Pensioni, novità DEF non sono definitive per la Manovra Finanziaria

Prossime novità per le pensioni che potrebbero arrivare con nuovo Def e possibilità di ulteriori modifiche e cambiamenti in nuova manovra

Pensioni, novità DEF non sono definitive

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E’ grande la curiosità per sapere quali saranno le misure ufficiali e definitive che saranno contenute nel nuovo Def, con la speranza che arrivi anche qualche novità per le pensioni tra quelle che si attendono. Ma le misure del Def non saranno necessariamente quelle definitive della prossima manovra finanziaria considerando i diversi passaggi attesi in Parlamento e la possibilità di modifiche e cambiamenti, soprattutto con nuove elezioni in vista e le posizioni delle forze politiche pronte a riconquistare consensi, fiducia e voti. Tutto, dunque, potrebbe ancora succedere, soprattutto alla luce delle ultime notizie sulle divergenti posizioni in merito alle novità per le pensioni tra esecutivo, maggioranza attuale e opposizione.

Nuovo Def e attese per novità per le pensioni

Tra le diverse misure che il nuovo Def dovrebbe contenere gli occhi sono puntati soprattutto sul capitolo pensioni, finora troppo dibattuto e discusso senza però mai riuscire ad arrivare ad una definizione concreta di quello che si farà, il che non rappresenta certo un buon segnale perché se ci fosse la reale volontà politica di agire sulle pensioni, si parlerebbe con la stessa fermezza con cui il ministro dell’Economia ribadisce ormai da tempo l’arrivo di un nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani under 29, soglia che però stando alle ultime notizie potrebbe essere alzata a 32 anni.

Si tratta, però, di una misura che lascia decisamente perplesso Mpd che non ritiene che un nuovo piano di incentivi alle imprese che assumono giovani sia la soluzione reale per rilanciare l’occupazione. E dimostrazione ne sarebbe il fallimento del precedente piano in tal senso, perché incentivi per assunzioni quando non ci sono opportunità lavorative potrebbero essere nuovamente nulli. Bisognerebbe partire dal creare nuovi posti di lavoro e si tratta di un obiettivo raggiungibile solo attraverso l’attuazione di importanti novità per le pensioni.

Ma rimandate ancora una volta le profonde novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti senza alcuna penalità, perché ancora considerate troppo costose rispetto alla disponibilità attuale di risorse economiche (richiederebbero, rispettivamente, tra i 7 e i 10 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro), le speranze di attuazione di novità per le pensioni nel prossimo Def si concentrano su novità minime che potrebbero essere:

  1. miglioramenti delle condizioni di accesso all’ape volontaria;
  2. modifiche delle condizioni di accesso ad ape social e quota 41, per ampliarne la platea di beneficiari;
  3. novità per le pensioni per i giovani, con riconoscimento di una pensione cosiddetta di garanzia;
  4. novità per le pensioni per le donne, anche se bisogna decidere se prorogare ulteriormente l’opzione donna, in scadenza il 30 settembre ormai prossimo, o dare il via ad un’ape social donne permettendo anche alle lavoratrici di entrare a far parte di quelle categorie di persone che possono accedere alla pensione anticipata con l’ape social e prevedendo per loro uno sconto contributivo, in virtù dei lavori di cura della famiglia cui si dedicano anche nel corso della propria vita professionale.

L’ipotesi al vaglio dell’esecutivo sarebbe quella di riconoscere uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni in presenza di quattro figli, il che significherà che il requisito contributivo che sarà necessario raggiungere per le donne si abbasserà da 30 a 28 anni.

Richieste di novità per le pensioni dalle forze sociali per Def

Ma, stando a quanto riportano le ultime notizie, sull’entità dello sconto contributivo proposto dall’esecutivo, le forze sociali hanno rilanciato: le ultime notizie confermano, infatti, una nuova richiesta da parte loro di aumento da sei a 12 mesi per ogni figlio nato dello sconto contributivo da riconoscere alle donne lavoratrici fino ad un massimo di tre anni di anticipo sul requisito contributivo dei 30 anni richiesto per l’accesso alla normale ape social. Ma non solo.

Le forze sociali, con il nuovo documento con ulteriori proposte di novità per le pensioni inviato all’esecutivo, hanno nuovamente rilanciato, in generale, sia sua una rivalutazione delle pensioni in essere e sulla netta separazione, sempre più necessaria, tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, sia, e soprattutto, su una revisione delle attuali norme pensionistiche puntando soprattutto sulla revisione delle aspettative di vita per bloccare l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni, evitando, dunque, che il requisito anagrafico per andare in pensione continui a salire, di tre, quattro mesi, ogni due anni. La questione della revisione delle aspettative di vita divide fortemente l’esecutivo tra chi è sul no netto, chi apre, come la maggioranza, a possibili modifiche e che, come l’opposizione, punta ad un loro effettivo congelamento anche e soprattutto in virtù del fatto che le stesse aspettative di vita dal 2015 hanno subito un forte calo. Al momento, dunque, la situazione sulle effettive novità per le pensioni da aspettarsi sembra decisamente molto confusa e le posizioni restano altrettanto lontante.