Pensioni novità Ape Social, Quota 41 bloccate, Ape Volontaria accordi fondamentali non si trovano

Mancano gli accordi sulle novità per le pensioni e si bloccano ancora ape volontaria, ape social e quota 41: ultime notizie e situazione

Pensioni novità Ape Social, Quota 41 blo

Pensioni novità Ape accordi fondamentali lontani


Dopo la presentazione del nuovo Def e in attesa della presentazione della nuova manovra finanziaria, in programma mercoledì 4 ottobre, non sembrano prospettarsi al momento novità per le pensioni: in occasione della presentazione del nuovo Def, infatti, non è stato fatto alcun riferimento a miglioramenti per ape volontaria e ape social e quota 41, né tanto meno per la revisione delle aspettative di vita che continua a dividere fortemente sia l’esecutivo stesso che esecutivo e forze sociali. I motivi del nulla di fatto, al momento, per le novità per le pensioni sono i costi elevati che secondo le stime richiederebbero novità per le pensioni, tra i circa 1,2 miliardi di euro necessari per i primi tre anni di ape social per le donne per arrivare ai 2,5 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, e i circa 5 miliardi di euro per la revisione delle aspettative di vita tra il 2019 e il 2020.

Altro motivo per cui, però, le novità per le pensioni di ape social e quota 41 e per l’ape volontaria sarebbero bloccate è quello relativo alla mancanza di accordi fondamentali. Non si riescono a trovare, infatti, accordi e compromessi fondamentali per l’attuazione delle richieste novità per le pensioni. E la necessità dovrebbe essere quella dimettere d’accordo tanto esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, quanto i diversi esponenti stessi dell’esecutivo, fortemente divisi su alcune questioni, prima tra tutte la revisione del sistema delle aspettative di vita.

Novità per le pensioni per ape social e quota 41 bloccate

Le ultime notizie confermano che le novità per le pensioni richieste per ape social e quota 41 sono essenzialmente due:

  1. miglioramento delle condizioni di accesso ad ape social e quota 41 anche per coloro che sono rimasti senza occupazione per fine contratto;
  2. novità per le pensioni di ape social per le donne.

Tutto in tal senso è ancora bloccato innanzitutto perché non è stata quantificata esattamente la cifra che servirebbe per la sua attuazione che, secondo le stime dovrebbe essere comprese tra un miliardo e 1,2 miliardi di euro, e in secondo luogo perché c’è una differenza di posizioni tra proposta dell’esecutivo in merito e proposta delle forze sociali, con il primo che ha proposto uno sconto contributivo per l’accesso alla pensone anticipata con l'ape social da parte delle donne di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni per quattro figli, e le seconde che hanno rilanciato sull’aumento dello sconto contributivo da sei mesi a 12 mesi, per un sconto complessivo di tre anni sui contributi necessari per le donne per andare in pensione prima con l’ape social.

E in tal caso il requisito contributivo scenderebbe da 30 a 27 anni. Hanno rilanciato sulla necessità di novità per le pensioni per le donne da inserire assolutamente nella prossima manovra finanziaria anche presidente della Commissione Bilancio e Movimento democratico progressista che bloccato il nuovo Def proprio in riferimento a mancanze per quanto riguarda le novità per le pensioni ma anche per l’occupazione.

Novità per le pensioni per ape volontaria bloccata senza accordi

Sarebbero ancora bloccate le novità per le pensioni anche per l’ape volontaria per mancanza di accordi sulle precise entità dei tassi di interesse che le banche dovranno applicare al calcolo della rata di rimborso del prestito pensionistico che coloro che decideranno di andare in pensione prima con l’ape volontaria riceveranno direttamente dalle stesse banche ma tramite Inps. Si tratta di un elemento fondamentale di cui esecutivo e associazione delle banche da tempo discutono ma sul quale mancano ancora conferme ufficiali.

Ed è importante la sua definizione, considerando che proprio il tasso di interesse da calcolare sarà il punto cruciale che definirà la convenienza o meno della pensione anticipata solo di qualche anno con l’ape volontaria. Se, infatti, il tasso fosse elevato, contribuendo pertanto a rendere la rata di rimborso altrettanto elevata, al lavoratore non converrebbe anticipare la pensione di qualche anno soltanto a fronte di penalizzazioni alte sulla pensione finale. Meglio, dunque, sarebbe continuare a lavorare ancora, seppur con sacrificio, ma con la certezza di godere della piena pensione al termine di una vita intera di impegno, lavoro e sacrifici. Ma sull’ape volontaria stessa mancano accordi anche tra i diversi schieramenti, con alcuni, come i pentastellati, che continuano a ribadire l’inutilità di questa novità per le pensioni, valida solo per pochi, che favorisce solo le banche e non prevede alcun reale privilegio per coloro che vogliono lasciare anzitempo la propria occupazione. Dello stesso parere anche la Lega che, come ben sappiamo, vorrebbe una totale revisione dell’attuale sistema. Ma la strada in tal senso è ancora decisamente lunga da percorrere.







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