Pensioni italiane e classifica migliori sistemi pensionistici mondiali. Ecco dove siamo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni italiane e classifica migliori

Pensioni italiane classifica migliori sistemi mondiali

Sono i Paesi del Nord Europa ad avere i migliori sistemi pensionistici del mondo insieme all’Australia: la situazione delle pensioni italiane

Italia solo al 27esimo posto della classifica dei migliori sistemi pensionistici mondiali. Meglio di noi fanno Perù, Colombia, Polonia, Sud Africa. I sistemi pensionistici mondiali sono stati studiati e analizzati secondo criteri specifici e ciò che ne è emerso è che al di là dei Paesi del Nord Europa, per tutti gli altri ci sarebbero decisi margini di miglioramento. Vediamo qual è la classifica dei migliori sistemi pensionistici mondiali e la situazione delle pensioni italiane.

  • Classifica del migliori sistemi pensionistici mondiali
  • Criteri per classifica sistemi pensionistici mondiali
  • Sistema pensionistico ideale

Classifica dei migliori sistemi pensionistici mondiali

Stando a quanto emerso dalla pubblicazione del Melbourne Mercer Global Pensions Index, i Paesi del Nord Europa vantano i migliori sistemi pensionistici del mondo con l’Australia ad accompagnarli. In testa alla Classifica vi sono, infatti, i Paesi Bassi, seguiti al secondo e terzo posto da Danimarca e Australia e a seguire, nella top ten, da:

  • Finlandia;
  • Svezia;
  • Norvegia;
  • Singapore;
  • Nuova Zelanda;
  • Canada;
  • Cile.

In questa classifica, l’Italia si posizione al 27esimo posto su 37 Paesi analizzati. Un risultato che ci fa chiaramente capire come sicurezza e adeguatezza delle pensioni non siano sentite nel nostro Paese come in quelli del Nord Europa per esempio.

Criteri per classifica sistemi pensionistici mondiali

I criteri che, infatti, sono stati presi in considerazione per analizzare i diversi sistemi pensionistici mondiali al fine di capire quali fossero i migliori sono:

  • Adeguatezza, cioè il livello delle prestazioni erogate per la media dei lavoratori, che per l’Italia è soddisfacente tanto da arrivare a comparare il nostro Paese ai primi in classifica;
  • Sostenibilità, che comprende voci come percentuale di adesione a fondi pensione e di previdenza complementare, aspetti demografici ed elementi come contribuzione e debito pubblico, parametro per cui l’Italia ha avuto un risultato bassissimo evidenziando in maniera piuttosto chiara la debolezza del nostro sistema pensionistico tanto da mettere a rischio, per il futuro, anche l’adeguatezza;
  • Integrità, che comprende elementi di normativa e gestione del rischio pensionistico e il livello di fiducia che i cittadini hanno nel sistema pensionistico del proprio Paese, e anche per questo parametro l’Italia ha raggiunto un buon valore.

In Italia, come ben spiegato ma anche ben noto, sono ancora pochissimi coloro che aderiscono a fondi pensione o a fondi di previdenza complementare soprattutto se rapportati ai lavoratori degli altri Paesi presi in considerazione dalla ricerca e non solo.

Secondo Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia, ciò che serve è la revisione delle riforme delle pensioni attuali e non solo in Italia per cercare un nuovo equilibrio, sia per le generazioni future, che al momento non hanno prospettive di un futuro previdenziale certo, sia per le generazioni anziane, che potrebbero contribuire al benessere più ampio del Paese, sempre considerando che i sistemi pensionistici sono strettamente collegati al tema dell’occupazione, soprattutto giovanile.

Qual è il sistema pensionistico ideale

La stessa ricerca che ha analizzato i diversi sistemi pensionistici mondiali, alla luce dei criteri considerati, ha anche tracciato il profilo del sistema pensionistico ideale che per essere tale dovrebbe:

  • avere almeno il 70% della popolazione in età lavorativa che aderisce a piani pensionistici privati;
  • prevedere una pensione minima in percentuale ragionevole rispetto allo stipendio medio della popolazione attiva;
  • avere un tasso di partecipazione alla forza lavoro dei senior (55-64 anni) pari ad almeno il 70% tra i cittadini della fascia d’età;
  • avere un tasso di sostituzione della pensione di almeno il 65%, al netto delle imposte rispetto al reddito medio;
  • avere una quota di almeno il 60% del risparmio pensionistico erogata sotto forma di rendita;
  • avere il totale degli attivi raccolti dai fondi pensione per finanziare future passività pensionistiche superiore al 100% del valore del Pil;
  • proporre Fondi Pensione trasparenti nei confronti sia degli aderenti che della comunità finanziaria nel suo complesso.
     

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