Pensioni in Francia, i sindacati annunciano protesta più forte pur con modifiche Governo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni in Francia, i sindacati annunci

Pensioni Francia sindacati annunciano protesta modifiche Governo

I sindacati verso proteste più forti e a oltranza: dietrofront sulle pensioni o si va avanti con gli scioperi. Non bastano le modifiche annunciate dal governo

Da Parigi a Lione, da Marsiglia a Rennes, le proteste in Francia di questi giorni contro la riforma delle pensioni annunciata dal presidente Emmanuel Macron non si fermano. E nonostante le concessioni dal governo, i francesi non ci stanno e i sindacati annunciato proteste ancora più forti e a oltranza se il governo non farà un totale passo indietro sulla riforma previdenziale.

Cosa prevede riforma pensioni annunciata da governo francese

Le forti proteste in Francia per le pensioni sono iniziate quando il presidente Macron ha annunciato di voler rivedere il sistema pensionistico francese per:

  • riorganizzare i ben 42 regimi pensionistici attualmente esistenti, 10 dei quali validi solo per i lavoratori dipendenti della SNCF, l’azienda ferroviaria statale;
  • aumentare l’età pensionabile portandola da 62 a 64 anni di età;
  • cancellare agevolazioni attualmente esistenti per molte categorie di lavoratori;
  • cambiare il sistema di calcolo della pensioni.

Stando a quanto previsto dal governo francese, anche Oltralpe, come già fatto in Italia con la riforma Fornero, il calcolo delle pensioni dovrebbe avvenire per tutti con calcolo degli effettivi contributi versati nel corso della propria vita lavorativa mentre i sistemi oggi in vigore nel Paese prevedono per molti lavoratori la possibilità di calcolare la pensione sulla base degli anni di contribuzione in cui hanno versato più soldi.

Del resto, stando a quanto riportano le ultime notizie, i pensionati francesi percepiscono in media ben il 61% del loro stipendio finale, cifra difficile da trovare in altri Paesi.

Esplodono proteste e sindacati annunciano proteste più forti

All’indomani dell’annuncio del governo di voler riformare il sistema pensionistico francese, i francesi non hanno esitato a scendere in piazza. Sono stati diversi e tanti gli scontri registrati in tutto il Paese, il trasporto pubblico si è fermato causando tantissimi disagi, diversi i fermi.

Nonostante le modifiche apportate dal governo alla prima idea delle novità pensioni per l'entrata in vigore delle nuove norme, che dovrebbero partire soltanto dalla generazione dei nati nel 1975, invece che per quelli classe 1963 come inizialmente previsto; nonostante il governo abbia rassicurato sul fatto che il sistema a punti sarà eguale per tutti e che il valore dei punti sarà indicizzato non sui prezzi ma sui salari, che crescono più velocemente in Francia; che a fine carriera tutti avranno una pensione minima di mille euro e che più ricchi pagheranno un contributo di solidarietà più alto rispetto a quanto attualmente previsto, i sindacati hanno annunciato uno sciopero più duro a oltranza.

La posizione dei sindacati è chiara: l’età pensionabile a 62 anni per andare in pensione non si tocca, ma il governo vuole portare l’età per andare in pensione a 64 anni nel 2027 per avere la pensione a tasso pieno, mentre chi deciderà di andare in pensione a 62 anni di età andrà in pensione senza tasso pieno, mentre se si andrà in pensione dopo i 64 anni, per esempio a 66 o 67 anni, si riceverà ancora di più.

Per i sindacati dal riformista Cfdt alla Cgt, parlando di età pensionabile da aumentare a 64 anni di età per tutti il governo ha oltrepassato la linea rossa fissa e le concessioni fatte sono delle prese in giro. Per evitare di andare incontro ai cambiamenti annunciati i sindacati hanno annunciato, come detto, scioperi e proteste sempre più dure.

Per porre fine alle proteste serve un dietrofront sulle novità pensioni, per cui ora la palla passa al presidente Macron: continuare la battaglia per riformare le pensioni ed essere sempre meno popolare o accondiscendere alle richieste dei sindacati rinunciato alla riforma principale del suo programma.

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