Pensioni novità concessioni ai sindacati da Governo Gentiloni in manovra finanziaria, nulla sulle pensioni

Il blocco di vere novità per le pensioni potrebbe essere bilancio nelle ultime notizie pensioni dall'applicazione di misure di favore per accedere agli ammortizzatori sociali.

Pensioni novità concessioni ai sindacati

Pensioni novità concessioni ai sindacati


Le basi della manovra finanziaria sono state gettate e le premesse sulle novità per le pensioni stanno rispecchiando le aspettative iniziali. Anziché investire tempo e risorse sulla previdenza, l'esecutivo sembra più intenzionato a impegnarsi dal punto di vista economico sulle misure accessorie, come il sostegno al reddito per chi si trova in una posizione di difficoltà, temporanea o permanente. E forse è proprio su questi aspetti che si gioca la reale partita perché gli spazi di intervento sono certamente maggiori. Mettere mano sulle novità per le pensioni è un'operazione che si rivela troppo costosa rispetto al budget a disposizione. Se poi i paletti sono di ordine politico o economico è un'altra questione. Ma i segnali lanciati dall'esecutivo sono per adesso poco incoraggianti per le novità per le pensioni.

Manovra finanziaria: poco o nulla sulle pensioni

Cosa potrebbe allora succedere con la manovra finanziaria, ben sapendo che il tempo a disposizione si fa sempre più stretto? Difficilmente riuscirà a fare muro rispetto al pressing delle organizzazioni sindacali da una parte e di fette della sua maggioranza dall'altra. Qualcosa dovrà mollare ed è più facile credere che possa intervenire sul fronte delle concessione alle donne anziché delle aspettative di vita. C'è già una base di partenza: il bonus contributivo di 6 mesi per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni solo per le lavoratrici con i requisiti dell'Ape social, proposto dallo stesso esecutivo. Ma questo tetto potrebbe essere innalzato di un anno, andando incontro alle richieste dei sindacati. Anche in questo caso, a fare la differenza saranno i puri e nudi calcoli economici, considerando appunto gli interventi per aiutare chi è rimasto indietro. Sono dunque due le posizioni da evidenziare nel cantiere della manovra finanziaria.

  1. Le organizzazioni sindacali chiedono il blocco dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita nel 2019 e di consentire un ritiro più flessibile a tutte le lavoratrici ovvero lo sconto di un anno per ogni figlio fino a un massimo di 3 anni. Il doppio intervento ha un costo complessivo di circa 5 miliardi di euro in due anni ed è una cifra improponibile per le casse pubbliche considerando che allo stato attuale il capitolo pensioni conterebbe su 500 milioni di euro.
  2. L'esecutivo punta a destinare una dote aggiuntiva per il fondo per la lotta all'indigenza nell'ottica di ampliare ulteriormente la platea dei soggetti destinatari del reddito d'inclusione ovvero il principale strumento attivato nel corso dell'anno. Allo stato attuale la cifra che potrebbe servire a questo obiettivo oscillerebbe in una forbice tra 700 milioni e un miliardo di euro. Si tratta di un importo non di poco conto che finirebbe inevitabilmente a limitare gli spazi delle novità per le pensioni.

Altri ammortizzatori sociali in arrivo

Proprio sul versante degli ammortizzatori sociali, il dialogo tra esecutivo e organizzazioni sindacali si sta rivelando più fecondo, considerando la disponibilità del primo ad accogliere le proposte di cambiamento del secondo. Per qualcuno si tratta del segno di una rinnovata intesa tra le parti, per altri sono una concessione alla luce della mancanza di volontà a cambiare le norme sul lavoro. Nel dettaglio, le parti potrebbero trovarsi sulla proroga delle misure di favore per accedere alla cassa integrazione e alla cassa integrazione straordinaria da parte dei lavoratori in aree di crisi complessa ovvero Frosinone, Gela, Livorno, Piombino, Porto Torres, Porto Vesme, Taranto, Terni-Narni.

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