Pensioni, novità certe non ci sono neppure con elezioni prossime da analisti

Dal trasformismo alle stelle al grande centro che ingloba tutto e per tutti: non è di certo lo scenario migliore per le novità per le pensioni che hanno bisogno di maggiore chiarezza e di una linea ferma.

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C'è chi parla di involuzione perché mai come adesso il tasso di cambio casacca è così elevato. E mai come adesso la tendenza a guardare verso un centro che fagocita tutto e non è mai chiaro fino in fondo sulle novità per le pensioni e su cosa fare è chiara ed evidente. Ecco allora che nelle ultime notizie pensioni non si prospetta un grande futuro.

Trasformismo che fa male alle novità per le pensioni

C'è una tendenza che getta nello sconforto i cittadini e gli osservatori ed è il continuo passaggio di rappresentanti da uno schieramento all'altro che, soprattutto a ridosso delle urne, trova un'accelerazione sorprendente. Nulla di illegale intendiamoci, perché la Carta sancisce l'azione senza vincolo di mandato. E poi si tratta di un fenomeno che esiste da tempo. Tuttavia, mai come questa volta il tasso di trasformismo ha fatto registrare quote così elevate. E le conseguenze, si badi bene, si riflettono nella stessa azione degli esecutivi, incluse le titubanze e i continui ripensamenti sulle novità per le pensioni e su altre disposizioni strategiche. Cosa fare? Secondo l'editorialista Antonio Polito, sia la maggioranza e sia il mondo che fa riferimento al Cavaliere dovrebbero lanciare un segnale forte ovvero impedirne l'ingresso. Solo in questo modo passeranno dalle parole ai fatti, dalle condanne a chi cambia schieramenti alla reale volontà di rifiutare le preferenze. In questo modo è l'intero sistema a beneficiarne e gli stessi provvedimenti tanto attesi, tra cui le novità per le pensioni, sarebbero incanalati in un percorso più sano e chiaro.

Alto rischio di frazionamento permane e cresce

La tendenza al frazionamento in cui i rappresentanti di centro vogliono avere un ruolo di primo piano nel decretare il potere di vita e di morte degli esecutivi di qualsiasi colore essi siano è evidente dalle recenti posizioni di Fabrizio Cicchitto, esponente di Alternativa Popolare. Dichiarandosi equidistante sia dal centrodestra e sia dal centrosinistra, mette sul piatto tutti i consensi che sarebbe in grado di raccogliere e in qualche modo si offre al miglior offerente. Di certo non si tratta di uno scenario auspicabile per le novità per le pensioni, pensando ad esempio ai rallentamenti e ai limiti nell'azione che ha caratterizzato l'azione degli ultimi esecutivi. Cicchitto sottolinea come la formazione di una grande alleanza di centro abbia senso solo se non vada in continuità né con la maggioranza e né con il centrodestra, ma occorre fare i conti con i numeri. Senza un'adeguata rappresentanza, la capacità di agire in autonomia viene di fatto annullata. L'esponente di Alternativa Popolare ci crede e invita all'aggregazione di tutte le alternative moderate su un progetto più ampio che comprende anche le novità per le pensioni e vada nel segno dell'innovazione.

Un ritorno al passato che preoccupa nelle ultime notizie

Passi indietro lungo il percorso del rinnovamento. Per la giornalista Federica Fantozzi, quello che si sta prospettando nello scenario nazionale è il ritorno del vecchio, di quel grande centro che tutto assorbe e in cui vale tutto e il contrario di tutto. E se perfino il segretario della maggioranza, colui che si proponeva come la grande novità, e il Cavaliere, fino a questo momento alleato con schieramenti di destra o di centrodestra, puntano verso il centro, significa che la tendenza è proprio questa. Il problema è però un altro: non si tratta altro che la riproposizione di modelli vetusti, personaggi che sembravano definitivamente caduti nel dimenticatoio e modi di fare che mal si concilierebbero con i tempi attuali. Sulle novità per le pensioni, ad esempio, occorrerebbero idee chiare e soprattutto la capacità di agire con rapidità. Si tratta comunque di un travestimento perché la mera riproposizione è di fatto impossibile per assenza di radicamento sul territorio, di capacità di rappresentare e di organizzazione. Se questo è lo scenario auspicabile per il nostro Paese e il suo bisogno di novità per le pensioni è tutto da dimostrare.