Pensioni novità, flop ulteriore confermato e certificato

Ulteriore flop per la staffetta per andare in pensione prima e prospettive di altri fallimenti per ulteriori novità per le pensioni

Pensioni novità, flop ulteriore conferma

Pensioni novità certificato ulteriore flop


Quando si affrontano le novità per le pensioni, non mancano mai, purtroppo, le delusioni e i flop e dati alla mano ecco riconfermarsi (visto che già c'era stato) l'ulteriore flop della staffetta come sistema di uscita anticipata

Cronaca di un flop annunciato: secondo quanto riportato dalle ultime notizie, sarebbero state sono 121 le domande presentate all'Inps per andare in pensione prima con la staffetta, sistema di uscita anticipata introdotta in via sperimentale nel 2016 valida per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del settore privato ma che era già stata annunciata dallo stesso presidente dell’Inps come una fallimentare novità per le pensioni. Ed effettivamente tale si è rivelata.

Cosa prevede la staffetta generazionale e per chi vale

Ancora in vigore per tutto il 2018, sia per uomini che per donne, la staffetta generazionale è un meccanismo che prevede per lavoratori e lavoratici del settore privato la possibilità di passare dall’impiego a tempo pieno all’impiego a orario ridotto, riducendo l'orario di lavoro del 40-60%, e accettando una conseguente riduzione dello stipendio mensile, mentre i contributi previdenziali continuerebbero ad essere versati regolarmente. Ai fini del calcolo contributivo per la pensione, dunque, gli anni lavorativi con impiego a tempo ridotto vengono considerati pienamente. I requisiti richiesti per la staffetta sono aver maturato almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e sette mesi entro il 31 dicembre 2018.

Ultimi dati sulla staffetta e ulteriore flop

Al momento dell’approvazione della staffetta, ancora considerata una novità per le pensioni tampone valida per pochi, era già stato previsto un suo esito fallimentare ed erano stati diversi gli esperti a parlare di misura inefficace e spreco di denaro. Le ultime notizie confermano questo annuncio e a rendere nota la situazione attuale è stato proprio il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, che avrebbe confermato che le domande per andare in pensione prima con la staffetta presentate all'Inps sono state meno di 162 di cui 121 sono state accolte, per un impiego complessivo di risorse economiche che fino ad oggi è stato di 1.208.959,44 euro, con particolare riferimento agli anni 2016,2017 e 2018.

Si tratta di un grande e ulteriore flop in tema di novità per le pensioni che, secondo lo stesso sottosegretario, dovrebbe portare a grandi riflessioni in merito alle stesse pensioni prima di pensare di approvare una nuova misura che sia, ancora una volta, riservata a pochi perché anche con l’ape, stando ad alcune analisi, si rischierebbe di andare incontro a fallimenti e sprechi di ingenti soldi, soprattutto se l’entità dei tassi di interesse da calcolare sulla rata di rimborso del prestito dell’ape volontaria e ancora da rendere nota sarà troppo elevata, tanto da rendere la stessa uscita prima con l’ape volontaria poco conveniente tanto da portare pochissime persone a chiederla.

Rischio ulteriore flop con ape volontaria

Come appena anticipato, nonostante sia stato presentato il decreto attuativo per l’ape volontaria e le ultime notizie parlano di ulteriori chiarimenti, confermando i requisiti di pensione di 63 anni di età e 20 anni di contributi per poter presentare la domanda di accesso all’ape volontaria, e confermandone il funzionamento del prestito dalle banche per andare in pensione prima da restituire in 20 anni, non sono stati ancora ufficialmente decisi e comunicati i tassi di interesse che le banche applicheranno al prestito da rimborsare, elementi fondamentali per capire se e quanto andare in pensione prima con l’ape volontaria sarà conveniente o meno. E da questo stesso elementi dipenderà il suo successo o il suo flop. L’ape volontaria rischia di rivelarsi un flop, come riportano le ultime notizie, proprio perché se il tasso di interesse dovesse essere alto e il costo della rata di rimborso particolarmente elevato, saranno poche le richieste che arriveranno esattamente come accaduto per la staffetta.

Ciò che ci si chiede, dunque, è se non sarebbe il caso di valutare la definizione di un ‘giusto’ tasso di interesse che renda l’ape volontaria appetibile quanto meno per dare ad alcune persone la possibilità di andare prima nell’attesa dell’arrivo di ulteriori novità per le pensioni positive per tutti come quota 100 e quota 41 per tutti. O se non si riuscisse a valutare prima la corretta entità del tasso di interesse, valutare se investire le risorse al momento stanziate effettivamente per la novità per le pensioni di ape o tenerle da parte per accumulare quel ‘gruzzoletto’ necessario per l’attuazione di ulteriori e più profonde novità per le pensioni evitando ulteriori e inutili sprechi di soldi.

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