Pensioni, la metà di chi la prende non ha mai pagato i contributi. Il paradosso italiano

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Metà dei pensionati percepisce la pensione senza aver mai pagato contributi: penalizzato chi invece ha sempre versato contributi nella sua vita lavorativa

La metà dei pensionati italiani che percepiscono una pensione non ha mai pagato i contributi: è quanto emerge dal settimo Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano realizzato dal Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali che precisa inoltre: più che di pensioni vere e proprie si tratta di benefici assistenziali erogati e anche esenti da imposte. E’ il nuovo paradosso tutto italiano legato alle pensioni.

Pensioni metà di chi la prende non ha mai pagato i contributi

Stando a quanto riportato dall’esperto di previdenza Alberto Brambilla su Il Corriere della Sera, sono complessivamente 16 milioni i pensionati italiani e la metà di loro assistita dallo Stato, parzialmente o del tutto.

La metà dei pensionati italiani, come si vede dai numeri, percepisce pensioni inferiori ai mille euro, ma senza aver mai pagato i dovuti contributi, un vero e proprio paradosso soprattutto nell’era in cui le pensioni sono risultato solo dei contributi che si versano durate la propria carriera lavorativa, quasi sconosciuti al Fisco e che ad un certo punto si palesano chiedendo misure assistenziali.

Dei 16 milioni di pensionati citati, in particolare:

  • quasi 800mila pensionati (5,12%) usufruiscono della pensione o assegno sociale, il che significa che fino a 66 anni non hanno mai versato contributi sociali né pagato imposte dirette e a cui lo Stato paga, secondo la regola di aiuto ai più deboli, per un Isee troppo basso e senza fare troppe domande;
  • 800mila pensionati (5,12%) ricevono la maggiorazione sociale, un assegno da 630 euro al mese per 13 mesi, e che per 66 anni non hanno mai pagato tasse e contributi;
  • 160mila (1%) sono coloro che percepiscono le pensioni di guerra (riferite al conflitto conclusosi nel 1945);
  • 2,9 milioni di pensionati (18,2%) percepiscono l'integrazione al minimo, un assegno da 513 euro al mese, per ex lavoratori parzialmente che in 67 anni di vita non hanno pagato quasi per nulla i dovuti contributi, e anche in questo caso lo Stato paga per un Isee troppo basso e senza fare troppe domande;
  • circa 2,4 milioni di pensionati percepiscono anche la quattordicesima mensilità, insieme ad altre prestazioni assistenziali come maggiorazione sociale o assegno sociale;
  • 2.743.988 persone percepiscono prestazioni di invalidità civile (17%), di cui 582.730 hanno solo la pensione di invalidità, 1.764.164 hanno solo l’indennità di accompagnamento e 397.094 hanno entrambe le prestazioni, numeri a cui si aggiungono circa 1,158 milioni di invalidi previdenziali Inps (7,2%) e le 716 mila prestazioni Inail per inabilità o invalidità da infortuni sul lavoro.

I numeri sono impietosi e rappresentano anche chiaramente come sia elevata la spesa assistenziale in Italia. Le prestazioni appena riportate, infatti, non sono vere e proprie pensioni ma benefici assistenziali che non sono nemmeno soggette al pagamento di imposte.

Pensionati che pagano regolarmente contributi penalizzati

Se, dunque, la metà dei pensionati percepisce prestazioni senza aver mai versato contributi, come ogni paradosso, chi invece ha sempre versato i contributi previdenziali nel corso della sua vita lavorativa e percepisce ora hanno un assegno medio o medio alto risulta penalizzato, sia perché si tratta di assegno che da tempo non vengono rivalutati come dovrebbero, sia perché l’Irpef che non pesa sulle prestazioni assistenziali di cui sopra grava proprio sul 40% dei pensionati che prendono più di 1.200 euro al mese e sul 24,7% che prendono oltre 2mila euro.

Ancora una volta, dunque, ciò che emerge da questi dati sulle pensioni degli italiani non è nulla di confortante: perché dopo una vita di lavoro, e di sacrifici, bisogna essere penalizzati rispetto a chi in tanti anni non si è mai preoccupato di crearsi un futuro previdenziale, ha evitato di versare contributi, ben sapendo che tanto dallo Stato avrebbe ottenuto qualcosa? Ed effettivamente così è: per avere le prestazioni assistenziali sopra riportate che percepiscono la metà dei pensionati basta un Isee basso

Non una domanda sul perché in 60 anni non sono stati versati contributi per la pensione, non una verifica, non un controllo. E i conti Inps schizzano.

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