Pensioni immigrati fino a 17mila euro a testa per qualcuno. Ma la situazione è più intricata

Nel mirino di una parte della critica ci sono quei migranti a cui i contribuenti italiano pagano l'assegno di sostegno, anche sostanzioso, e che vanno via.

Pensioni immigrati fino a 17mila euro a

Incassano la pensione sociale e vanno via

Che sia per motivi demagogici o economici, ma il rapporto tra migranti e pensioni continua a essere oggetto di discussioni e di aspri confronti. Perché c'è chi li attacca duramente, anche alla luce dei recenti dati sulla pensione sociale riscossa e spedita nel Paese di origine con tanto di trasferimento non dichiarato per non perdere il diritto, e c'è chi invece ne sottolinea la centralità.

La loro presenza - come argomentato con tanto di numeri, grafici e tabelle dall'ex presidente dell'Inps Tito Boeri - sarebbe preziosa per coprire quei lavori che gli italiani non vogliono proprio fare e quindi per versare i contribuenti che serviranno a pagare le pensioni di tutti. La questione è insomma delicata e ogni episodio e ogni informazione che salta fuori viene utilizzata dall'una o dall'altra parte per sostenere le proprie ragioni.

Incassano la pensione sociale e vanno via, attacco ai migranti

Nel mirino di una parte della critica ci sono quei migranti a cui i contribuenti italiano pagano l'assegno di sostegno. Non lo ricevono in automatico, ma solo se in difficoltà economiche. Lo prevede il sistema del welfare italiano, ma come racconta il quotidiano La Verità, anche i numeri hanno importanza in un contesto economico come quello italiano che non può dirsi affatto fiorente. Per accedere all'assistenza occorre aver raggiunto 66 anni e 7 mesi di età, essere residente in Italia e avere il permesso di soggiorno da almeno 10 anni.

Ma con un limite: non può stare più di 30 giorni all'estero per non perdere il diritto a ricevere l'assegno di previdenza. Tuttavia solo pochi mesi fa sono stati sorpresi 182 stranieri tornati nel proprio Paese di origine che hanno continuato a ricevere 450 euro al mese per 13 volte all'anno e per quattro anni per un esborso totale per lo Stato di un milione di euro circa.

E così dalle 17.000 erogazioni del 2008 si sarebbe passato alle 94.000 del 2017. Complessivamente sono quasi 60.000 gli stranieri che ricevano una pensione assistenziale da parte dell'Italia, a cui sommare i circa 10.000 che incassano la pensione indennitaria per via di un infortunio sul lavoro e i circa 20.000 che percepiscono assegni di invalidità e vecchiaia.

La valanga dei numeri proposti dalla Verità si arricchisce con i circa 330 milioni di euro spesi dall'Italia per pagare la pensione agli stranieri anziani che non lavorano. Si tratta - fa presente il quotidiano - di quei migranti che hanno ottenuto la residenza con il ricongiungimento familiare e hanno raggiunto i 67 anni di età. A loro spetto infatti un sostegno economico pari a 5.880 euro all'anno. Una cifra che moltiplicata per il 17% degli stranieri che ha superato il tetto anagrafico restituisce la cifra di circa 330 milioni di euro.

Assegni di pensione fino a 17.000 euro, ecco perché

A chiudere il cerchio delle spese ci sono i migranti con pensioni fino a 17.000 euro l'anno. Sono oltre 6.000 quelli che cumulano più assegni di pensioni tra invalidità e assistenziale e tra invalidità e indennitaria mentre sono 78 quelli che hanno diritto alle pensioni assistenziale, d'invalidità e indennitaria. Il risultato è un assegno di 17.000 euro.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il