Pensioni invalidità 2019 e disabili emendamenti e modifiche attese in Parlamento dopo pubblicato decreto Gazzetta Ufficiale

Nessuna misura specifica per pensioni di invalidità e disabili nel decreto pensioni ufficiali: attesi nuovi emendamenti in iter parlamentare.

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Il decreto pensioni ufficialmente approvato dal Consiglio dei Ministri epubblicato in Gazzetta ufficiale non prevede nessuna misura specifica per pensioni di invalidità e disabili: nulla per gli aumenti ad hoc per le pensioni, nulla per aumenti di fondi per la disabilità. E si tratta di una situazione che però non sembra essere chiusa: ulteriori novità, infatti, si attendono nel corso dell’iter in Parlamento dello stesso decreto con la presentazione di nuovi emendamenti. Il vicepremier Salvini punta e ulteriori misure e alcuni esponenti del governo, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbero già a lavoro su modifiche per aumentare i fondi per i disabili e per le pensioni di invalidità 2019.

Pensioni di invalidità 2019: nuove emendamenti come unica speranza di cambiamenti

Le ultime notizie confermano come eventuali nuovi emendamenti al decreto pensioni approvato dal CdM la scorsa settimana e ier in Gazzetta Ufficiale possano essere l’effettiva unica speranza di cambiamenti e miglioramenti per pensioni di invalidità 2019 e disabili. Il decreto, infatti, non prevede aumenti degli assegni da 285 euro mensili e per pensione di cittadinanza per invalidi e disabili sono previsti gli stessi requisiti richiesti a tutti gli altri cittadini. L’unica agevolazione stabilita per queste categorie di persone è la possibilità di avere un patrimonio mobiliare che può essere aumentato di 5mila euro (rispetto alla soglia dei 6mila richiesta) per ogni componente disabile presente nel nucleo familiare. Per avere, infatti, reddito o pensione di cittadinanza, tra i requisiti richiesti vi è quello di avere un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro; che aumentano di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro; e di 5mila euro per ogni componente con disabilità.

Inoltre, per invalidi e disabili è prevista anche la stessa soglia di Isee a 9.360 euro per accedere ai benefici. Nessuna agevolazione nemmeno in tal senso e anzi: stando alle ultime notizie, nel calcolo del reddito dei disabili rientrerebbe anche l’assegno di invalidità da 285 euro e ciò significa che per una famiglia con figlio disabile a reddito zero sarà considerato un reddito di 3.420 euro, che sarebbe il totale annuo del sussidio, che, ovviamente, costerà alla famiglia stessa una riduzione del beneficio in termini di soldi.

Scatenate le associazioni, in forte protesta per le mancate misure dal governo per gli invalidi: per Vincenzo Falabella, presidente della Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap, il non aver fatto nulla per pensioni di invalidità e disabili significa non voler migliorare davvero la situazione economica italiana, considerando che se si parla di lotta alla povertà, la disabilità è il primo elemento di impoverimento economico e nulla è stato fatto. L’unica reale speranza di cambiamento in tal senso è che vengano proposti ma soprattutto approvati nuovi emendamenti ad hoc per il decreto pensioni altrimenti nulla ancora cambierà.

Pensioni disabili: nulla di fatto e ultime denunce

Nulla di fatto, dunque, al momento per quanto riguarda aumenti di pensioni di invalidità e nuove misure per disabili, mentre la speranza è che fino alla conclusione dell’iter del parlamentare del decreto pensioni qualcosa possa cambiare e si tratta di una situazione che, alla luce delle ultime notizie, sembra diventata quasi obbligatoria da affrontare. Invadili e disabili rappresentano categorie di persone bisognose di aiuti, che devono percepire sostegni dallo Stato, considerando i costi spesso elevati che devono sostenere per una migliore qualità della vita. Ma si tratta di condizioni spesso dimenticate e proprio queste dimenticanze hanno spinto il giornalista Iacopo Melio a inviare una lettera aperta a La Repubblica nella quale ha chiaramente sottolineato come la nuova Legge di Bilancio 2019 non preveda in realtà alcun miglioramento per i disabili.

Non è, infatti, previsto nulla per la pensioni di cittadinanza e le misure assistenziali per invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi; nulla per la scuola, per cui le risorse stanziate di 3,49 miliardi nel 2019 per l’istruzione di primo ciclo e di 1,45 miliardi per l’istruzione di secondo ciclo si ridurranno fino di un miliardo nel 2021; e per il Fondo non autosufficienze, la dotazione che dovrebbe essere di almeno un miliardo al momento è di ‘appena’ 450 milioni di euro, che saliranno a 573 milioni nel 2019, 571 nel 2020 e 569 nel 2021. Risorse comunque insufficienti per soddisfare tutti.

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