Pensioni, grande protesta in Piazza in Francia contro riforma. E in Italia si tace

di Marianna Quatraro pubblicato il
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La Francia si prepara al giovedý nero in Piazza: si protesta contro la riforma delle pensioni che vorrebbe il presidente Macron. Nulla invece ancora in Italia

Le tensioni in Francia continuano e si continua a scendere in piazza per rivendicare i propri diritti: il popolo dei francesi da mesi ormai rappresenta una sorta di simbolo contro i poteri dei governi e delle riforme restrittive. Stando a quanto riportano le ultime notizie, la Francia e il governo di Macron si preparano ad una nuova ondata di poteste in piazza questa volta contro la riforma delle pensioni.

Sono bastate poche parole e pochi annunci da parte del presidente per scatenare nuove forti reazioni dal parte del popolo. Quali sono le novità pensioni annunciate in Francia? E nel frattempo in Italia cosa si fa?

Grande protesta in Francia per le pensioni, verso una nuova riforma

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nelle intenzioni del governo guidato dal presidente Macron vi sarebbe quella di rimettere mano alla riforma pensioni, anche se al momento non sono state messe a punto misure definitive, e anzi, sono decisamente molto vaghe e teoriche. Eppure sono bastate per scuotere gli animi dei francesi.

Le regole pensionistiche attualmente in vigore in Francia, potremmo dire, che sono decisamente molto buone. L’età per andare in pensione in Francia dovrebbe essere di 62 anni ma in realtà gli uomini escono in media a 60 anni e le donne a 67 anni per carriere discontinue e continui cambi di lavoro.

L’età pensionabile si attesta poi sui 62 anni per alcune categorie di lavoratori molto tutelate e arriva a 55 anni per dipendenti della metro e anche a 50 anni per altre categorie di lavoratori come macchinisti delle ferrovie statali, ma in generale sono ben 42 i regimi speciali che tutelano la pensione di diverse persone soprattutto del settore pubblico. Il tutto ‘condito’ da un calcolo della pensione finale tutto retributivo.

L’idea annunciata dal presidente Macron è quella di aumentare l’età pensionabile per tutti a 64 anni con un contestuale meccanismo a punti di incentivi e penalizzazioni per chi decide di andare in pensione dopo o prima il limite di età stabilito.

I pensionati hanno indetto un maxi sciopero a partire dal 5 dicembre per protestare contro la riforma delle pensioni. E il governo risponde all’annuncio dicendosi aperto al dialogo anche se, stando alle ultime notizie, al momento non sarebbero previste concessioni sul progetto di legge.
 
E così, mentre si profila il giovedì nero in Francia, il 5 dicembre, le trattative sulla riforma pensioni sembrano essere in realtà ferme: il presidente Macron continua a volere una revisione delle pensioni anche se mancano definizioni puntuali dei cambiamenti; i francesi non vogliono cambiamenti e la grande protesta in piazza, come accaduto già per altri questioni nei mesi scorsi, potrebbe far arenare qualsiasi ipotesi di novità previdenziale.
 

E in Italia tutto tace

Mentre in Francia si preparano a scendere in piazza contro una riforma delle pensioni che ai nostri occhi di italiani è ancora molto ‘morbida’ rispetto a quella già in vigore da noi, nel nostro Belpaese tutto tace eppure la rigidità continua ad essere forte, considerando l’età pensionabile a 67 anni per tutti, il calcolo della pensione finale con metodo contributivo e non retributivo, assenza di tutele per categorie di persone svantaggiate, usuranti, precoci e donne, mancanza di soluzioni per questioni gravose come quella degli esodati.

I sindacati hanno annunciato da poco, come confermano le ultime notizie, una settimana di mobilitazione per rilanciare sulla necessità e l’urgenza di determinate novità pensioni, da abbassamento dell’età pensionabile per tutti da 67 a 62 anni di età a misure specifiche per usuranti, precoci, disoccupati e donne, ma finora nulla è stato concretamente fatto.

E bisognerà vedere anche quale risonanza avrà la protesta sindacale. Bisognerebbe seguire l’esempio francese, dimostrando al governo la forza del popolo ogni volta che qualcosa non va, ogni volta che una legge, una riforma diventa insostenibile per il popolo stesso.

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