Pensioni integrative 2020, ecco quali sono. Tre tipologie

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni integrative 2020, ecco quali so

Pensioni integrative 2018 cosa servono

Quali sono le pensioni integrative nel 2020 che in Italia per legge si possono affiancare alle pensioni obbligatorie. E quando si possono richiedere i soldi maturati

Pensare al momento del pensionamento con un po’ di ansia da un punto di vista economico: c’è, infatti, chi teme che con la pensione non riuscirebbe a mantenere lo stesso stile di vita condotto durante gli anni lavorativi a causa di assegni finali che potrebbero essere troppo bassi. Per evitare che questo accada, considerando l’andamento del nostro sistema previdenziale che seppur solido, come spiegato dal suo presidente Boeri, non è particolarmente ‘ricco’, il consiglio che spesso si dà è quello di investire propri soldi nelle cosiddette pensioni integrative.

Pensioni integrative 2020, tre tipi. Ecco quali sono

Se i contributi versati all’Inps o in altre gestioni previdenziali, come le Casse private di avvocati, giornalisti, commercialisti, sono forme di contribuzione obbligatoria, e che insieme al Tfr (trattamento di fine rapporto), denaro che l'azienda mette da parte negli anni per il singolo lavoratore per poi erogarlo una volta chiuso il rapporto di lavoro, rappresentano la rendita mensile del lavoratore al termine della sua carriera professionale, le pensioni integrative rappresentano una forma di contribuzione volontaria.

Si può, dunque, scegliere di versarle o meno. Rappresentano una ulteriore forma di risparmio che rappresenterà poi una sorta di salvadanaio per permettere al lavoratore di percepire di più una volta in pensione. Le pensioni integrative 2020 sono solitamente costituite da fondi pensioni e i lavoratori dipendenti possono  scegliere di destinare al fondo pensione il proprio Tfr.

Esistono tre tipi di fondi pensione:

  • i fondi pensione aperti, cui può aderire qualsiasi lavoratore che sono gestiti da banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio;
  • i fondi pensione chiusi o negoziali, che nascono in base ad accordi tra organizzazioni imprenditoriali e sindacali e sono dedicati a specifiche categorie di lavoratori;
  • i PIP, piani di previdenza individuale (PIP) simili ai fondi pensione ma basati su polizze assicurative sulla vita.

Quando si investe in fondi pensione, il rendimento atteso è quanto i gestori del fondo si aspettano di poter guadagnare in base alla strategia di investimento scelta e chi aderisce ad un fondo pensione può scegliere la linea di investimento.

Pensioni integrative 2020, richiedere i soldi maturati

Le pensione integrativa è una forma di previdenza privata che al termine della vita lavorativa garantisce al lavoratore una rendita mensile al pari della pensione che gli verrà erogata dall’Inps o da una qualsiasi altra cassa previdenziale di appartenenza.

Le pensioni integrative 2020, a differenza, dunque, della pensione versata all’Inps o ad altre gestioni previdenziali, non sono obbligatorie ma complementari e prevedono un versamento mensile di una quota stabilita che nel tempo può anche variare, a seconda delle possibilità di chi le ha stipulate, e ciò che si percepirà alla fine dei versamenti sarà, chiaramente, direttamente proporzionale a quanto versato, più, dunque, si versa per le pensioni integrative più si riceverà una volta a riposo.

Sono diverse le soluzioni offerte per le pensioni integrative, adatte a tutti, e che partono da un versamento mensile di 50 euro. Una volta maturati i requisiti pensionistici per ricevere quanto versato per le pensioni integrative, bisognerà presentare domanda alla compagnia o alla banca prescelta.

E’ tuttavia possibile riscattare parte della somma versata prima del momento della pensione giustificandone il riscatto che solitamente prevede una determinata percentuale in base al motivo per cui si chiede il riscatto stesso della posizione. Investire nelle pensioni integrative è comunque conveniente non solo perché al termine della vita lavorativa permettono di ricevere più soldi mensilmente ma anche perché prevedono buoni rendimenti e hanno una tassazione dell’11%, inferiore dunque rispetto a quella del 12,50% prevista per altre forme di investimento, e se in un determinato momento si è in difficoltà per i versamenti possono essere bloccati e comunque il denaro precedentemente investito resta lì dov’è.


 

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: