Pensioni novità: fondamentali tagli alla spesa pubblica

Ancora il solito elemento dimenticato nella prossima manovra: qual è e attese per rilancio di novità per le pensioni

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Argomento per ottenere consensi, la Spending Review in Italia non ha mai avuto un forte sostegno politico a causa dei forti interessi che ogni singolo politico ha nei confronti del suo elettorato. Ed è per questo che non si ha mai avuto il coraggio di tagliare in modo drastico le spese dello Stato e proprio per questo motivo è difficile che vengano introdotte novità per le pensioni. Anche se qualche speranza, come vediamo più avanti, c'è. (aggiornamento 5:30)

Una completa revisione dell'attuale Riforma, che introduca novità sulle pensioni riducendo l'età pensionabile con meccanismi come il quota 100 e il quota 41 avrebbe un costo stimato, in totale, di circa 15 miliardi di euro. Un tale costo può essere supportato solo da una decisa accellerazione sulla revisione della spesa pubblica. A parole ci sarebbe anche la volontà, e in tal senso sono stati nominati anche esperti internazionali, ma ci si scontra troppo spessi con gli interessi dei singoli politici che sono stati eletti proprio da quel particolare elettorato che vedrebbe ridimensionato il suo ruolo. Come fare ad uscirne? (aggiornamento 10:45)

Il grande capitolo della revisione della spesa pubblica continua ad essere particolarmente controverso: senza una chiarezza effettiva di motivi, non si riesce a capire perché non si possa mai effettivamente attuare una concreta revisione della spesa pubblica, sempre annunciata ma mai realmente fatta. Ora, le ultime notizie sul prossimo iter finanziaria, si concentrano di diverse misure che vorrebbero essere attuate, come revisione delle imposte in generale e delle imposte sulle neo assunzioni, estensione della fatturazione elettronica per tutti, eventuali novità per le pensioni, molte chiaramente vincolate alla disponibilità di budget, ma tra le tante resta sempre il solito, grande elemento dimenticato: la revisione della spesa pubblica e degli sprechi.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, potremmo dire che già l’intenzione di inserire tra le misure possibili l’estensione della fatturazione elettronica a tutti potrebbe rappresentare un primo passo concreto verso un effettivo contenimento della spesa, ma in realtà la revisione della spesa pubblica dovrebbe essere ben più profonda. Il rischio, dunque, è che ancora una volta si possano perpetrare errori ma anche truffe anche per le stesse pensioni.

Revisione della spesa pubblica e risparmi accumulati

Stando alle ultime notizie rese note, in tre anni, tra 2014 e 2017, la revisione della spesa pubblica avrebbe prodotto risparmi per ben 30 miliardi di euro, a dispetto di quanti hanno sempre parlato di mancata revisione della spesa pubblica. Ma non si tratterebbe di cifre reali: secondo il responsabile del Dicastero dell'Economia, infatti, la spesa pubblica non sarebbe aumentata ma di certo su tagli e riduzioni degli sprechi si sarebbe potuto fare di più. E quando si parla di fare di più si intendono tagli sostanziosi e importanti che avrebbero permesso di recuperare quei miliardi che senza problemi potrebbero ancora permettere la realizzazione di tutti quei provvedimenti importanti e profondi bloccati proprio a causa della scarsa disponibilità di budget.

Si dice, infatti, che da sempre novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti sono sempre state rimandate perchè troppo costose a fronte di un budget sempre ridotto, richiedendo, rispettivamente, circa 7-10 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro. Ma in realtà, ogni volta che gli esecutivi lo hanno ritenuto necessario i soldi, seppur mancanti, per l'attuazione di ulteriori provvedimenti considerati prioritari seppur molto costosi, sono sempre stati provati.

Budget mai disponibile per novità per le pensioni

Mai per le novità per le pensioni, segno che forse a mancare realmente non sono solo i soldi ma anche e sopattutto la volontà politica di attuazione delle stesse. Per un semplice recupero di soldi per trasformare in realtà le novità per le pensioni, si sarebbe potuto procedere, cosa che ancora si potrebbe fare, con revisioni e tagli di alcune stesse tipologie di pensioni, piano che tra l’altro è stato presentato anni fa ormai dal commissario per la revisione della spesa pubblica, sostenuto dall’ex premier e anche dal responsabile dell’organismo per le pensioni, come:

  1. pensioni di invalidità;
  2. baby pensioni;
  3. pensioni di guerra;
  4. pensioni a vedove e superstiti.

Si tratta di un piano di revisioni che avrebbe permesso di ristabilire equità, bloccare le truffe, che sempre più spesso si registrano soprattutto per quanto riguarda le pensioni di invalidità e non sono infatti pochi i casi di falsi invalidi che percepiscono i rispettivi trattamenti, e recuperare risorse economiche da ridistribuire in maniera equa tra tutti, passando da novità per le pensioni positive per tutti. Ma tutto è ancora bloccato perché nulla in merito a questi piani di revisione è stato fatto come nulla è stato fatto nemmeno per la riduzione di altri sprechi.

E la reale mancanza di volontà in tal senso sarebbe stata dimostrata, se vogliamo, anche dall’ennesimo rinvio dell’approvazione finale del provvedimento di revisione delle alte pensioni degli esponenti istituzionali, questione che ormai da settimane non sta facendo far altro che discutere senza mai effettivamente arrivare ad un punto, come se questo punto, in realtà, non lo si volesse mettere.