Pensioni novitÓ Ape Volontaria, Quota 41, Ape Social, Pensioni Donna i budget spariti

Occorrono 5 miliardi di euro per finanziare le novitÓ per le pensioni pi¨ ardite. I soldi non ci sono nonostante l'esecutivo sembrava aver assicurato il suo stanziamento.

Pensioni novitÓ Ape Volontaria, Quota 41

Pensioni: spariti 5 miliardi per le novitÓ


Il quadro delle pensioni in Italia diventa pericolosamente nebuloso. Dopo un interno anno trascorso a cercare la quadra intorno agli strumenti adottati ovvero Ape volontaria e Ape social da una parte e quota 41 e opzione donna dall'altro, quel naturale completamento dei provvedimenti in vigore sembra destinato a saltare. O meglio, in vista della manovra di fine anno, il rischio che non si andrà al di là di qualche correzione marginale è forte ed evidente. E la ragione è sempre la solita: l'assenza di coperture per finanziare le buone intenzioni. Con un'aggravante: il budget promesso o comunque lasciato paventare per finanziare le novità per le pensioni potrebbe improvvisamente sparire. Quei circa cinque miliardi di euro che servirebbero per bloccare le aspettative di vita e prevedere condizioni di favore per le donne potrebbero non essere mai tirati fuori.

Pensioni: spariti 5 miliardi per le novità

C'è un problema di coperture per sostenere ulteriori interventi sulle pensioni. Le novità costano e l'esecutivo sembra per ora più interessato a tagliare che a finanziare. Anche e soprattutto perché i provvedimenti su cui si sta ragionando sono piuttosto costosi. Su tutti il blocco dell'età pensionabile, portata sempre più in su biennio dopo biennio fino alla totale parità tra uomo e donna. Due sono gli elementi da tenere in considerazione.

  1. Fino a fine 2018 l'età di pensionamento di vecchiaia è fissata a 66 anni e 7 mesi. Sulla base delle nuove stime Istat sulla speranza di vita a 65 anni il requisito dovrebbe essere ritoccato di 5 mesi, a 67 anni, dal 2019. Il successivo adeguamento scatterebbe nel 2021.
  2. Dal 2019 torna in vigore il meccanismo di indicizzazione delle pensioni vigenti all'inflazione per tutti gli scaglioni. La misura è già prevista nei tendenziali ed è stata confermata nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. La maggiore spesa dovrebbe aggirarsi attorno a 1,6 miliardi di euro.

Porre un freno costa però fino a 5 miliardi di euro in due anni. Il solo sconto di un anno per figlio alle donne con tetto a 3 anni vale 1,2 miliardi di euro. Difficile per l'esecutivo accontentare queste richieste. Si tratta di importi piuttosto elevati, ma che stanno alla controparte di Palazzo Chigi, erano già stati destinati alle pensioni, per poi dirottarli altrove.

Quali novità per le pensioni

Stando a quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, il governo aveva assicurato di investire 5 miliardi di euro per la previdenza, ma questa cifra sarebbe stata spesa per finanziare i buchi di bilancio. Tutto legittimo sul piano formale, un po' meno sul quello politico e delle relazione sindacali. Da qui la reiterata richiesta di tornare agli accordi originari ovvero di adeguare la spesa per le pensioni allo stesso livello delle altre democrazie europee. Perché è proprio questa una delle ragioni per cui, secondo le organizzazioni sindacali, si fa facile demagogia. L'idea di pensare che la spesa per le pensioni in Italia sia più alta rispetto a quella degli altri Paesi non troverebbe alcun fondamento, come emerge dai bilanci pubblici di Francia e Germania, solo per citarne due.

La partita è insomma aperta con i sindacati che non intendono mollare finché hanno la possibilità ovvero fino a che la manovra non sarà definitivamente pronta per la sua approvazione. Sperare che spuntino fuori 5 miliardi di euro o comunque una cifra vicino a questo importo sembra comunque una ipotesi difficilmente materializzabile. Più facile sperare in pochi aggiustamenti alle misure adesso in vigore.