può improvvisamente ritrovarsi con 1.500 euro, per cui sarà bene studiare attentamente come tagliare le pensioni d’oro.

A fare eco a questa posizione, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, secondo cui è vero che taglio alle pensioni d’oro e introduzione di novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 sono tempi importanti da affrontare ma non più della questione lavoro che invece dovrebbe essere assolutamente prioritaria. Tuttavia, come sottolineato da Boccia, né il ministro Di Maio né il ministro Salvini ne parlano effettivamente dando priorità alle novità per le pensioni.

Pensioni: taglio pensioni d'oro per finanziare quota 100 e quota 41 e conti

Il taglio delle pensioni d’oro, secondo le ultime notizie, permetterebbe di avere soldi anche per finanziarie le novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 anche se per alcuni i soldi non basterebbero per l’introduzione di queste ultime novità e per l’aumento delle pensioni minime. Secondo le stime, infatti, per le novità per le pensioni di revisione delle attuali norme pensionistiche servirebbero circa 5 miliardi di euro all’anno, 15 complessivamente con le stesse novità per le pensioni a regime. Ma, secondo le ultime notizie, i conti non tornerebbero. Stando ai calcoli di alcuni esperti, infatti, se le pensioni d’oro da tagliare sono quelle di importo superiore ai 4mila euro al mese, al netto della perdita di gettito Irpef, il risultato sarebbe di poco meno di un miliardo di euro annuo risparmiato.

Redistribuendo questa somma per i 4,9 milioni di persone che percepiscono pensioni minime, l’aumento per questi trattamenti sarebbe di appena 17 euro al mese, molto irrisorio. Senza considerare che poi non vi sarebbero altri soldi da spendere per finanziare quota 100 e quota 41. Per avere le risorse economiche necessarie per la loro attuazione, ma anche per un cospicuo aumento delle pensioni minime, probabilmente bisognerà attuare ulteriori tagli o misure alternative in grado di rendere disponibili le coperture che servirebbero effettivamente.

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