Pensioni novità, due blocchi al DEF uno in particolare sulle pensioni

Due particolari blocchi al Def nell’attesa della presentazione di mercoledì della manovra finanziaria: nuovi rilanci su occupazione e novità per le pensioni

Pensioni novità, due blocchi al DEF uno

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Sono piovute diverse critiche e blocchi al nuovo Def presentato qualche giorno fa, documento di economia e finanza che anticipa le misure che dovranno essere contenute nella nuova manovra finanziaria, critiche arrivate soprattutto da esponenti del Movimento democratico progressista che, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbero votato contro il parere alla nota di variazione di bilancio presentato in Commissione Lavoro di Palazzo Madama. A loro parere vi sarebbero mancanze in particolare su pensioni e occupazione.

Due blocchi al Def da Movimento democratico progressista

Secondo gli esponenti del Movimento democratico progressista il nuovo Def dovrebbe essere di decisa discontinuità rispetto a quello del passato che non ha previsto alcuna particolare novità e miglioramenti, con misure che siano ben più profonde e importanti e con particolare riferimento a:

  1. occupazione;
  2. lavoro;
  3. lotta alla povertà.

Per quanto riguarda il primo blocco al Def, sarebbe arrivato per l’occupazione, le proposte avanzate interventi di contrasto alla precarietà, regolamentando stage e tirocini e contratti a termine e sostenendo le assunzioni a tempo stabile con incentivi alle assunzioni da erogare solo a fronte di un aumento netto dell'occupazione aziendale e sanzionando le imprese che licenziano il lavoratore al termine dell’erogazione degli incentivi. Per quanto riguarda il secondo blocco, sarebbe invece arrivato per le pensioni accompagnato da nuove proposte di novità per le pensioni che per gli esponenti del Movimento democratico progressista dovrebbero concentrarsi sulla revisione del sistema delle aspettative di vita.

Sono dunque diverse le lacune che, secondo alcuni esponenti della maggioranza, l’esecutivo dovrebbe colmare in relazione alle misure da inserire nella prossima manovra. Secondo quanto spiegato, infatti, dal presidente della Commissione di Bilancio, la Nota di aggiornamento di Bilancio deve riportare capitoli puntuali con misure, obiettivi e spese precisate per i prossimi tre anni, cosa che al momento non risulta perché le misure inserite sono molto generiche e i costi anche. Serve, invece, riportare dettagliatamente i costi legati ad ogni singola misura. E le attese risposte a tali chiarimenti, stando alle ultime notizie, potrebbero arrivare con la presentazione della nuova manovra finanziaria che mercoledì 4 ottobre inizia il suo iter in Aula.

Attenzione puntata su novità per le pensioni in nuovo Def

Il Def, come riportano le ultime notizie, non avrebbe previsto alcuna novità per le pensioni, mancanza che è stata giudicata molto negativamente sia in riferimento alle richieste di miglioramento per l’accesso ad ape volontaria e ape social e quota 41, sia in riferimento alle novità per le pensioni per le donne, sia in riferimento all’assoluto silenzio sulla richiesta di revisione del sistema delle aspettative di vita cui è strettamente collegato l’aumento dell’età pensionabile. Si tratta, al contrario, di una richiesta, quest’ultima, che dovrebbe avere primaria importanza.

E a ribadirne la necessità sono stati gli stessi esponenti del Movimento democratico progressista. Secondo le ultime notizie, per loro sarebbe, infatti, necessario, procedere con un congelamento dell'aumento dell'età pensionabile legato all'aspettative di vita, soprattutto alla luce delle ultime notizie sul calo delle stesse aspettative di vita dal 2015, in modo da evitare che il blocco del ricambio generazionale e lavoro, che stimola il rilancio dell’occupazione giovanile oggi decisamente in stallo, continui e che questo meccanismo si riavvi, dando contestuale nuova spinta anche a produttività e consumi, spingendo un nuovo ciclo economico virtuoso.

Ma per il Movimento democratico progressista è necessario fare anche qualcosa di concreto per le novità per le pensioni per le donne, con particolare attenzione alla maternità delle donne. Si dovrebbe, dunque, tornare a parlare della ipotesi di ape social per le donne, ipotizzata dallo stesso esecutivo, che, come riportano le ultime notizie, avrebbe previsto uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni per la presenza di quattro figli, tempo su cui le forze sociali hanno rilanciato, invitando ad aumentare lo sconto contributivo da sei mesi a un anno, e fino ad un massimo di tre anni.







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