Pensioni in Italia, un sistema controllato dai burocrati per mantenere il loro potere a spese cittadini

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni in Italia, un sistema controlla

Pensioni e burocrati, sistema controllato

Il rischio concreto è di commettere il solito errore ovvero di rimanere ostaggi del potere dei burocrati e quindi della politica ostile alle novità per le pensioni.

In questa ultima settimana e negli ultimi giorni in particolare, si sono moltiplicate le proposte sulle novità per le pensioni. Il via è stato dato dal premier Conte e dalla volontà espressa di cambiare le parti più critiche della legge Fornero ovvero quelle che hanno provocato criticità anziché risolvere problemi.

Alcune delle idee di modifiche su cui è aperto il confronto potrebbero entrare in vigore già da quest'anno e si guarda con attenzione al primo faccia a faccia del 2020 tra il governo e i sindacati. La convocazione è stata fissata per lunedì 27 gennaio. Si tratta di una della prime riunioni dell'anno sulle pensioni ed è ragionevole credere che in questo contesto si esamineranno la varie questioni sul tappeto e gli spunti di riflessioni più interessanti.

Tra questi si segnala il ragionamento di Pietro Paganini, di formazione liberale, pubblicata dal sito online formiche.net, che apre uno spaccato inedito sul mondo previdenziale e le prospettive possibili. Vediamo allora in questo articolo

  • Pensioni e burocrati, sistema controllato
  • La volontà di mantenere il potere sulle pensioni

Pensioni e burocrati, sistema controllato

Innanzitutto ricordiamo che tra le varie attività di cui si occupa Pietro Paganini rientrano anche i compiti di segretario generale dell'Istituto Italiano Privacy, di professore aggiunto alla John Cabot University e di editorialista della Stampa. In sintesi, sono due le prese di posizione che rappresentano un inevitabile spunto di riflessione sulle novità per le pensioni e su cosa può (e deve cambiare nel 2020).

Innanzitutto Paganini spiega che il rischio concreto che si corre anche questa volta è di commettere il solito errore ovvero di rimanere ostaggi del potere dei burocrati e quindi della politica. Il cuore del problema ovvero della difficoltà a cambiare le pensioni in Italia - spiega - non sono le varie proposte di quota 100 o quota 102 - ma è l'apparato che protegge il sistema previdenziale.

Ecco dunque che si manca l'obiettivo finale per fare finta di accontentare i più anziani per ragioni elettorali e senza pensare a mettere in piedi un quadro di regole pensionistiche nel lungo periodo.

La volontà di mantenere il potere sulle pensioni

Ma come togliere potere ai burocrati e quindi costruire un sistema della pensione più efficiente e funzionante per tutti, giovani e anziani? Come fare a introdurre reali novità per le pensioni che vadano al di là dei provvedimenti di facciata, utili solo ad accontentare in maniera parziale una parte dei destinatari?

Secondo Paganini, la strada da percorrere è tecnicamente la capitalizzazione dei contributi dei lavoratori che andrebbero accumulati e e investiti nel mercato per poi restituirli ai contribuenti al momento della pensione.

In questo modo verrebbe raggiunto il doppio obiettivo per lo Stato di disporre della liquidità sufficiente per effettuare investimenti mirati, controllati e sicuri mentre i futuri pensionati potrebbero godere di un importo superiore rispetto a quello che andrebbero a riscuotere.

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